giovedì, Gennaio 27, 2022
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Coronavirus, ok a Mes e Recovery Fund. Conte “in fuga” dalle telecamere

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Eravamo abituati a conferenze stampa fiume del premier Conte, in occasione delle quali venivano ampiamente e nel dettaglio illustrate le azioni intraprese dal governo relativamente all’emergenza Coronavirus. Conferenze stampa in cui si parlava di “potenza di fuoco” e misure poderose. Ieri, invece, inspiegabilmente, il tutto è durato solo pochi minuti e senza contradditorio. Nessuna domanda posta dalla stampa, nessuna possibilità di avere chiarimenti. Il premier in piedi, quasi “in fuga” dalle telecamere.

“Si è appena concluso il consiglio europeo – queste le sue dichiarazioni – che ha segnato una tappa davvero importante. I 27 paesi hanno accettato, abbiamo quindi accettato, di introdurre, per reagire a questa crisi sanitaria, economica e sociale, uno strumento innovativo: il Recovery Fund. Si tratta di un fondo per la ripresa con titoli comuni europei che andrà a finanziare tutti i paesi più colpiti tra cui l’Italia, ma non solo l’Italia. E’ uno strumento urgente e assolutamente necessario. E’ l’Italia in prima fila a chiederlo, e devo dire la verità: la nostra iniziativa con la lettera firmata da altri otto paesi è stata davvero importante, perchè uno strumento del genere era impensabile fino ad ora. E’ un nuovo strumento che si aggiunge a quelli già varati e renderà la risposta europea sicuramente più solida, più coordinata e molto più efficace”.

Una esposizione lapidaria, sintetica, inusuale rispetto a ciò a cui Conte ci aveva abituati. Quindi, in sostanza, che cosa è accaduto?

Mes, Sure e Bei operativi da giugno e ok al principio del Recovery Fund ‘urgente’, come aveva chiesto l’Italia, anche se con tutti i dettagli ancora da definire a cui lavorerà la Commissione nelle prossime settimane.

Del Mes, tuttavia, ieri sera, il premier Conte non ha fatto cenno, parlando invece del Recovery Fund come di uno strumento finora impensabile.

In realtà, in un comunicato dell’Eurogruppo dello scorso 9 aprile, inerente la risposta globale della politica economica alla pandemia di COVID-19, si dice che: ” Abbiamo convenuto di lavorare su un fondo di recupero per preparare e sostenere la ripresa, fornendo finanziamenti attraverso il bilancio dell’UE a programmi progettati per rilanciare l’economia in linea con le priorità europee e garantire la solidarietà dell’UE con gli Stati membri più colpiti . 

Tale fondo sarebbe temporaneo, mirato e commisurato ai costi straordinari dell’attuale crisi e contribuirebbe a diffonderli nel tempo attraverso finanziamenti adeguati. Fatte salve le indicazioni dei leader, le discussioni sugli aspetti giuridici e pratici di tale fondo, comprese le sue relazioni con il bilancio dell’UE, le sue fonti di finanziamento e gli strumenti finanziari innovativi, coerenti con i trattati dell’UE, prepareranno il terreno per una decisione”.

E per quanto riguarda il Mes, sembre nell’ambito dello stesso comunicato si dichiara: ” Le reti di sicurezza sono in atto nell’area dell’euro e nell’UE. Nell’area dell’euro, il MES è dotato di strumenti che potrebbero essere utilizzati, se necessario, in modo adattato alla natura dello shock simmetrico causato da COVID 19. Proponiamo di istituire un sostegno di crisi pandemica, basato sull’esistente precauzione ECCL linea di credito e adattata alla luce di questa specifica sfida, quale garanzia pertinente per gli Stati membri dell’area dell’euro colpiti da questo shock esterno. 

Sarebbe disponibile per tutti gli Stati membri dell’area dell’euro durante questi periodi di crisi, con condizioni standardizzate concordate in anticipo dagli organi direttivi del MES, che riflettano le sfide attuali, sulla base di valutazioni anticipate da parte delle istituzioni europee. L’unico requisito per accedere alla linea di credito sarà che gli Stati membri dell’area dell’euro che richiedono assistenza si impegnino a utilizzare questa linea di credito per sostenere il finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi COVID 19. Seguiranno le disposizioni del Trattato MES. 

L’accesso concesso sarà il 2% del PIL del rispettivo membro alla fine del 2019, come parametro di riferimento. Con un mandato dei leader, ci impegneremo a rendere questo strumento disponibile entro due settimane, nel rispetto delle procedure nazionali e dei requisiti costituzionali”.

Il premier Conte esulta e scrive su Facebook: “Grandi progressi, impensabili fino a poche settimane fa, all’esito del Consiglio Europeo appena terminato. Un lungo percorso, avviato con la nostra iniziativa e con la lettera dei 9 Paesi Membri, oggi segna una tappa importante: i 27 Paesi riconoscono la necessità di introdurre uno strumento innovativo, da varare urgentemente, per proteggere le nostre economie e assicurare una ripresa europea che non lasci indietro nessuno, preservando, per questa via, il mercato unico.

