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Anticipazioni per “Tancredi” di Rossini del 15 luglio alle 10 su RAI 5: dal Regio di Torino

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Anticipazioni per “Tancredi” di Gioacchino Rossini del 15 luglio alle 10 su RAI 5: diretto da Bruno Bartoletti per la regia di Pier Luigi Pizzi dal Teatro Regio di Torino

Medea” di Cherubini del 5 maggio su RAI 5: dal Teatro Regio di Torino

Per la grande Musica Lirica in TV oggi mercoledì 15 luglio andrà in onda alle 10 su RAI 5 “Tancredi” di Gioacchino Rossini diretto da Bruno Bartoletti per la regia di Pier Luigi Pizzi dal Teatro Regio di Torino con la interpretazione di Dalmacio Gonzales e Gianna Rolandi  nell’allestimento andato in scena nel 1985.

Tancredi è un’opera lirica musicata da Gioachino Rossini su libretto in due atti di Gaetano Rossi tratto dalla tragedia omonima di Voltaire (1760).
La prima ebbe luogo con successo il 6 febbraio 1813 al Teatro la Fenice di Venezia con Adelaide Malanotte ed Elisabetta Manfredini (anche se con il problema dell’indisposizione sia della Melanotte che interpretava Tancredi, sia della Manfredini che era Amenaide: così la recita si interruppe a metà dell’atto II e l’opera completa si ascoltò ancora con successo solo l’11 febbraio).

Tancredi venne composto alla villa Pliniana sul lago di Como, e come altre opere rossiniane occupò il musicista per un tempo brevissimo (tre mesi e mezzo o addirittura tre giorni secondo la tradizione).
Una nuova versione, con finale tragico anziché lieto, andò in scena al Teatro comunale di Ferrara il 21 marzo 1813 con Marco Bordogni. I versi del nuovo finale furono scritti dal conte Luigi Lechi. Per l’occasione Rossini apportò alcuni cambiamenti al piano originario dell’opera, spostando, sopprimendo o sostituendo alcuni Numeri, ma il pubblico non gradì il nuovo finale.

Infine, il 18 dicembre dello stesso anno, l’opera fu rappresentata per l’inaugurazione del Teatro Re di Milano, in una terza e definitiva versione, nella quale Rossini ripristinò il lieto fine e inserì tre nuovi pezzi. In questa forma l’opera divenne per un certo periodo una delle più popolari, rappresentata in tutti i teatri d’Italia. Stendhal la considerava l’opera migliore di Rossini.

Verso la metà dell’Ottocento, con l’affermarsi di un nuovo gusto, Tancredi scomparve quasi completamente dalle scene. Sopravvisse solo la cabaletta “Di tanti palpiti”, anche nella forma della parafrasi o della variazione strumentale.

A partire da una storica ripresa al Maggio Musicale Fiorentino nel 1952, Tancredi è gradualmente tornata ad affacciarsi sui più prestigiosi palcoscenici operistici e oggi è considerata tra i lavori più ispirati ed equilibrati del Rossini serio.

Il manoscritto è conservato presso il Museo Teatrale alla Scala di Milano.

Trama

Antefatto

Siamo a Siracusa, nel 1005, durante le lotte tra bizantini [sarebbe più corretto parlare di saraceni visto il libretto] e siciliani. La città mantiene la sua indipendenza, anche se è devastata dalle lotte intestine tra le famiglie di Argirio e Orbazzano. Il nobile Tancredi, amante della figlia di Argirio, Amenaide, viene esiliato perché ritenuto fedele a Bisanzio.

Atto I

Argirio, per fare pace con l’antico nemico Orbazzano, gli promette in sposa la figlia Amenaide, che però ama ancora Tancredi, ed è oggetto delle mire di Solamir, il nemico saraceno; egli infatti l’ha chiesta in sposa, ma Argirio la offre ad Orbazzano. Amenaide intanto ha scritto una lettera a Tancredi per farlo tornare; una lettera mai giunta a destinazione. Tancredi ritorna, credendo Amenaide ancora fedele; lei tenta di opporsi alle nozze, incontrando l’ira del padre, e cerca di far partire l’amato, ma Orbazzano mostra a tutti la lettera di Amenaide, che si crede rivolta a Solamir. Amenaide non svela la verità per non tradire Tancredi e viene arrestata.

Atto II

Argirio è combattuto tra ragion di stato e amore paterno, ma è costretto comunque a condannare la figlia. Allora si presenta un cavaliere sconosciuto (Tancredi) che difende Amenaide, e chiede un duello con Orbazzano per liberarla. Orbazzano viene sconfitto e ucciso, e così Amenaide è libera; ma Tancredi la crede ancora spergiura. Intanto i saraceni minacciano i siracusani, se Amenaide non sarà offerta sposa a Solamir, Siracusa verrà distrutta. Tancredi decide di combattere contro di loro per liberare la città, e le truppe infatti vincono. Argirio svela la verità a Tancredi, che torna da Amenaide, chiedendo scusa. L’opera si conclude col giubilo generale.

(Finale della versione di Ferrara: purtroppo, ferito in battaglia, Tancredi muore, ma spira, comunque, felice di sapere di essere amato sia da Amenaide che dalla sua città, grata per la vittoria).

Struttura dell’opera

  • Sinfonia

Atto I

  • 1 Introduzione Pace, onore, fede, amore (Coro, Isaura, Argirio, Orbazzano)
  • 2 Coro e Cavatina Più dolci e placide – Come dolce all’alma mia (Amenaide)
  • 3 Recitativo e Cavatina Oh patria! – Di tanti palpiti (Tancredi)
  • 4 Recitativo e Aria Pensa che sei mia figlia (Argirio)
  • 5 Recitativo e Duetto L’aura che intorno spiri (Amenaide, Tancredi)
  • 6 Coro Amori, scendete
  • 7 Finale I Ciel, che intesi! (Argirio, Amenaide, Tancredi, Orbazzano, Isaura, Roggiero, Coro)

Atto II

  • 8 Recitativo e Aria Ah segnar invan io tento (Argirio)
  • 9 Aria Tu che i miseri conforti (Isaura)
  • 10 Scena e Cavatina No, che il morir non è (Amenaide)
  • 11 Recitativo e Duetto Ah, se de’ mali miei (Argirio, Tancredi)
  • 12 Recitativo e Aria Giusto Dio, che umile adoro (Amenaide, Coro)
  • 13 Coro Plaudite, o popoli
  • 14 Recitativo e Duetto Fiero incontro! (Tancredi, Amenaide)
  • 15 Aria Torni alfin ridente (Roggiero)
  • 16 Scena e Cavatina Ah, che scordar non so (Tancredi)
  • 17 Finale II Fra quei soavi palpiti (Amenaide, Argirio, Tancredi, Isaura, Roggiero, Coro)

Brani famosi

  • Sinfonia
  • Più dolci e placide – spirano l’aurecoro (atto I)
  • Tu che accendi questo core […] Di tanti palpiticavatina di Tancredi (atto I)
  • L’aura che intorno spiri duetto (atto I)
  • Ah! segnar invan io tentoaria di Argirio (atto II)
  • Giusto Dio che umile adoro, preghiera di Amenaide (atto II)
  • Fiero incontro […] Lasciami, non t’ascolto, duetto di Tancredi e Amenaide (atto II)
  • Perché turbar la calma aria di Tancredi (atto II)
Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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