domenica, Settembre 27, 2020
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Mafia nigeriana, otto arresti tra Marche e Abruzzo

nigeriani

di Elisa Cinquepalmi

Operazione “The travelers”: arrestati 8 nigeriani tra Marche ed Abruzzo

Dopo una complessa attività di indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di L’Aquila, questa mattina è avvenuto un maxi blitz, che ha interessato il territorio marchigiano ed abruzzese.

In seguito alle varie indagini, iniziate a luglio del corrente anno, il personale della Squadra Mobile di Teramo, con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine “Abruzzo” di Pescara e delle Squadre Mobili di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal GIP di L’Aquila nei confronti di 9 persone di nazionalità nigeriana ( 5 uomini e 4 donne).

Otto di questi erano residenti a Civitanova Marche, Porto Sant’Elpidio, Fermo, San Benedetto del Tronto (AP), Martinsicuro (TE), Corropoli (TE), Nereto (TE) e Castiglione dei Pepoli (BO).

Irreperibile ancora il nono membro dell’associazione, di cui non si ha nessuna traccia.

Grazie a questa operazione chiamata “The Traveles”, le forze dell’ordine hanno scoperto  l’esistenza di un’associazione a delinquere, con basi operative nelle province di Teramo, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, composta tutta da cittadini nigeriani (4 donne e 5 uomini) dedita al riciclaggio ed all’autoriciclaggio verso la Nigeria, attraverso viaggi in aereo, di ingenti somme di denaro, abilmente occultate all’interno dei bagagli al seguito, provenienti dallo sfruttamento sessuale delle predette giovani donne nigeriane e da ulteriori attività illecite.

Infatti, i nigeriani arrestati questa mattina sono indagati per i reati di associazione a delinquere, finalizzata alla commissione dell’illecita intermediazione finanziaria, autoriciclaggio e riciclaggio trasnazionale, nonché per il reato di tratta di esseri umani. 

Due di loro sono stati fermati all’aeroporto di Fiumicino, mentre si stavano per imbarcare in un volo diretto per la Nigeria.

Le indagini di luglio avevano già portato all’esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare nei confronti di 6 persone (1 italiano e 5 donne di nazionalità nigeriana) dimoranti in Abruzzo e nelle Marche.
Accusati anche loro di tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di almeno 12 giovani donne nigeriane, esercitanti giornalmente la prostituzione sul noto territorio della “Bonifica del Tronto” della Provincia di Teramo.

Le 12 ragazze, dopo essere state ingannate con la classica promessa in Italia c’è lavoro, sono giunte in modo irregolare nel nostro paese e invece di un futuro migliore, ad attenderle vi erano coloro che le hanno costrette alla prostituzione, sottoponendole anche ai riti “voodoo” .

Altre ricerche, condotte sempre sui nove nigeriani indagati, riguardano le importanti somme di denaro prodotte dai reati per essere poi destinate in Nigeria.

Le giovani vittime consegnavano direttamente il denaro ai 9 nigeriani oppure ricevevano il ricavato dalle madame che ospitavano le ragazze nelle proprie abitazioni, situate a Teramo, precisamente a  Martinsicuro e nelle Marche.

Per il trasporto del denaro, il compito veniva affidato ad alcuni correlatori, che gli indagati contattavano telefonicamente, chiamate, SMS o messaggi Whatsapp. Una volta eseguita tale operazione, il correlatore riceveva una percentuale della somma destinata in Nigeria.

Durante i controlli effettuati con la collaborazione della Polizia di Frontiera e dell’Ufficio delle Dogane presso l’aeroporto di Fiumicino, sui “corrieri” dell’associazione prima che si imbarcassero per voli diretti in Nigeria, gli stessi sono stati trovati in possesso di oltre 400.000,00 Euro.
Nel corso dell’indagine (meno di un anno) i corrieri indagati si sono complessivamente recati in Nigeria circa 100 volte per trasportare illecitamente i soldi consegnatigli dai committenti.
Secondo una stima indicativa la somma illecitamente trasportata in Nigeria corrisponde a 7 milioni 500 mila euro. 

Con la tragica vicenda di Pamela, l’esistenza della mafia nigeriana è venuta drammaticamente alla luce. Importante il lavoro delle Forze dell’Ordine, che continuamente effettuano controlli ed eventuali arresti.

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