mercoledì, Ottobre 27, 2021
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ULS: “Tredicesima più leggera per infermieri ed operatori sanitari”

quarantena

Riceviamo da ULS (Unione Lavoratori Sanità) e pubblichiamo: “Purtroppo quest’anno gli Infermieri e gli altri operatori sanitari del comparto, a cui si applica il CCNL Sanità Privata appena rinnovato da Aiop Aris e Cgil Cisl Uil Ugl, troveranno una brutta sorpresa quando sarà erogata la tredicesima prima di Natale. Sarà più leggera, essendo cambiato il divisore utile a calcolare l’importo della stessa in busta paga” dichiarano dal Direttivo Nazionale ULS Unione Lavoratori Sanità Anna Rita Amato e Antonino Gentile.

“Infatti fino ad ottobre scorso con il precedente contratto il modo di calcolarla era quello simile a quasi tutti i contratti nazionali di lavoro prevedendo che il tabellare annuo fosse diviso per dodici– continuano ad osservare dal Direttivo Nazionale ULS -. Da dicembre però, grazie a chi ha sottoscritto questo contratto beffa, nell’art. 66 il divisore è stato aumentato a tredici. Pertanto la corresponsione della tredicesima mensilità avverrà nella misura di 1/13 della retribuzione tabellare annua cui si aggiunge la retribuzione individuale di anzianità e sarà erogata il 16 dicembre. Ciò varrà una diminuzione dell’importo finale che andrà al Lavoratore. Inoltre, forse cosa più pericolosa, si è creato un precedente contrattuale peggiorativo. Meno soldi per chi lavora nelle strutture della Sanità privata, che aumenta così i propri profitti utilizzando risorse pubbliche, rispetto a chi lavora nella Sanità pubblica”.

“Riteniamo abbastanza singolare da parte dei vari attori in campo, dal Ministro della Salute Speranza alle parti datoriali e sociali, aver sbandierato ai quattro venti la sottoscrizione di un CCNL, spacciato come risultato importante ed equiparando il frutto della lotta alle stesse garanzie del pubblico, quando si è permesso addirittura di diminuire le tredicesime peggiorandone le modalità di calcolo e consentendo un notevole risparmio per le aziende. I Lavoratori della Sanità Privata – concludono Amato e Gentile-, che ricordiamo eroga prestazioni sanitarie con denaro pubblico, non si meritano portentosi slogan del tipo stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti per poi accorgersi che, oltre le condizioni di lavoro spesso massacranti e i minori diritti, nelle pieghe nascoste di un contratto di serie B un semplice numero come il tredici li pone su un piano economico inferiore rispetto ai colleghi del pubblico”.

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