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Il film in seconda serata consigliato in TV: “Alien 3” martedì 7 aprile 2020

film alien 3

Il film in seconda serata consigliato in TV: “Alien 3” martedì 7 aprile 2020 alle 23:40 su RAI 4

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Alien³ è un film del 1992 diretto da David Fincher con Sigourney Weaver, Charles S. Dutton e Charles Dance. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens – Scontro finale (1986). Il film ha avuto un seguito: Alien – La clonazione (1997).

Anno 2179. Sulla USS Sulaco, la nave con la quale il tenente Ellen Ripley, il caporale Hicks, la piccola Newt e l’ormai disattivato androide Bishop stanno tornando sulla Terra, avviene un cortocircuito che provoca un incendio e costringe la nave ad espellere un modulo di salvataggio dove sono contenute le capsule criogeniche per tentare un atterraggio di fortuna su un pianeta, Fiorina “Fury” 161, una colonia penale abitata solo da 25 detenuti con la sindrome 47,XYY, o Sindrome di Jacobs.[1]

Tutto questo avviene mentre l’equipaggio è in ipersonno. All’impatto con l’angusta superficie del pianeta sopravvive solo il tenente Ripley, che viene miracolosamente tratto in salvo: il caporale Hicks apparentemente morirà in seguito allo sfondamento della sua capsula criogenica da parte di un palo che gli reciderà il cranio,[2] mentre la piccola Newt morirà in stato di incoscienza per annegamento dentro la sua capsula (che ha avuto un cortocircuito) e infine l’androide Bishop, già disattivato e gravemente danneggiato, resta quasi totalmente distrutto in seguito all’atterraggio.

Ripley si riprende dallo stato di post-ibernazione e dalle ferite dell’incidente e apprende la notizia della morte dei suoi compagni di viaggio. Dopo aver visto delle bruciature da acido nel relitto della navetta con cui era atterrata, Ripley sospetta che uno Xenomorfo si sia intrufolato nella USS Sulaco e che poi sia atterrato insieme a loro su Fiorina 161. Pretende allora di vedere il cadavere di Newt, a cui era emotivamente legata (la considerava quasi una figlia) e convince il dottore a farle un’autopsia per vedere se è stata infettata dallo Xenomorfo, ma dall’analisi non risulta nulla di anomalo.

Ripley chiede ed ottiene di far cremare i corpi di Hicks e Newt nella fornace della colonia penale, in modo che dai loro cadaveri non esca nessuno Xenomorfo che eventualmente si fosse infiltrato dentro il loro corpo. Durante il cordoglio funebre però il cane di uno dei detenuti, infettato dallo Xenomorfo presente nel modulo di salvataggio, muore dando alla luce una nuova forma di Xenomorfo quadrupede estremamente feroce e letale. Intanto Ripley deve stare rinchiusa nell’infermeria per non farsi vedere dagli altri prigionieri i quali non accettano le donne nella loro comunità e la loro religione cristiana radicale gli impone di non provare piaceri corporali. Inoltre, non avevano l’occasione di vedere una donna da molti anni. Stando per molto tempo in infermeria la donna passa molto tempo con il dottore, che chiede a Ripley cosa realmente cercasse nel corpo di Newt; la donna non risponde ed evita la domanda facendo l’amore con quest’ultimo. Intanto, uno dei prigionieri viene attaccato dallo Xenomorfo ormai evolutosi velocemente in un esemplare adulto, che lo acceca spruzzandogli acido in faccia, facendolo cadere in una enorme ventola d’aerazione dove viene fatto a pezzi dalle pale.

Ripley non è del tutto convinta che il detenuto sia morto risucchiato da una ventola. Anzi, sospetta che sia proprio lo xenomorfo che la perseguita a uccidere i detenuti nella prigione, dove sono stati rinvenuti altri cadaveri più un sopravvissuto che racconta di aver visto un “drago” ammazzare i suoi compagni. Ripley si convince che lo Xenomorfo sia reale e racconta tutto al capo della colonia penale Andrews, che però non le crede. La donna decide di controllare il computer di bordo della navetta di salvataggio e per farlo ha bisogno di un suo vecchio amico, l’androide Bishop. Pur di recuperare l’androide, Ripley esce fuori dai complessi dell’infermeria, rischiando di essere addirittura violentata da alcuni detenuti, venendo salvata in extremis dal capo religioso della prigione, Dillon, che ferisce gravemente i suoi aggressori a sprangate.

Recuperato Bishop dall’immondizia, Ripley lo riattiva, anche se l’unica cosa che rimane del robot sono la testa, un braccio e una parte del torace. L’androide saluta felicemente Ripley, contento di rivedere la sua vecchia amica. Bishop si collega infine al computer di bordo della navetta e rivela a Ripley che, effettivamente, uno Xenomorfo sotto forma di uovo, deposto dalla Regina aliena, si era infiltrato nella navetta ed aveva causato un cortocircuito con l’acido uccidendo nell’ipersonno Hicks e Newt. Bishop, inoltre, rivela che gli eventi che sono accaduti sulla USS Sulaco, durante il viaggio di ritorno, erano stati monitorati dalla Compagnia Weyland-Yutani e che gli uomini della Compagnia sanno sempre tutto quello che accade a bordo.

