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Il film fantasy stasera in TV: “IL SIGNORE DEGLI ANELLI: La Compagnia dell’Anello” martedì 24 dicembre 2019

Il film fantasy stasera in TV: “IL SIGNORE DEGLI ANELLI: La Compagnia dell’Anello” martedì 24 dicembre 2019 alle 21:00 su 20 MEDIASET (Canale 20)

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Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello (Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring) è un film colossal del 2001 diretto da Peter Jackson con Elijah Wood, Ian McKellen , Liv Tyler e Viggo Mortensen.

Tratto dall’omonima prima parte del romanzo di J. R. R. Tolkien Il Signore degli Anelli, è il primo lungometraggio della trilogia delSignore degli Anelli. Il film è seguito da Il Signore degli Anelli – Le due torri, uscito nel 2002 e da Il Signore degli Anelli – Il ritorno del redel 2003, che conclude la trilogia cinematografica.

Il film è uscito nelle sale negli Stati Uniti il 19 dicembre 2001, mentre nelle sale italiane il 18 gennaio 2002.

La pellicola vede lo hobbit Frodo Baggins cominciare il suo viaggio verso Mordor per distruggere l’Unico Anello creato dal malvagioSauron. Il Consiglio di Elrond di Gran Burrone decide di affiancare a Frodo la “Compagnia dell’Anello”, ovvero un gruppo di guerrieri (e amici) composto dallo stregone Gandalf il Grigio (guida del gruppo), gli uomini Aragorn e Boromir, l’elfo Legolas, il nano Gimli e gli hobbit Sam, Merry e Pipino.

Le riprese del film sono iniziate ad ottobre 1999, in concomitanza con quelle del secondo capitolo, Il Signore degli Anelli – Le due torri, e si sono svolte in Nuova Zelanda, in molti set sparsi per la nazione. La sceneggiatura è stata scritta da Peter Jackson, da sua moglie Fran Walsh e da Philippa Boyens. La colonna sonora è invece composta da Howard Shore, presente anche nei successivi capitoli.

Il film è stato un grande successo sia di critica che di pubblico ed ha ottenuto vari riconoscimenti cinematografici, tra cui 4 Premi Oscar nel 2002 su 13 nomination: per la migliore fotografia, il miglior trucco, la migliore colonna sonora e i migliori effetti speciali. L’AFI lo ha inserito al cinquantesimo posto nella classifica dei cento migliori film di tutti i tempi e al secondo posto nella classifica dei dieci migliori film fantasy di tutti i tempi nell’AFI’s 10 Top 10 della American Film Institute[5][6].

Tre prequel del film intitolati Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, Lo Hobbit – La desolazione di Smaug e Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate tratti dal romanzo Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, sono usciti rispettivamente nel 2012, 2013 e 2014.

Il film, pur ispirandosi all’opera di Tolkien, si prende come ogni adattamento alcune licenze.

A differenza del romanzo, nel prologo del film si narra della Seconda Era, in cui sono stati forgiati gli anelli, spiegando come lo hobbitBilbo Baggins sia infine entrato in possesso dell’Unico Anello.

La prima parte del prologo, tratta dall’ultimo racconto de Il Silmarillion, narra dei diciannove anelli che il malvagio Sauron, l’Oscuro Signore di Mordor ha donato alle razze della Terra di Mezzo: sette anelli sono stati dati ai nani, tre agli elfi e nove ai re degli uomini; tutti questi, però, sono stati ingannati dall’Oscuro Signore, il quale ne forgiò uno, l’Unico Anello, con lo scopo di dominare tutti gli altri. Nella battaglia contro Sauron, Isildur, figlio del re degli uomini Elendil, taglia a Sauron il dito al quale è infilato l’Unico Anello, ottenendo così un’insperata vittoria. Impossessatosi dell’Anello, si lascia però irretire dal potere malefico in esso contenuto e non ascolta il consiglio del re degli elfi Elrond, che gli dice di gettarlo nella bocca del vulcano su Monte Fato per sconfiggere definitivamente il nemico. Questa scelta gli costerà la vita e porterà alla rovina la razza degli uomini, mentre vengono così perse le tracce dell’Anello, che viene in seguito ritrovato dalla misteriosa creatura Gollum. Anche l’infelice essere viene irretito dal malvagio potere di Sauron, ed infine inspiegabilmente smarrisce l’Anello (forse per volontà dell’oggetto stesso) che viene poi ritrovato da Bilbo Baggins.

