mercoledì, Agosto 4, 2021
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Pasqua, Pèsach e Commemorazione. Differenze e origini delle ricorrenze

Pasqua, Pèsach e Commemorazione. Differenze e origini delle ricorrenze

Da un anno la pandemia ha stravolto la nostra vita sociale e molti degli usi e costumi quotidiani, compresi quelli religiosi. Alcune confessioni hanno limitato le presenze o contatti fisici, mentre altre hanno puntato sulla tecnologia per condividere, in tutti i sensi, i riti e le funzioni al grande pubblico senza correre rischi sanitari.

Al di là delle alternative offerte dalla scienza tecnologica, il periodo corrente rimane particolarmente importante per cattolici, protestanti, ebrei e Testimoni di Geova, per una festa affine o che sembrerebbe tale, ma che viene celebrata in maniera diversa dalle confessioni religiose.

Per gli ebrei è la Pèsach per i cattolici e protestanti la Pasqua di resurrezione e per i testimoni di Geova la Commemorazione della morte di Gesù o Cena del Signore.

La più diffusa almeno in Italia è naturalmente la Pasqua. Destarono profonda impressione – lo scorso anno- le immagini di Papa Francesco mentre attraversava Piazza San Pietro vuota per poi impartire la benedizioni urbi et orbi  il venerdì di Pasqua e pregare per la fine della pandemia.

Ma veniamo al significato della Pasqua. Essa celebra la resurrezione di Gesù nel terzo giorno dopo la sua morte. Per molti è scontata la sua derivazione dalle Sacre Scritture e dai Vangeli anche se alcuni hanno avanzato dei dubbi sul’origine della celebrazione. The Encyclopædia Britannica scrive sorprendentemente: “Non c’è nessuna indicazione della osservanza della festa di Easter [Pasqua] nel Nuovo Testamento, o negli scritti dei Padri apostolici. La santità di tempi speciali fu un’idea assente nella mente dei primi cristiani. . . . Lo storico ecclesiastico Socrate (Hist. Eccl. v. 22) [c. 439 E.V.] dichiara, con perfetta verità, che né il Signore né i suoi apostoli imposero l’osservanza di questa o di qualsiasi altra festa. Egli dice: ‘Gli apostoli non pensarono affatto di stabilire giorni festivi, ma di promuovere una vita di irreprensibilità e pietà’. . . Questa è senza dubbio la vera dichiarazione del caso”.

Un’enciclopedia cattolica dichiara: “Un gran numero di usanze pagane per celebrare il ritorno della primavera gravitarono sulla Pasqua. L’uovo è il simbolo della vita che germina all’inizio della primavera. . . . Il coniglio è un simbolo pagano ed è sempre stato un simbolo di fertilità”. — The Catholic Encyclopedia.

Altri storici hanno fatto notare che in tedesco e in inglese la parola Pasqua è tradotta Ostern ed Easter e richiama origini caldee (pagane) e in particolare la dea Astarte nome trovato dagli archeologi sui monumenti assiri anche con il nome di Ishtar.

Per quanto riguarda la Pèsach ebraica, il termine deriva del verbo ebraico Pasoah che significa “passare oltre”, e si riferisce all’episodio particolare in cui l’angelo della morte, durante la notte della decima piaga, si fermò nelle case degli egiziani colpendone tutti i primogeniti, ma pasach, “passò oltre”, le case degli ebrei sugli stipiti delle quali, in segno di riconoscimento, era stato spruzzato del sangue dell’agnello sacrificale. Il tutto avvenne la sera del 14 nisan del calendario ebraico lunare corrispondente ai mesi di marzo e aprile.

Verso il VI secolo prima dell’Era Cristiana, in tutto il mondo mediorientale si diffuse una nuova lingua, l’aramaico. Molti fra gli stessi ebrei adottarono l’aramaico come lingua corrente, e in aramaico il termine Pesach è tradotto con Pascha. L’attinenza fra le due parole, Pascha e Pasqua, è evidente. Nel 2021 la festività inizia con il “seder” una celebrazione speciale dove ogni famiglia ebraica si raduna per celebrare la cena pasquale mentre la settimana di festività della Pasqua sarà quest’anno dal 28 marzo al 4 aprile.

Quella stessa sera il 14 nisan di circa duemila anni fa, Gesù dopo aver celebrato proprio quel rituale come tutti i giudei, passò pane azzimo e vino rosso ai suoi apostoli e disse: “Fate questo in memoria di me”.

Seguendo letteralmente le parole di Gesù, i Testimoni di Geova ricordano la Cena del Signore il 14 nisan. Il mese di nisan iniziava la tramonto successivo a quando la luna nuova più vicina all’equinozio di primavera diveniva visibile a Gerusalemme. La data della commemorazione quattordici giorni dopo, quest’anno è stata sabato 27 marzo dopo il tramonto. Per quest’ultimi si tratta proprio di una rievocazione o anniversario, visto che l’ “innesto” dell’ultima cena da parte di Gesù avvenne il giorno della Pasqua ebraica, che si celebrava come abbiamo detto una volta l’anno. Da quel che sembra il 14 nisan univa all’inizio cristiani ed ebrei, i primi per la “l’ultima cena” i secondi per la loro Pasqua. Quest’anno i Testimoni di Geova hanno commemorato la Cena del Signore su piattaforme digitali, per evitare di mettere a repentaglio la salute propria e altrui.

Più tardi, nel II secolo, indipendentemente in quale giorno della settimana cadesse il 14 nisan, s’instaurò a Roma l’abitudine di celebrare l’Ultima Cena di domenica. Nel 325 il Concilio di Nicea sancì ufficialmente la celebrazione domenicale, per evitare la simultaneità con Giudei e minoranze di cristiani “eretiche” che si attenevano al 14 nisan. In seguito, fu ideata la “settimana santa”, che decorreva dalla “domenica delle palme” alla “domenica della risurrezione”. Addirittura nel 1546 a Meaux, in Francia, quattordici uomini furono condannati al rogo per essersi radunati il 14 nisan a celebrare la Cena del Signore, mettendo in discussione la ripetizione giornaliera del sacrificio di Cristo durante la messa.

Pasqua di risurrezione, Pèsach e Commemorazione. Il nostro breve excursus storico/religioso finisce qui nella speranza di aver fornito qualche indicazione in più su ricorrenze che coinvolgono centinaia di milioni di fedeli anche nel secondo anno di pandemia da Covid-19.

Roberto Guidotti

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