lunedì, Dicembre 6, 2021
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Nuovo Dpcm, la bozza non piace. E a Roma è protesta

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Nuovo Dpcm, la bozza non piace. E a Roma è protesta

Chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle ore 18 nei giorni feriali, mentre per quanto riguarda la domenica è sul tavolo l’ipotesi che si consenta ai ristoranti di restare aperti a pranzo. Insomma, l’ennesima mazzata alla nostra economia. A conclusione dell’incontro tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione e il ministro Francesco Boccia, il governo, da quanto è stato possibile apprendere, non avrebbe invertito la rotta su una delle misure più controverse del Dpcm, contestata anche dalle Regioni.

Al momento la bozza del nuovo Dpcm prevede quindi quanto segue: “A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00”.

Dopo le 18 è quindi fatto divieto di consumare cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, mentre è permesso l’esercizio della ristorazione con consegna a domicilio, sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Fino alle 24 è invece consentita la ristorazione con asporto, mantenendo però il divieto di consumare in loco o nelle immediate vicinanze.

Secondo quanto previsto dalla bozza, le nuove prescrizioni entreranno in vigore a partire da domani, 26 ottobre e avranno effetto fino al 24 novembre.

Secondo quanto previsto dalla bozza del nuovo Dpcm, inoltre, “è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”.

E ancora: stop a teatri, cinema, casinò, palestre, piscine e sale giochi.

Per quanto concerne la scuola, si apprende che il primo ciclo di istruzione resterà in presenza. Per le scuole superiori si prevede una Dad pari al 75% delle attività complessive.

Su tali misure è scontro governo-Regioni. Sulla chiusura i bar e ristoranti alle 18 i governatori battono i pugni scrivendo che nei giorni feriali andrebbero fatti chiudere alle 23. E, mentre il governo cerca di limitare il ricorso alla didattica a distanza, le Regioni premono per ottenerla.

La bozza del nuovo Dpcm sembra non trovare, insomma, il favore di nessuno. E, a Roma, si sono verificati gravi disordini nel corso della protesta in Piazza del Popolo contro “dittatura sanitaria e coprifuoco”. Allo scoccare della mezzanotte, infatti, è stato intimato ai manifestanti di andare via. Per tutta risposta, questi avrebbero lanciato petardi e fumogeni contro le forze dell’ordine. A questo punto ci sarebbe stata una carica di alleggerimento e i manifestanti si sarebbero dispersi verso piazzale Flaminio. Incendiati anche alcuni cassonetti. Secondo quanto si è appreso da fonti di polizia, ci sarebbe qualche fermato.

Roberto Fiore, segretario nazioriale di Forza Nuova, racconta cosi la protesta romana di ieri sera: “Mentre Conte annullava l’ennesima conferenza stampa show, dopo aver litigato con i presideriti di Regione e all’interno dello stesso governo su lockdown morbidi o totali, migliaia di romani affluivano in Piazza del Popolo, in modo deciso, ma senza violenze, nell’interesse di tutti contro le restrizioni della dittatura sanitaria”.

“Chi gestiva la piazza ha preso la scusa di qualche festoso fuoco d’artificio acceso dai romani per ordinare una carica ingiustificata e brutale delta potizia che ha creato il panico e dato vita alla reazione dei manifestanti”, spiega Giuliano Castellino, vicesegretario di FN presente in piazza insierne a Fiore.

“Le responsabilita dei disordini sono chiare — conclude Roberto Fiore —, il clima repressivo è pesantissimo, alcuni poliziotti hanno persino impugnato le pistole, ma gli Italiani stanno dimostrando di non tollerare più restrizioni e l’eutanasia economica in nome di una pseudo-pandernia che ha il solo obiettivo di consegnarci alla miseria e alla schiavitù”.

“Di fronte – attacca la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni – all’aumento esponenziale dei contagi il governo naviga a vista. Continua a fare la cosa più semplice, cercare un capro espiatorio da additare, massacrando interi settori, invece che quello che gli compete: sanità, trasporti, tutela delle persone a rischio e dei più fragili, come Fratelli d’Italia chiede da mesi.

Pur sapendo che i trasporti sono una delle cause principali di contagio e la più facile da prevedere in questi mesi, il governo continua a fare finta di nulla e parla di tutto fuorché di questo. Invece si colpisce la ristorazione, con la chiusura nei giorni festivi e la sera, infliggendo a quegli imprenditori una doppia pena: farsi carico dei costi fissi e portare al minimo gli incassi. Stessa sorte per palestre, teatri, cinema al chiuso e all’aperto.

In tutto questo il governo non fornisce uno straccio di evidenza sul fatto che l’escalation del contagio parta da questi luoghi, ed è difficile accettare queste misure dagli stessi che negano i rischi del contagio sui mezzi pubblici, così come sui barconi di immigrati clandestini. Intere filiere perderanno ogni speranza e di contro non ci sono certezze sui ristori economici, che FdI ha chiesto diretti e contestuali a qualsiasi penalizzazione.Pretendiamo trasparenza sui dati, conoscere le ragioni dei singoli interventi che limitano libertà personali e di impresa.

Vogliamo che siano garantiti i mancati introiti e i danni emergenti per tutte quelle che Conte, con un cinismo intollerabile, definisce “Attività sacrificabili” senza alcuna responsabilità e un enorme dubbio sull’utilità. Il governo ha perso mesi fondamentali pavoneggiandosi su risultati che – a suo dire – erano migliori di quelli di molte altre nazioni. Ecco i risultati di tanta vanità mista a incompetenza”.

Lucia Mosca

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