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Il film in seconda serata consigliato in TV: “Aliens: Scontro finale” martedì 31 marzo 2020

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Il film in seconda serata consigliato in TV: “Aliens: Scontro finale” martedì 31 marzo 2020 alle 23:40 su RAI 4

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Aliens – Scontro finale (Aliens) è un film del 1986 diretto da James Cameron con Sigourney Weaver, Carrie Henn e Michael Biehn. È il sequel di Alien del 1979, diretto da Ridley Scott. Nonostante il sottotitolo in italiano sia Scontro finale ha avuto altri due seguiti, Alien³ (1992) e Alien – La clonazione (1997).

Per l’home video il film è stato anche distribuito col titolo Aliens.

Anno 2179. Dopo 57 anni di ipersonno nella navetta di salvataggio, Ellen Ripley viene soccorsa dalla squadra di recupero della stazione spaziale di Gateway. Il ritorno sulla Terra di Ripley si rivela tutt’altro che eroico: la compagnia Weyland-Yutani la sottopone a un esame per aver provocato intenzionalmente la distruzione della loro astronave commerciale da trasporto Nostromo e sono scettici sull’esistenza del mostro alieno che avrebbe sterminato l’equipaggio, quindi le viene sospesa la licenza di sottoufficiale di volo. Ripley viene anche a sapere che il planetoide sul quale erano atterrati (ora LV-426) adesso è terraformato e colonizzato dalla Compagnia durante la sua assenza.

Quando i contatti con la colonia Hadleys Hope su LV-426 vengono improvvisamente interrotti, il tenente dei marines coloniali Gorman e Carter J. Burke, un uomo di facciata della Weyland-Yutani, chiedono a Ripley di unirsi alla squadra di soccorso come consulente. Ripley inizialmente rifiuta ma a seguito degli incubisull’alieno assassino, decide di unirsi al gruppo per tornare su LV-426, dopo essersi anche sincerata da Burke di non avere interesse per la specie aliena e di portarla sulla Terra. Ripley s’imbarca sull’astronave da battaglia USS Sulaco e conosce i marines coloniali, tra i quali spiccano il rude sergente Apone, il taciturno caporale Hicks, l’isterico soldato Hudson, la mascolina soldatessa Vasquez e il freddo soldato Drake. Ad accompagnarli vi è anche l’androide Bishop, verso il quale è inizialmente ostile per via della brutta esperienza che ha avuto con Ash a bordo del Nostromo.

Una volta raggiunto LV-426, i marines si preparano ad affrontare l’alieno (denominato Xenomorfo) e raggiungono Hadleys Hope su una navetta da sbarco, trovando l’insediamento umano deserto. Entrati nelle strutture interne, una squadra trova segni di esplosioni e combattimenti ma nessun corpo. Nel laboratorio scientifico della colonia si trovano due esemplari conservati di Stringifaccia[2]. Poco dopo incontrano la dolce Newt, una bambina sopravvissuta della colonia ma in stato di totale shock. Rimanendo strettamente a contatto con gli Xenomorfi è riuscita ad imparare il loro modo di cacciare riuscendo a sfuggirgli senza farsi trovare. Benché Ripley consoli Newt che sono arrivati dei rinforzi per sterminare gli alieni, la bambina ammette che non servirà a nulla. Rilevando i segnali emanati dai trasmettitori contenuti nei loro corpi, il gruppo scopre che i coloni si trovano sotto il reattore termonucleare della stazione di trasformazione atmosferica dell’impianto.

Arrivati al reattore, i marines ricevono l’ordine di non usare i fucili ad impulsi per non rischiare l’esplosione; le munizioni vengono ritirate a tutti, ma due di loro conservano caricatori nascosti. Addentratisi ulteriormente i marines rinvengono una rete di caverne, e trovano i coloni intrappolati in bozzoli. Uno di questi è ancora cosciente ma improvvisamente viene preso da convulsione e il gruppo assiste alla nascita di un piccolo alieno che viene ucciso col lanciafiamme, ma così facendo viene richiamata l’attenzione degli Xenomorfi adulti che circondano il gruppo e massacrano la maggior parte dei soldati. Gorman, preso dal panico, viene sostituito da Ripley che prende la guida del mezzo blindato per soccorrere i marine, dei quali riescono a salvarsi solo Hudson, Hicks e Vasquez.

Con Gorman ferito gravemente alla testa, Ripley suggerisce di tornare sulla Sulaco e distruggere completamente il sito nuclearizzandolo dall’atmosfera. Burke si oppone alla distruzione per il valore in denaro della colonia, ma Hicks, ora al comando poiché più alto in grado, approva il piano di Ripley e chiama la navetta da sbarco per essere recuperati. Tuttavia uno Xenomorfo si infiltra a bordo uccidendo i piloti Ferro e Spunkmeyer e causando la distruzione del velivolo che finisce per schiantarsi danneggiando il reattore della colonia, che finirà per esplodere nel giro di poche ore distruggendo qualsiasi cosa nel raggio di trenta chilometri.

