domenica, Ottobre 24, 2021
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Anticipazioni per “Presa Diretta” del 15 marzo alle 21.20 su Rai 3: “Processo alla ‘ndrangheta”

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Anticipazioni per “Presa Diretta” del 15 marzo alle 21.20 su Rai 3: “Processo alla ‘ndrangheta” (none)
Riccardo Iacona, con la puntata di “PresaDiretta”, in onda lunedì 15 marzo, alle 21.20, su Rai3, mette sotto i riflettori una delle più importanti operazioni contro la ‘ndrangheta nella storia della lotta alla criminalità organizzata portata a segno dalla Procura di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri. Con 479 indagati e 334 persone arrestate nel dicembre 2019, l’inchiesta “Rinascita Scott” permette di capire come agisce e come pensa la ‘ndrangheta e come riesce ad allearsi con la società, con la politica e con l’economia. Un vero e proprio Stato illegale parallelo. Al centro dell’indagine c’è la cosca guidata dal boss Luigi Mancuso e le decine di clan a lui collegati, che comandavano su Vibo Valentia e sulla provincia. Con uno sforzo enorme centinaia di carabinieri dei Ros di Roma, Catanzaro e del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia per quattro anni hanno pedinato, monitorato e intercettato decine di ‘ndranghetisti. Nulla sfuggiva al controllo criminale: appalti, compravendita di beni, intestazioni fittizie, contratti tra privati, acquisizione di imprese, imposizione del pizzo e un enorme giro di usura, un vero e proprio circuito bancario illegale. Gli ‘ndranghetisti sapevano tutto di tutti, quanti soldi sul conto corrente, quali e quante le proprietà immobiliari possedute, ereditate o vendute. E su tutto mettevano il loro cappello. Impressionante è il numero di colletti bianchi che si erano prestati agli interessi mafiosi: commercialisti, notai, avvocati, amministratori pubblici e funzionari, personale dei palazzi di giustizia, uomini delle forze dell’ordine. “Rinascita Scott” è una enciclopedia dell’universo mafioso calabrese, c’è di tutto dentro: decine di omicidi e di lupare bianche, il traffico d’armi e quello internazionale di droga, ma ci sono anche le storie delle persone umili vittime del potere ‘ndranghetista, a dimostrazione che dove comanda la mafia soffrono tutti.