sabato, Marzo 6, 2021
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Emergenza Covid, Marsilio: “La temuta seconda ondata è arrivata”

cordoglio

L’Aquila – “La tanto temuta seconda ondata è arrivata. I numeri ormai consolidati lo dimostrano, in Abruzzo come nel resto del Paese.  Faccio appello al senso di responsabilità degli abruzzesi. Evitiamo atteggiamenti irresponsabili che possono arrecare danni incalcolabili.  Alzando il livello dell’attenzione eviteremo restrizioni più dolorose. Nel giro di tre mesi abbiamo moltiplicato per dieci il numero dei contagi. Dobbiamo imparare  a convivere con questo nemico invisibile  fino  a quando non avremo disponibilità di un vaccino”.

Lo ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio a margine di una riunione con i rappresentanti delle prefetture, i presidenti delle province, i questori , i sindaci di L’Aquila, Pescara,  Chieti e Teramo, i direttori generali  delle Asl, i rappresentanti del centro zooprofilattico. Presenti anche l’assessore alla sanità Nicoletta Verì e il direttore  dell’Agenzia regionale di Potezione civile Mauro Casinghini e Alberto Albani, capo della task force regionale sanitaria.

“Pensavamo che l’emergenza fosse terminata a luglio con zero contagi e che, con un po’ di ottimismo non arrivasse più. Ma così non è stato. Partiamo da noi stessi, dal senso di responsabilità verso la nostra persona,  verso i nostri cari e la comunità adottando tutte le precauzioni per evitare un contagio casuale. Non dobbiamo essere imprudenti  e non dobbiamo assumere atteggiamenti di superficialità”.

Marsilio  oltre a lanciare un appello al senso di responsabilità ha voluto descrivere la differenza specifica tra la prima ondata vissuta a marzo- aprile e quella che stiamo vivendo oggi.

“C’è una differenza importante.  Comprenderla serve a evitare isterismi, panico e atteggiamenti sproporzionati rispetto al reale pericolo che comunque esiste. Bisogna agire con adeguatezza e proporzionalità rispetto ai problemi. Abbiamo, dunque, preso ad esempio due giornate simili. La giornata di ieri con  77 nuovi contagiati e quella del 23 marzo con  76 positivi.

Mentre a marzo avevamo fatto solo 299 tamponi e  oltre il 25 per cento delle persone sottoposte a tampone era positiva  con 38 morti  nello stesso giorno. Ieri abbiamo registrato zero morti e avevamo somministrato 2278 tamponi. 3.4 la  percentuale dei positivi.

A marzo,  52 ricoverati in terapia intensiva, ieri solo 8.  Oggi  sono 11. Allora 228 erano i ricoverati in terapia non intensiva oggi sono la metà . Cosa significa?

Significa che abbiamo sviluppato una grande capacità di intercettare i malati.  Prima  si facevano i tamponi  solo su quelli che mostravano grossi sintomi mentre  i familiari venivano messi in quarantena. Oggi le persone vengono intercettate subito. Le persone vicine vengono sottoposte a loro volta a tampone. Se positive più del 90 per cento non sviluppa sintomi. Possono restare a casa a gestire il periodo di quarantena. Oggi abbiamo terapie farmacologiche antivirali efficaci, più avanzate rispetto a marzo.

Non dobbiamo farci impressionare dai numeri anche se dobbiamo  mantenere alta la vigilanza per evitare che un aumento possa portare provvedimenti restrittivi che sarebbero davvero pesanti ed onerosi per la tenuta economica e sociale del nostro territorio. Mi raccomando soprattutto ai giovani che  pensavano di essere immuni. Invece si è abbassata l’età media. Possono trasmetterla a genitori e ai nonni. Attenzione ad evitare assembramenti, non avere superficialità nelle serate tra amici, mantenere la distanza e la protezione individuale”. Il Presidente nel corso di una conferenza stampa dopo l’incontro ha  parlato anche delle misure del governo centrale .

“Siamo in attesa del decreto del Governo – ha aggiunto Marsilio –  Ci siamo confrontati anche con le altre regioni. Siamo d’accordo su alcune misure sanitarie,  come diminuire i giorni di quarantena,  da 14 a dieci,  sul fatto che anche al primo tampone negativo possiamo dichiarare guarita una persona,  discutiamo invece sulle misure restrittive per gli sport di contatto e per la presenza del pubblico in occasione di eventi. Riteniamo che se bisogna adottare restrizioni deve scattare il meccanismo di solidarietà. Bisogna garantire un ristoro economico.  L’ho detto personalmente al premier Conte quando è venuto a Teramo.

Per quanto concerne l’anno scolastico posso dire che si concluderà comunque o in presenza o a distanza, nessun rischio. Nel caso di nuove restrizioni si potrà andare avanti e garantire il prosieguo dell’attività didattica.”

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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