giovedì, Ottobre 21, 2021
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Stato di emergenza, è scontro: governo in Aula su Dpcm

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ROMA – La proroga a fine anno dello stato di emergenza per contrastare il coronavirus fa infuriare le opposizioni e lascia perplessa una parte della maggioranza. E’ una questione di merito: se il centrodestra non vuol concedere al premier Giuseppe Conte un altro periodo di “poteri speciali”, il Pd pretende che vengano definiti “perimetri molto ben delineati”.

E poi è una questione di metodo. Il carico da quaranta lo sbatte sul tavolo il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che annuncia un voto ad hoc in Parlamento, martedì, in occasione delle comunicazioni del ministro Roberto Speranza sul rinnovo di alcune misure anti contagio. La seconda carica dello Stato va giù duro: “Mi auguro che sia l’inizio di una democrazia compiuta, perché alla Camera e al Senato siamo ormai gli invisibili della Costituzione”.

E si innesca il balletto. Quello procedurale si gioca sul come le Camere potranno esprimersi. Martedì Speranza illustrerà il contenuto di un nuovo Dpcm, prima che venga firmato dal premier. Ma il voto del Parlamento sullo stato di emergenza non arriverà in quel contesto. Palazzo Chigi ha infatti chiarito: quel provvedimento si limita solo a prolungare l’efficacia di alcune disposizioni anti covid in scadenza il 14 luglio, come quelle sul distanziamento e sulle mascherine.

Niente vieta che qualche forza politica allarghi lo spettro e presenti risoluzioni sull’estensione dello stato di emergenza, da mettere poi al voto, ma non sarà quella la strada per innescare l’iter. Per rendere operativa la proroga si intende utilizzare una delibera in Consiglio dei ministri, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Sarà eventualmente su quella che il premier riferirà in Parlamento, illustrando i termini con cui il governo potrebbe portare a fine anno lo stato di emergenza ora in scadenza il 31 luglio. Sarà tutto da verificare se ci sarà o meno un voto, dipenderà dal tipo di intervento che verrà scelto dal presidente del consiglio per informare le Aule.

In ogni caso, che le Camere ne avrebbero discusso Conte lo aveva già assicurato, prima della richiesta perentoria della presidente Casellati, incassando poi l’appoggio di Nicola Zingaretti: “Il Pd è pronto a sostenere qualsiasi scelta del Governo utile a contenere la pandemia”. I dem, però, non intendono dare una cambiale in bianco al presidente del Consiglio: “Credo che sia una proroga di natura preventiva – ha spiegato il capogruppo al Senato Andrea Marcucci – Non c’è alcun segnale di una nuova ondata”. Per questo il Pd pretende che l’ambito di azione del “nuovo” stato di emergenza venga chiaramente circoscritto.

Non solo. Con il deputato Stefano Ceccanti, i dem ribadiscono “la necessità della presenza del presidente del Consiglio in Parlamento prima dell’eventuale proroga dello stato di emergenza”. Magari, già martedì, da Speranza, “è lecito attendersi alcuni primi chiarimenti”. Anche Italia Viva sollecita un coinvolgimento delle Camere. I Cinque stelle sembrano meno “appassionati” alla vicenda.

La proroga è una “questione prettamente tecnica” ha commentato in prima battuta il capo politico Vito Crimi. Il centrodestra ribadisce la contrarietà: i dpcm danno troppi poteri al governo e confinano il Parlamento in un angolo. “Lo stato di emergenza blocca l’Italia”, dice la capogruppo dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, mentre Antonio Tajani chiede al governo di confrontarsi con Camera e Senato. La capogruppo azzurra alla Camera, Mariastella Gelmini, prova a far leva sui malumori nella maggioranza, lanciando un appello “a Pd e Italia Viva, affinché dicano ‘no’ a questa inutile incoronazione pretesa da Conte”. (ANSA)