giovedì, Novembre 26, 2020
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Unsic: “Sul Covid il governo trascura la dimensione locale”

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“C’è un grave scollamento tra governo centrale e realtà territoriali che si manifesta, ad esempio, quando alcuni ministri sminuiscono l’apporto del trasporto locale o della scuola alla pandemia o sottovalutano le ripercussioni di alcuni provvedimenti sul tessuto sociale e produttivo”.

E’ quanto rileva Domenico Mamone, presidente dell’Unsic, sindacato datoriale ramificato in tutta Italia. “Dalle nostre tremila sedi territoriali la denuncia è unanime: dall’alto manca l’ascolto alle istanze locali – continua Mamone. “Alcuni provvedimenti adottati con il Dpcm denotano proprio un dialogo governativo limitato alle Regioni e a qualche organizzazione di rappresentanza: mentre, sul territorio, sanità, scuole e uffici vivono un caos quotidiano, accentuato dalla burocrazia”.

L’Unsic ricorda, ad esempio, di aver espresso già ad agosto i timori per la riapertura delle scuole superiori dal 14 settembre. “Oggi ricerche internazionali, come quella di Edimburgo, e recenti studi, come quello di Bucci-Viola, ci stanno dando ragione. Avevamo proposto di far partire le superiori a fine ottobre, recuperando il mese a giugno e di adottare da subito la didattica a distanza, investendo in nuove tecnologie e formazione per i docenti anziché negli inutili banchetti, tra l’altro molti non ancora consegnati. Oggi una scuola che non funziona è la croce di docenti, genitori e studenti”.

Il sindacato rileva, però, anche l’assenza di soluzioni oggettive da parte dei partiti di opposizione, chiusi nella protesta, e indica proprio nell’ambito locale la ricerca di soluzioni. “La riduzione dei contagi passa per la medicina territoriale, per il rafforzamento delle Asl anche con operazioni di sburocratizzazione, per il contact tracing, per interventi mirati, per lo smart working, per le scuole in Dad. Tutto ciò che, purtroppo, non è stato fatto da maggio ad oggi, con il governo che sta inseguendo il virus. Aprirsi maggiormente ai territori è ormai una necessità incontrovertibile per attenuare la gravità della situazione”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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