venerdì, Ottobre 22, 2021
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Giordano Bruno e quello sguardo che non ferma l’intolleranza dopo quattro secoli

Monsampolo del Tronto – Tra i numerosi pezzi d’arte e monumenti che punteggiano i borghi del Piceno, ne segnaliamo uno particolarmente interessante che si trova a Monsampolo del Tronto. Si tratta di un monumento in gesso che raffigura il filosofo Giordano Bruno situato in Piazza Roma. Sono pochi quelli nei dintorni che conoscono l’esistenza dell’opera.

Il medaglione sotto il profilo artistico non vanta un grande valore, considerato appunto che è un semplice calco in gesso. E’ nel suo aspetto simbolico che risiede la sua peculiarità, visto che il monumento intendeva contrapporsi al pensiero cattolico in maniera decisa. Il monumento fu eretto nel 1910 da scultori locali insieme ad un gruppo di anarchici. In quel periodo erano molti quelli che abbracciarono l’anticlericalismo come idea forte, anche come reazione ai secoli di dominio dello Stato Pontificio.

Non per niente la scultura fu eretta a pochi metri dalla chiesa di Santa Maria Assunta; la scultura in rilievo si trova sulla facciata di una casa privata sopra un entrata. Gli abitanti del borgo ne vanno fieri in quanto la considerano un unicum, se si fa eccezione degli altri due monumenti che si trovano nella sua città natale, Nola e naturalmente a Roma a Campo dei Fiori dal 1888, quando fu completata la scultura che poi sarebbe divenuta celebre.

Giordano Bruno per le sue idee sul cristianesimo, sull’universo e sulla Trinità che negava recisamente, perché per lui inesistente nella Sacra Scrittura, fu incarcerato, giudicato eretico e condannato al rogo dall’Inquisizione della Chiesa Cattolica. Fu arso vivo a piazza Campo de’ Fiori il 17 febbraio dell’anno 1600. Un gesto di grave intolleranza nell’ambito della Controriforma, come se ne verificarono molti per secoli.

Triste a dirsi, ancor oggi, si ripetono in nome della religione e dell’intolleranza verso il diverso, soprusi, violenze, e atti terroristici che spargono sangue innocente. Basta pensare ai richiami ad Allah dei terroristici islamici, il risorgere dell’antisemitismo, la distruzione di chiese cattoliche e protestanti in Medio Oriente e in Africa, l’accanita persecuzione verso i Testimoni di Geova in Russia con il placet nemmeno tanto celato della Chiesa Ortodossa, le stesse minoranze musulmane osteggiante e discriminate pesantemente in paesi come l’India. E via discorrendo.

Lo sguardo profondo e severo di Giordano Bruno continua ad ammonire gli uomini da 420 anni a questa parte, ricordando loro l’importanza della comprensione, del  rispetto e dell’accettazione delle differenze culturali e religiose tra gli individui, compresa anche la libertà di non credere a niente. Lezione mai assimilata completamente e spesso ignorata palesemente da chiese, religioni, governi, comandanti militari e anche, purtroppo, da tanta gente comune.

Roberto Guidotti

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