sabato, Ottobre 16, 2021
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Parte il V-Day: pro e contro del vaccino della Pfizer

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Parte il V-Day: pro e contro del vaccino della Pfizer

Quella di oggi è in Europa la giornata del V-Day, volendo utilizzare il termine globale che segna il via alla vaccinazione collettiva contro il Covid-19. Dall’Aifa, agenzia italiana per il farmaco, sono giunti i dettagli sulla conservazione, lo scongelamento, la diluizione, la somministrazione e lo smaltimento delle fiale della Pfizer-BionTech, il primo siero ad aver avuto l’ok alla commercializzazione. Accedendo a questo link sarà possibile avere le informazioni da sapere prima della puntura, con il bugiardino dell’Aifa sul vaccino Pfizer e il modulo per il consenso.

Per quanto riguarda gli effetti indesiderati rilevati sui soggetti che per primi hanno ricevuto il vaccino, sono state definite  generalmente di intensità da lieve a moderata e pare siano state risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Una frequenza leggermente inferiore di reazioni di reattogenicità è stata associata ad un’età maggiore.

Di certo la presenza di tali effetti ha ingenerato in molti dubbi sulla efficacia e sicurezza del vaccino. Si tratterebbe di cefalee, stati febbrili, dolori articolari che dovrebbero risolversi nelle 48 ore successive alla inoculazione del vaccino.

Tuttavia se a queste controindicazioni si aggiungono quelle riportate da “Il Tempo” in un articolo del 25 dicembre, su indicazione di Moncef Slaoui, super ricercatore di origini tunisine a capo di “Warp Speed”, c’è molto su cui riflettere.

“Il vaccino contro il coronavirus Pfizer sta causando più reazioni allergiche del previsto”, ha dichiarato alla CNN lo scienziato Moncef Slaoui, che prosegue: “Quella frequenza di risposte allergiche è superiore a quello
che ci si aspetterebbe con altri vaccini”.

Tutto questo, secondo il Tempo, sarebbe stato riportato dal tabloid inglese “The Sun”, sottolineando che negli Stati Uniti, all’inizio di questa settimana, almeno sette persone già soggette ad allergie hanno subito reazioni – sia
piccole che forti – dopo aver ricevuto i vaccini Covid.

Sembrerebbe per di più che in America si stia lavorando ad uno studio ancora più approfondito che partirà nelle prossime settimane, anche se non è stata fissata la data di inizio.

Al momento più di un milione di vaccinazioni sono state però lanciate in sicurezza negli Stati Uniti.

Anche in Italia, pur riconoscendo la assoluta necessità di procedere il più rapidamente possibile con la vaccinazione, i timori sui possibili effetti collaterali permangono.

Ad aumentare in molti la diffidenza sulla sua effettiva sicurezza si aggiunge un altro fattore non comune: il vaccino della Pfizer ha bisogno per la sua conservazione ed il suo utilizzo di temperature molto basse, tra -90 °C e -60 °C.
Mediamente i vaccini devono essere conservati a temperatura tra 2-8°C ed i frigoriferi genere garantiscono una temperatura di -20, quindi solo appositi refrigeratori possono essere utilizzati.

Di sicuro sappiamo che il giorno di Natale le nostre Forze Armate hanno scortato il furgone con le 9.750 dosi di vaccino Pfizer-Biontech proveniente dal Belgio. Il furgone con le dosi è arrivato nella Capitale presso la Caserma Salvo D’Acquisto dei carabinieri a Tor di Quinto, e ieri mattina le dosi sono
state trasferite allo Spallanzani scortate dai carabinieri.

Fanno riflettere le parole del commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri che in conferenza stampa ha detto: “Non so se tutte le regioni riusciranno a fare tutti i vaccini entro il 27 ma so che il vaccino Pfizer può essere conservato per 4 giorni, quindi entro il 30 dicembre le dosi dovranno essere state tutte utilizzate. Penso comunque che questo accadrà prima”.

Intanto per poter garantire la diffusione in tutta Italia di una parte delle 9.750 dosi dei vaccini Pfizer, queste saranno trasportate a Pratica di Mare, l’hub nazionale, dove 5 aerei (due C27J dell’Aeronautica, due Dornier Do. 228 dell’Esercito e un P-180 della Marina) raggiungeranno le mete più lontane con una operazione denominata EOS, che il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini definisce “una risposta corale da parte della Difesa”, aggiungendo: “In una prima fase per l’attività del 27 dicembre, giorno del Vaccine day, e poi in una seconda fase, quando ci sarà invece il trasporto complessivo, sulla base delle indicazioni che ci fornisce il Commissario straordinario. La Difesa collabora con grande impegno e con grande professionalità fin dall’inizio di questa emergenza sanitaria che il Paese sta affrontando con responsabilità. Le Forze Armate si sono dimostrate da subito pronte e continuano a fare il loro lavoro con le modalità con cui sono
abituate a operare: concretezza, poche parole, ma tanto lavoro. Un contributo apprezzato e molto importante per tutto il Paese”.

Sono tante le persone che attendono di essere rassicurate circa gli effetti collaterali che potrebbe comportare il vaccino.

Nel frattempo è giunta la notizia della casuale esplosione avvenuta nella città taiwanese di Taoyuann dove un imponente impianto della casa farmaceutica SCI Pharmtech è stato devastato il 20 dicembre. Guarda caso proprio la seconda fabbrica più grande al mondo di Idrossiclorochina, farmaco rivalutato proprio di recente per ciò che concerne la lotta al Covid.
Come disse qualcuno, a pensar male si fa peccato….

Fortunatamente sembrerebbe essere andato tutto bene per i primi 3 vaccinati italiani. “Mi sento benissimo, sono emozionata, ma ancora più che emozionata sono inorgoglita”: così la virologa Capobianchi, direttrice del Laboratorio di virologia dell’Inmi Spallanzani,dopo essersi sottoposta la vaccino contro il Covid-19.

“Il vaccino è andato molto bene (…). Sono molto fiera di essere la prima a mettere il volto per questa campagna vaccinale”, ha detto l’infermiera Alivernini a RaiNews 24. “E’ andata bene (…). L’ho fatto per la mia famiglia, per me e per i miei pazienti”, ha detto l’Operatore sociosanitario, Altobelli.


Ettore Lembo

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