La storia comincia con i preparativi per il compleanno di Bilbo, impegnato nella stesura della sua autobiografia: Andata e ritorno. Nel frattempo si avvicina al villaggio di Hobbiville il potente stregone Gandalf il Grigio, anch’egli invitato ai festeggiamenti in quanto amico di lunga data del vecchio hobbit. Durante la festa, Bilbo indossa davanti a tutti gli ospiti l’Anello e scompare, con l’intenzione di andare a Gran Burrone e non farsi ritrovare mai più. Prima della partenza, però, viene convinto da Gandalf a lasciare l’Anello al giovane nipote Frodo.

Dopo qualche tempo Gandalf torna ad Hobbiville e studia l’Anello, scoprendo la sua origine. La natura del sinistro monile è confermata indiscutibilmente quando gettandolo nel fuoco al suo interno compare l’incisione in Linguaggio Nero che Gandalf traduce:

« Nella lingua corrente si dice: un anello per domarli tutti, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nell’oscurità incatenarli. »
(Gandalf a Frodo)

Gandalf riferisce a Frodo che Sauron è ‘ritornato spiritualmente’ per tornare in cerca dell’Anello: per questo motivo ha inviato i nove Spettri dell’Anello, i Nazgûl, a Hobbiville. Frodo, su suggerimento di Gandalf, decide di partire per il villaggio di Brea per non far trovare l’Anello al nemico. Con lui parte anche il suo giardiniere Samvise Gamgee, mentre Gandalf si dirige ad Isengard, presso il capo dell’ordine degli stregoni Saruman il Bianco, per riferirgli i fatti in corso. Tuttavia, Saruman ha visto quanto sta accadendo tramite ilPalantír, la pietra veggente, e ha deciso di schierarsi dalla parte dell’Oscuro Signore. Ignaro di ciò, Gandalf si reca da lui per informarlo degli eventi, ma Saruman cerca di indurlo ad allearsi a lui. Nasce uno scontro da cui Gandalf esce sconfitto ed è imprigionato nella torre di Orthanc. Saruman crea un esercito di Orchi (più precisamente, gli Uruk-hai, fisicamente molto più potenti dei normali Orchi) al servizio di Sauron; nel frattempo Gandalf scappa grazie all’aiuto di Gwaihir, una delle Grandi Aquile.

Durante il viaggio, Frodo e Sam incontrano due loro congiunti, Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc, che si uniscono al loro viaggio; purtroppo sono intercettati ed inseguiti dai Cavalieri Neri, ma riescono comunque a raggiungere la locanda del Puledro impennato a Brea, e lì attendono, invano, l’arrivo di Gandalf. Nella locanda vengono adocchiati da uno dei raminghi conosciuto come Grampasso. Frodo, per sbaglio, indossa l’Anello per la prima volta, diventando invisibile: tutto quello che lo circonda assume un aspetto distorto, circondato da una mistica nebbia. I Cavalieri Neri, attirati dalla forza magica dell’Anello, si dirigono a Brea per ucciderlo, ma il giovane Hobbit e i suoi amici vengono salvati dall’intervento di Grampasso. Il ramingo, allora, si unisce agli Hobbit per accompagnarli a Gran Burrone da Elrond; durante la sosta a Colle Vento sono raggiunti dai Nazgûl, il cuicapo ferisce Frodo con un pugnale di Morgul, e solo l’intervento di Grampasso, che li respinge con il fuoco, evita conseguenze ancor più gravi. Ad aiutare Frodo, che sta male dopo la pugnalata ricevuta, arriva la principessa Arwen, figlia di Elrond, che con il suo cavallo lo conduce a Gran Burrone proteggendolo dai nove spettri: qui Elrond lo cura e qui Frodo, al suo risveglio, incontra Gandalf, i suoi amici Hobbit, e suo zio Bilbo (che, una volta lasciato l’Anello, è invecchiato inesorabilmente).

Il Consiglio di Elrond si riunisce a Gran Burrone, con rappresentanti di tutte le razze, tra cui Gimli per i Nani, Legolas per gli Elfi, e Boromir per gli Uomini. Prima che si tenga il Consiglio, Arwen annuncia a Grampasso di voler rinunciare alla sua immortalità per vivere da mortale con lui che cerca invano di dissuaderla. Il Consiglio decide, con evidente disappunto di Boromir, di distruggere l’Anello portandolo a Mordor e gettandolo nel Monte Fato, dove è stato forgiato.

