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Roma, la protesta dei Gilet Arancioni di sabato 10 Ottobre

gilet arancioni

Roma, la protesta dei Gilet Arancioni di sabato 10 Ottobre

ROMA – Nel pomeriggio di sabato 10 ottobre 2020, a partire dalle 15.00, a Roma, in Piazza della Bocca della Verità, i militanti del Movimento Gilet Arancioni del Generale Pappalardo, hanno manifestato, coordinati dal Vice Presidente, l’ex commissario di polizia Giuseppe Pino, congiunti con altri movimenti antagonisti in altre piazze della capitale.

Alcune delle tematiche della “Marcia per la liberazione dell’Italia” dei Gilet Arancioni sono: l’opposizione a quella che definiscono una “dittatura politica e sanitaria”; l’opposizione a l’uso delle mascherine perché, secondo loro, “inutili e dannose alla salute”, e simbolo della “sottomissione” a questa “dittatura”; la protesta per l’utilizzo anticostituzionale dei DPCM da parte del Presidente del Consiglio e dello stato di emergenza per oltre sei mesi da parte del Governo. 

A tal proposito, abbiamo sentito Salvatore Marino, attivo militante dei Gilet Arancioni, soprattutto sulle televisioni e sui social: “Sabato 10 ottobre 2020 a Roma abbiamo ottenuto un grande successo per quanto riguarda in particolare la coesione e la condivisione dei programmi politici del nostro movimento con gli altri movimenti di protesta per la liberazione dell’Italia”.
Gli fa eco il Vicepresidente Giuseppe Pino che ha dichiarato: “Siamo venuti a Roma il 10 ottobre 2020 in rappresentanza dei Gilet Arancioni, per partecipare ad un evento che è stato organizzato da altri gruppi.

Per noi i parlamentari e i senatori eletti sono abusivi e anticostituzionali, compresi i più alti vertici dello Stato. Noi siamo venuti per protestare contro questa dittatura sanitaria; tutti ci considerano negazionisti, ma non lo siamo, poiché nessuno nega il contaggio, ma non è così grave da considerarsi pandemia, ma lo stanno considerando tale per avere un pretesto per mantenere il potere il più a lungo possibile, almeno fino al 2022, quando si sceglierà il nuovo Capo dello Stato. In giro non si parla altro che di Covid 19 e si trascurano altri provvedimenti importanti come, ad esempio, una nuova legge elettorale e il nuovo contratto delle forze di polizia mandate allo sbaraglio a fare contravvenzioni secondo i Dpcm illegali, e a difendere i parlamentari abusivi. Non collaboriamo con parlamentari come Cunial, Sgarbi e Paragone, perché prima dovrebbero dimettersi dal loro incarico considerato da noi abusivo e anticostituzionale e solo dopo potrebbero venire in mezzo alla gente a protestare.

Anche Salvini, Meloni e Berlusconi fanno parte di questo sistema, come il PD e il Cinque Stelle. I Parlamentari hanno paura di finire a casa senza soldi, per questo non casca il governo, soprattutto dopo la riduzione dei Parlamentari. Sono tutti inseriti in un sistema di dittatura informatica. Stimiamo di avere circa il 10% del consenso popolare, ma nessuno lo dice, perché i Gilet Arancioni fanno paura”.

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