Rimasti senza veicolo per abbandonare il pianeta, Newt avverte di rientrare alla base al più presto in quanto sta per farsi notte. Avendo osservato gli Xenomorfi da vicino scopre che essi si manifestano più spesso quando non c’è la luce. Il gruppo ritorna così alla base e si organizza: mentre Ripley e gli altri si barricano nell’edificio principale, Bishop, scelto in quanto androide, si reca nella torre di trasmissione per riallineare la parabolica della base alla Sulaco e chiamare così la seconda navetta a bordo, pilotandola manualmente a distanza. Iniziano presto le tensioni: Ripley scopre dal giornale della colonia che Burke aveva inviato dei coloni per esplorare il relitto alieno con le uova senza averli avvertiti del pericolo. Burke rivela anche l’intenzione di portare con sé i due Stringifaccia conservati e consegnarli alla Weyland-Yutani per essere sviluppati come armi biologiche, non rispettando la promessa fatta a Ripley, che lo minaccia e promette di denunciarlo una volta rientrati.

Ripley si concede di riposare insieme a Newt nel laboratorio, ma svegliandosi si rende conto di non poter uscire e che i due Stringifaccia sono liberi e tentano di attaccarsi a loro. Tuttavia Ripley riesce a salvare se stessa e Newt attivando l’allarme incendio che attira il resto della squadra, mentre i due parassiti vengono eliminati da Hudson e Vasquez. Ripley accusa Burke di essere il responsabile dell’episodio per impregnare lei e Newt in modo da condurre gli embrioni alieni sulla Terra superando la quarantena, e uccidendo i testimoni sabotando le loro capsule di ipersonno durante il viaggio di ritorno. Prima che i furiosi marines possano punire Burke, gli Xenomorfi staccano l’energia e irrompono nel rifugio. Nella battaglia che segue, Hudson viene trascinato via dagli Xenomorfi e Burke scappa nel passaggio lasciato come via di fuga finale, bloccando la porta. Sfortunatamente per lui, alle sue spalle appare uno degli alieni che lo assale.

Il gruppo opta per la fuga attraverso i condotti di ventilazione che Newt conosce bene, nella speranza di arrivare all’esterno per raggiungere Bishop. Mentre fuggono, Vasquez viene ferita gravemente ad una gamba dal sangue acido degli alieni. Gorman torna indietro nel tentativo di salvarla, ma vengono raggiunti senza possibilità di scampo. Insieme a Vasquez, l’uomo si fa saltare in aria con una granata. Più avanti nel tunnel, Ripley, Hicks e Newt riescono a raggiungere l’uscita, ma la ragazzina cade in una botola, finendo nel livello sottostante allagato. Prima che Ripley riesca a raggiungerla per salvarla, Newt viene catturata da un alieno.

Ripley aiuta Hicks, rimasto ferito dal sangue acido degli alieni, a raggiungere la navetta da sbarco che Bishop è riuscito a richiamare, quindi si arma pesantemente e si avventura nelle gallerie per salvare Newt. Riesce a trovare Newt imbozzolata come gli altri coloni e la libera. Nella fuga si ritrovano nella sala della “Regina”, dove questa depone uova. Circondate dagli alieni, Ripley minaccia di usare il lanciafiammesulle uova se gli alieni attaccheranno. Appena la Regina fa allontanare gli Xenomorfi di guardia, Ripley distrugge ugualmente la covata bruciandola quando si apre un uovo, prima di scappare con Newt. La Regina si infuria e, staccandosi dal proprio condotto ovopositore insegue le due fuggitive. Ripley e Newt raggiungono la navetta in tempo e Bishop porta i sopravvissuti in salvo mentre il nido e la colonia vengono spazzati via dall’esplosione del reattore.

Una volta tornati sulla Sulaco, Ripley si congratula con Bishop per l’ottimo lavoro svolto, ma l’androide viene inaspettatamente trafitto e sventrato dalla Regina, riuscita a giungere a bordo della Sulacoaggrappandosi alla navetta. Ripley interviene con un esoscheletro elevatore da carico e al termine di un agguerrito scontro riesce a espellere l’alieno nello spazio, mentre Bishop, ormai ridotto alla sola parte superiore del corpo, salva Newt evitandole di finire nello spazio. Eliminata la minaccia, Ripley può finalmente ibernarsi con Newt, Hicks e Bishop danneggiato e intraprendere il viaggio per la Terra.

Regia di James Cameron

Con: Sigourney Weaver, Carrie Henn e Michael Biehn

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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