domenica, Ottobre 24, 2021
Home > Anticipazioni TV > Anticipazioni per “Moïse et Pharaon” di Rossini del 19 aprile alle 10 su RAI 5: con Muti, Ronconi, Bolle e la Savignano dalla Scala di Milano

Anticipazioni per “Moïse et Pharaon” di Rossini del 19 aprile alle 10 su RAI 5: con Muti, Ronconi, Bolle e la Savignano dalla Scala di Milano

moise et pharaon dalla scala di milano

Anticipazioni per “Moïse et Pharaon” di Rossini del 19 aprile alle 10 su RAI 5: con Roberto Bolle e Luciana Savignano ballerini solisti dalla Scala di Milano

Mose in Egitto.jpg

Prosegue il ciclo di opere di argomento biblico e religioso che Rai Cultura propone su Rai5, nel consueto spazio della domenica mattina. Il 19 aprile alle 10 va in onda Moïse et Pharaon (Mosè e Faraone), il capolavoro di Gioachino Rossini che racconta in musica il passaggio del popolo ebraico dall’Egitto alla terra promessa, ossia la Pasqua ebraica.

Lo spettacolo è quello che ha inaugurato la stagione della Scala il 7 dicembre 2003, al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Sul podio è protagonista il Maestro Riccardo Muti, che raggiunge uno straordinario equilibrio, tutto rossiniano, tra misura e libertà espressiva. La regia è di Luca Ronconi, che mette in scena elementi simbolici come il deserto, una sinagoga, le onde del mare e i violinisti klezmer. Le coreografie di Micha van Hoecke sono interpretate dal corpo di ballo della Scala e da danzatori solisti come Luciana Savignano, Roberto Bolle e Desmond Richardson.  
Protagoniste le voci di Ildar Abdrazakov (Moïse), Erwin Schrott (Pharaon), Giuseppe Filianoti (Amenophis), Sonia Ganassi (Sinaïde) e Barbara Frittoli (Anaïde). La regia televisiva è di Carlo Battistoni.

Moïse et Pharaon, ou Le Passage de la mer Rouge (in italiano Mosè e Faraone, o il Passaggio del Mar Rosso) è un’opera in quattro atti di Gioachino Rossini rappresentata per la prima volta il 26 marzo 1827 all’Opéra di Parigi.

L’opera rossiniana è, in parte, un rifacimento del Mosè in Egitto del 1818, con aggiunte al libretto originale eseguite da Luigi Balocchi e Victor Joseph Etienne de Jouy. L’opera-oratorio divenne così una sorta di grand-opéra, con tanto di azioni coreografiche. Ad eccezione di Mosè e del Faraone, i nomi dei personaggi furono cambiati. Alcune scene furono aggiunte, altre spostate o modificate. Rossini riutilizzò soltanto sette «numeri» del Mosè in Egitto, dopo averli completamente ripensati, e aggiunse un coro tratto dall’Armida. La “tinta” musicale delle due opere appare pertanto del tutto diversa.

Fra gli interpreti della prima assoluta, il celebre basso francese Nicolas Levasseur nel ruolo di Mosè, il baritono Henri-Bernard Labadie nelle vesti del faraone, il tenore Adolphe Nourrit e il soprano Laure Cinti (che aveva italianizzato il suo vero cognome, Cinthie Montalan, in Cinti, per fare più presa presso il grande pubblico).

In Italia il libretto francese fu tradotto da Calisto Bassi e la nuova versione, intitolata semplicemente Mosè, ebbe la prima il 4 febbraio 1829 a Perugia[2] e soppiantò quella del 1818.

Sul finire dell’Ottocento l’opera cessò di essere rappresentata in Italia, ma tornò in auge dopo la prima guerra mondiale. Si ricordano la fastosa rappresentazione scaligera del 1919 e quella del Maggio Musicale Fiorentino del 1935 alla presenza di Mussolini.

Alcuni critici ritengono che sia il Moïse et Pharaon che il precedente Mosè in Egitto abbiano esercitato un influsso importante sul giovane Verdi (Nabucco) e su Saint-Saëns del primo atto del Sansone e Dalila (Samson et Dalila).