venerdì, Febbraio 26, 2021
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Omicidio Cianfrone, si stringe il cerchio sulla pista locale?

cianfrone

“Un fulmine a ciel sereno. La morte di Antonio Cianfrone mi ha ferito. Non lo vedevo da anni ma fu mio compagno di scuola. Di banco. Ci siamo passati la palla giocando a basket. Abbiamo parlato di ragazze, anzi, al quinto fui suo complice nel tentativo di conquista di una ragazza che poi divenne sua moglie. Poi le vicende della vita ci hanno separato. Lui scelse la vita da militare e andò a vivere nelle Marche.

Lo rividi un paio di volte in trent’anni, trovandolo sempre in perfetta forma fisica e schivo nei modi. Antonio io non ti dimenticherò. La vita di un uomo è caratterizzata da varie fasi e percorsi, a volte difficili, a volte divertenti, a volte tragici. Le nostre vite si sono incrociate per un breve periodo, quello scolastico, e quel periodo fu felice, spensierato, forse uno dei migliori”.

Questo è solo uno dei tanti messaggi di cordoglio pubblicati sul profilo Facebook di Antonio Cianfrone, l’ex carabiniere freddato a colpi di pistola lo scorso mercoledì sulla ciclopedonale di Pagliare del Tronto.

Gli inquirenti stanno portando avanti celermente le indagini per risalire agli autori del delitto. Molte persone sono state sentite a sommarie informazioni, mentre un nucleo familiare di Spinetoli è stato ascoltato a seguito di perquisizione e sequestro di una moto e due caschi, relativamente ai quali sono in corso verifiche tese a stabilire se possano essere o meno compatibili con quelli utilizzati al momento dell’omicidio.

Voci di paese parlano di rancori e acredini da parte di alcuni nei confronti dell’ex carabiniere, sospeso dall’Arma nel 2015, a causa di una inchiesta, nella quale era rimasto coinvolto, per concussione e truffa ad un’assicurazione. Nel caso in cui gli autori del delitto siano della zona, il fatto che si siano mossi proprio il 3 giugno, potrebbe far presumere che volessero confondere le acque. Da quanto è stato possibile apprendere, è stata inoltrata richiesta alle forze di polizia della costa Adriatica fino alla Puglia di segnalare eventuali moto bruciate.

In ogni caso, la modalità con la quale è stato compiuto l’omicidio non lascia molto spazio a dubbi: sembrerebbe essersi trattato di un’esecuzione, di un delitto in stile criminalità organizzata. Non si esclude in ogni caso al momento alcuna pista e gli investigatori si muovono a 360 gradi. Chiaramente soltanto le risultanze investigative potranno fare chiarezza su dinamica e movente del delitto.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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