sabato, Ottobre 23, 2021
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Anticipazioni per “Report” del 27 aprile alle 21.20 su RAI 3: il business delle mascherine

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Anticipazioni per “Report” del 27 aprile alle 21.20 su RAI 3:  il business delle mascherine

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Nella puntata di Report in onda lunedì 27 aprile alle 21.20 su Rai3, Sigfrido Ranucci presenta alcune interessanti inchieste:

Giù la maschera di Giulio Valesini e Lorenzo Vendemiale
Gli ospedali italiani hanno bisogno di milioni di mascherine per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Ma da chi, e soprattutto che cosa stiamo comprando? A fine marzo Consip ha fatto un bando da quasi 60 milioni di euro, ma Report ha scoperto che i certificati di garanzia presentati per ottenere il via libera, in diversi casi, erano falsi o non validi. Ad aggiudicarsi la gara sono state aziende che c’entrano ben poco col settore medico. Il mercato è impazzito, dalla Cina arriva di tutto e su internet girano offerte improbabili e certificazioni fasulle: il rischio di acquistare cianfrusaglie è sempre più alto.

Il business delle mascherine di Manuele Bonaccorsi
Chi sono i grandi importatori di mascherine in Italia? E che prodotti offrono ai cittadini? L’emergenza Covid e il drammatico bisogno di dispositivi sanitari hanno offerto praterie per chi, con buone relazioni e qualche trucco, sta lavorando sul business del momento. Anche grazie a regole incerte e controlli superficiali. Report svela i nomi, e qualche neo, dei principali player di questo mercato. E cosa succede, invece, per l’esportazione di materiale sanitario? Teoricamente i materiali utili all’emergenza non potrebbero lasciare il paese. Ma è davvero così?

Tu si que vales di Adele Grossi
Il 5 marzo, poco prima che il Governo annunciasse la chiusura di Lombardia e altre 14 province del Nord, Report era in Spagna. A Madrid non c’era nessun controllo in aeroporto, nessuna chiusura in città. Solo il 17 marzo è stato dichiarato lo stato di emergenza, quando già si contavano 11.000 contagiati. È proprio dalla Spagna che, ogni anno, importiamo circa 40.000 ovociti necessari per la fecondazione eterologa, perché in Italia non ci sono donatrici. I donatori di seme invece sono centinaia sul web e non si fermano nemmeno in tempo di quarantena.

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