« L’anello non può essere distrutto qui, Gimli figlio di Glóin, qualunque sia l’arte che noi possediamo. L’anello fu forgiato tra le fiamme del Monte Fato, solo lì può essere annientato. »
(Elrond a Gimli, che ha tentato invano di distruggere l’Anello)

Frodo si offre volontario per compiere la missione ed a lui si uniscono Gandalf, Grampasso (che nel frattempo si è rivelato come Aragorn, erede di Isildur e del trono di Gondor), Legolas, Gimli, Boromir, Sam, Merry e Pipino: è questa la compagine che prenderà il nome di Compagnia dell’Anello. Bilbo regala a Frodo due oggetti magici, che lo aiuteranno nel corso del suo viaggio: Pungolo, una spada incantata la cui lama s’illumina non appena ci sono Orchi nelle vicinanze ed una corazza fatta di mithril, un metallo dei nani caratterizzato da straordinaria leggerezza e grande resistenza. La strada scelta per arrivare alla meta è inizialmente la Breccia di Rohan, da cui la Compagnia devierà poi per l’angusto passo diCaradhras. Alla fine gli ostacoli posti da Saruman costringeranno il gruppo a passare per le miniere di Moria, regno di Balin, cugino di Gimli.

« Vorrei che l’anello non fosse mai venuto da me. Vorrei che non fosse accaduto nulla.
Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere. Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso. »
(Frodo e Gandalf)

Giunti alle miniere, dopo aver superato il pericoloso Osservatore nell’acqua, scoprono che tutti i nani delle miniere sono stati sterminati dai Goblin. Durante il viaggio, Frodo e Gandalf si accorgono che la Compagnia è seguita da Gollum (che, in un primo momento imprigionato a Barad-dûr, fortezza di Sauron, ne è evidentemente stato rilasciato). La compagnia giunge alla Tomba di Balin, dove viene attaccata dai Goblin e da un Troll delle caverne e, dopo averli sconfitti, si recano al ponte di Khazad-dûm, dove li aggredisce ilFlagello di Durin, un Balrog, uno dei Maia caduti nella corruzione di Morgoth: l’unico che è in grado di affrontarlo è solo Gandalf che, per salvare la Compagnia, si scontra con lui fin quando non distrugge il ponte facendolo precipitare nelle viscere della montagna, ma il mostro usa la sua frusta infuocata per portarlo con sé.

Aragorn assume il comando della Compagnia che guida al bosco di Lothlórien, regno di sire Celeborn e della dama della luce Galadriel. È qui che Boromir comincia a nutrire dei dubbi sull’esito della missione, mentre Frodo vede attraverso lo specchio magico di Galadriel la distruzione della Contea da parte degli Orchi e la terribile prigionia che aspetta i suoi compagni in caso di fallimento. Le dolorose sensazioni causate dalla visione lo accompagneranno per il resto del viaggio.

La Compagnia lascia il regno di Galadriel con gli omaggi ricevuti dagli elfi e continua il viaggio in canoa, lungo il fiume. Nel frattempo gli Uruk-hai di Saruman, comandati dal loro capo Lurtz, sono sulle tracce della Compagnia, con l’ordine di catturare tutti gli Hobbit e portarli al cospetto dello stregone. Mentre si riposano sulla sponda del fiume, Boromir, offuscato nella ragione dalla vicinanza con l’Anello, tenta di rubarlo, ma Frodo, impaurito, lo indossa. Intanto sopraggiungono gli Uruk-hai ed il primo ad affrontarli è Aragorn, che consente così a Frodo, che aveva già in animo di proseguire da solo, di fuggire. In suo aiuto giungono anche Legolas e Gimli. Durante la sua fuga Frodo s’imbatte in Merry e Pipino, i quali richiamano l’attenzione degli Uruk-hai per salvarlo e permettergli di proseguire la sua missione. Nel frattempo Boromir li raggiunge per aiutarli tentando di riscattarsi dall’aver assalito Frodo, abbattendo numerosi Uruk-hai, venendo però trafitto da Lurtz con numerose frecce. Nonostante l’arrivo di Aragorn che, dopo un feroce combattimento con Lurtz, riesce finalmente ad uccidere l’Uruk, Boromir non riesce a salvarsi, e il gruppo non può nulla per impedire che Merry e Pipino vengano rapiti.

Nel frattempo, Frodo, deciso a proseguire la missione da solo, sale su una delle canoe, ma il fido Sam, per mantenere la parola data a Gandalf, non vuole abbandonarlo e così proseguono il viaggio insieme.
L’ultima scena, tratta dal primo capitolo de Le due torri, vede Aragorn, Legolas e Gimli che decidono di andare alla ricerca degli hobbit rapiti (Merry e Pipino).

« E venne il crepuscolo. Andavano veloci, come ombre grigie in contrade rocciose. »
(dalla conclusione del I capitolo de Le due torri)

Regia di  Peter Jackson

Con: Elijah Wood, Ian McKellen , Liv Tyler e Viggo Mortensen

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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