La Commissione lavorerà in questi giorni per presentare già il prossimo 6 maggio un “Recovery Fund” che dovrà essere di ampiezza adeguata e dovrà consentire soprattutto ai Paesi più colpiti di proteggere il proprio tessuto socio-economico”.

La Germania non si schiera apertamente nella battaglia ma la cancelliera Merkel ammette che “non su tutto siamo della stessa opinione“, anzi che c’è un vero e proprio “disaccordo” su come finanziare il fondo, assicurando però che Berlino è disponibile a versare di più al bilancio europeo.

In Italia, invece, mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sostiene a spada tratta il premier – ” Basta circo politico. Basta polemiche mentre la gente muore ed è in grande difficoltà. Non può ridursi tutto a un tifo da stadio. Qui stiamo parlando del futuro del nostro Paese, dei nostri figli, dei nostri nipoti. Qui ci stiamo giocando la partita della vita, la finale più importante della nostra storia. Il match è ancora in corso, ma possiamo dire di aver raggiunto un primo importante risultato: il Recovery Fund. Ora bisogna lavorare sui tempi, affinché i fondi siano disponibili da subito, per aiutare imprese, lavoratori e famiglie italiane. C’è un’Italia da ricostruire. Solo uniti ce la faremo. Grazie al presidente Conte per l’ottimo lavoro svolto fino ad ora. Grazie a chi sostiene la nostra Nazione nella sfida più importante di sempre” – le opposizioni (non tutte) si dimostrano critiche.

“Conte – scrive Giorgia Meloni su Facebook – ci aveva abituato a conferenze stampa di notevole durata per decantare le lodi dei suoi provvedimenti, tutti peraltro di scarsissimo impatto. Il fatto che oggi (ieri per chi legge ndr) liquidato in pochi minuti gli esiti di un appuntamento fondamentale è una dimostrazione, temo, dell’ennesimo buco nell’acqua a livello europeo.

Forse in fondo se ne vergogna anche lui. Perché mentre il Fondo per la ripresa viene declinato al futuro e con contorni ancora tutti da definire, l’unica cosa certa è che tra pochi giorni sarà operativo il Mes con le sue condizionalità tutt’altro che light.

C’è bisogno di liquidità subito e l’Italia non può più attendere i capricci della Germania e dei suoi satelliti. È tempo di mettere da subito in campo i BOT patriottici cinquantennali a zero tasse garantiti dalla Bce per sostenere le nostre imprese. In ogni caso aspettiamo i gruppi in Aula domani mattina, dove abbiamo depositato un odg contro l’utilizzo del Mes che non lascia scampo a equivoci, sul quale tutti dovranno assumersi le loro responsabilità”.

Rincara la dose Matteo Salvini: “Approvato il MES, una drammatica ipoteca sul futuro dell’Italia e dei nostri figli. Di tutto il resto, come il Recovery Fund, si parlerà solo più avanti, ma già si delinea una dipendenza perenne da Berlino e Bruxelles. Sconfitta, fallimento, disfatta, oltretutto avendo impedito al Parlamento di votare, violando la legge. Le promesse del governo di non usare il MES? Gli impegni, gli attacchi, le promesse di Conte? Erano solo FAKE NEWS. Ladri. Ladri di Futuro, di Democrazia, di Libertà. Noi ci siamo e non ci arrendiamo, viva l’Italia libera e sovrana!”

In sostanza, quindi, il Consiglio europeo ha fatto proprie le misure decise dai ministri delle Finanze e che prevedono l’uso del Meccanismo europeo di Stabilità (Mes) a condizioni leggere; la nascita di uno strumento che deve finanziare la cassa integrazione nei paesi membri (Sure); e l’utilizzo della Banca europea degli investimenti (Bei) per aiutare le imprese, dando mandato alla Commissione europea di mettere a punto un nuovo fondo per la ripresa, incentrato sul bilancio comunitario 2021-2027 e con cui affrontare lo shock causato dalla pandemia influenzale.

Distante dalle dichiarazioni di Meloni e Salvini il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: “Per noi è essenziale che l’Europa si confermi come comunità di popoli e di valori e che le sue istituzioni, la Banca Centrale Europea, la Banca Europea per gli investimenti e il bilancio dell’Unione europea intervengano in modo decisivo per alleviare le conseguenze economiche e sociali di questa crisi.

L’uso del Meccanismo europeo di stabilità, l’attuazione del fondo Sure e degli altri nuovi strumenti, come, per esempio, il Recovery Fund, devono aiutare quei Paesi che, come l’Italia, risentono maggiormente della pandemia del Coronavirus.

Riteniamo che l’Europa debba dimostrare solidarietà nel proprio interesse e che questo aiuto sia davvero essenziale per il futuro dell’Europa”.

Lucia Mosca

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