Dopo queste rivelazioni Bishop chiede a Ripley di essere scollegato per sempre, perché, anche se lo riparassero, non sarebbe più al 100% delle sue funzionalità. Ripley acconsente alla richiesta del robot spegnendolo.

Ripley non riesce a capire come mai il dottore abbia il numero dietro alla nuca come tutti gli altri detenuti. Egli le confessa di aver involontariamente ucciso in stato di ebbrezza dei pazienti in passato, prescrivendo un’eccessiva dose di antidolorifici. Poco dopo questa confessione il dottore viene attaccato e ucciso dall’alieno. Quindi, lo Xenomorfo si avvicina minacciosamente a Ripley, ma la lascia misteriosamente in vita, dopodiché trascina il corpo del dottore nei condotti. Ripley corre ad avvisare gli altri dello Xenomorfo ed assiste insieme a tutti i detenuti all’uccisione del capo della colonia penale, il quale viene trascinato nell’apertura dei condotti dell’aria e smembrato dalla creatura: i detenuti adesso si convincono dell’esistenza dello Xenomorfo. Tutti riuniti, i detenuti terrorizzati discutono il da farsi, domandando soprattutto a Ripley come affrontarlo. Ripley afferma di essere alquanto spaesata poiché questo Xenomorfo agisce in modo diverso rispetto a quelli affrontati in passato (infatti questo Xenomorfo è un Runner, generatosi da un cane) e sostiene che l’unica cosa che li terrorizzava era il fuoco. Ripley chiede se sia possibile isolare il settore, ma Aaron spiega che tutta la tecnologia della prigione è fuori uso.

In seguito, la donna capisce di essere stata infettata durante l’ibernazione nella capsula criogenica sul modulo di salvataggio, e di essere quindi condannata a morire. Scopre inoltre, attraverso una scansione, che lo Xenomorfo che porta dentro di sé è una Regina Xenomorfa. Intanto, il vicecapo della colonia penale Aaron capta un messaggio della compagnia, secondo il quale una loro nave sarebbe atterrata entro poche ore su Fiorina 161 per prelevare il tenente Ellen Ripley e che avrebbero dovuto mantenerla in “quarantena totale”.

I prigionieri, guidati dal risoluto Dillon e da Ripley, tentano con vari stratagemmi di imprigionare ed uccidere lo Xenomorfo, ma falliscono al primo tentativo: di fatto, una massiccia esplosione di quinitricetilina causa almeno dieci morti tra i detenuti. Allora decidono di attirarlo usando come esca Ripley e di imprigionarlo dentro un pistone della fonderia, dove sarebbe stato colato del piombo fuso. A seguito di un piano caotico, ma ben architettato, e del sacrificio di tutti i detenuti, compreso Dillon che perisce nel piombo fuso, lo Xenomorfo assassino viene finalmente ucciso. Gli unici sopravvissuti sono Morse, Aaron e Ripley.

Intanto la nave della Compagnia atterra sul pianeta e l’equipaggio raggiunge Ellen Ripley nella fonderia. Tra il personale della compagnia, Ripley incontra il dottor Michael Bishop, che dichiara di essere il costruttore dell’androide. Costui tenta in vari modi di convincere Ripley ad andare con loro, perché solo la Compagnia potrebbe salvarla, congelandola ed estraendole chirurgicamente l’embrione Xenomorfo che si trova dentro di lei. Il tenente è molto riluttante a seguire i dottori della compagnia, perché in cuor suo ha capito che il loro intento non è affatto di salvarla, ma di usare lo Xenomorfo per scopi militari.

Dopo il ferimento di Morse da parte di uno dei soldati, Aaron colpisce con una chiave inglese il Dottor Bishop e viene ucciso dagli uomini della compagnia. Ripley, rivelate le vere intenzioni della Weyland-Yutani, decide di gettarsi nella fonderia, lasciando esterrefatti gli uomini e i dottori della compagnia. Questi ultimi, in questo modo, perdono la grande occasione di studiare lo Xenomorfo. Mentre precipita verso il metallo fuso, l’alieno esce dal torace ma viene trattenuto con le mani da Ripley finendo ucciso con lei nel metallo fuso. La colonia penale, senza più nessun prigioniero (tranne Morse, che viene portato via), viene chiusa e smantellata. Il film termina col messaggio di Ripley registrato dopo la vicenda della USS Nostromo, che si ripete incessantemente dentro il relitto della scialuppa di salvataggio della USS Sulaco.

Regia di David Fincher

Con: Sigourney Weaver, Charles S. Dutton e Charles Dance:

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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