martedì, Aprile 13, 2021
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Tamponi rapidi per il rientro a scuola, la diffida del Ciatdm

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Tamponi rapidi per il rientro a scuola, la diffida del Ciatdm

Tamponi rapidi a scuola, arriva il no del Ciatdm (Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori), che ha trasmesso la diffida stilata a tale proposito al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Mario Draghi, al Ministro della Salute Roberto Speranza, al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, al dott. Agostino Miozzo della Protezione Civile. Ne riportiamo integralmente il testo.

“A seguito delle recenti notizie di stampa, secondo cui sarebbe all’esame un protocollo di rientro a scuola, dopo le festività pasquali, che prevede l’effettuazione di tamponi rapidi agli studenti ogni settimana, si rende urgente quanto necessaria una ferma presa di posizione a tutela della salute fisica e psicologica della popolazione scolastica e, di rimbalzo, a tutela della libertà della popolazione tout court.

La prima e dirimente obiezione a suddetto protocollo riguarda l’attendibilita dello strumento diagnostico: la AUSSL Pedemontana ha in questi giorni dato riscontro a una richiesta di informazioni avanzata dal C.I.A.T.D.M.  confermando che i cicli di amplificazione cui vengono sottoposti i tamponi per la ricerca del virus Sars-Cov 2 sono “inferiori a 40.”

E’ dato notorio che cicli superiori a 35/38 equivalgono, sostanzialmente, a dei falsi positivi, come confermato dal Direttore dell’Istituto Mario Negri, prof. Giuseppe Remuzzi che a proposito di questi risultati ha dichiarato: “la positività di questi tamponi emergeva solo con cicli di amplificazione molto alti, tra 34 e 38 cicli, che corrispondono a 35.000-38.000 copie di Rna virale (- – ) sono casi di positività con una carica virale molto bassa, non contagiosa. Li chiamiamo contagi, ma sono persone positive al tampone.”

Emerge ictu oculi la abnormità di un protocollo che subordini il rientro in classe, e conseguentemente la vita di famiglie e di lavoratori, a riscontri che appaiono con altissima probabilità del tutto inattendibili, con il risultato di segregare in casa persone sane e per giunta non contagiose.

Va inoltre evidenziato come la frequenza della scuola non possa in alcun modo essere subordinata alla effettuazione di trattamenti o atti sanitari e qualunque discriminazione che impedisse l’accesso agli studenti che non dovessero accettare di sottoporsi a uno screening sanitario sarebbe illegittima e contraria alla Costituzione.

Va precisato che non vi sono, ad oggi, protocolli che scongiurino danni alla salute di uno screening di questa intensità, non potendosi dimenticare che il tampone non è pratica priva di rischi e, tanto più, una simile frequenza di esecuzione può evidentemente comportare conseguenze pregiudizievoli per la salute, fisica ma anche psicologica, dei minori.

Non va dimenticato poi che tale monitoraggio indiscriminato andrebbe solo ad aggiungersi alle già pesantissime condizioni previste per la scuola in presenza: mascherine per sei/otto ore, distanziamento, obbligo di continua igienizzazione delle mani, divieto di scambiarsi materiale, obbligo di ricreazione seduti e cosi via) a più di un anno dall’esordio dell’emergenza, periodo che doveva servire alle Istituzioni preposte per ideare strategie di alleggerimento, e non di aggravamento, della pressione sulle categorie più fragili.

E’ evidente, inoltre, come lo svolgimento settimanale di tamponi comporti ii rischio concreto che un sempre pia ampio numero di persone asintomatiche – ben oltre il limite dei cosiddetti “contatti stretti” – sia sottoposto a reiterate quarantene, con la duplice conseguenza di una continua chiusura e riapertura delle scuole, e del ricorso parossistico alla didattica a distanza.

Cio equivarrebbe a deporre una pietra tombale sulla attivita educativa e didattica che sia degna di questo nome, con conseguenze devastanti per la popolazione pediatrica, tra le più duramente colpite dalla gestione dell’emergenza, pur essendo la categoria meno colpita dal virus.

Risale infatti a qualche giorno fa la pubblicazione di uno studio condotto dallo IE0 di Milano secondo cui  le scuole sono il luogo piu sicuro e meno interessato dai contatti:
   https://www.corriere.it/politica/21_marzo_22/scuola-ricerca-dati-73-milioni-
studenti-stare-classe-non-spinge-curva-pandemia-6d57776e-8a9c-lleb-82d5-
215578033673.shtml

L’estensione   indiscriminata   del   monitoraggio   presenta   inoltre   palmari incongruenze: ad esempio non viene considerato il caso dei minori già colpiti dal virus e già guariti, per i quali (e per le famiglie dei quali) non ha alcun senso l’imposizione di ulteriori screening,  con il rischio  di subire ulteriori quarantene senza alcuna motivazione sanitaria.

Si evidenziano a tal proposito le dichiarazioni del 3 marzo scorso del dottor Andrea Campana, primario del reparto di Pediatria Multispecialistica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il quale ha confermato che non esiste ad oggi nessun caso di bambino che abbia contratto il covid due volte.

Questa parte di popolazione verrebbe quindi inutilmente vessata da pratiche sanitarie che non stentiamo a definire persecutorie, senza che ciò determini, per la popolazione scolastica, alcun reale beneficio.

Qui il link: https://www.interris.it/copertina/varianti-bambini-covid-fake/

“I bambini si riammalano di Covid facilmente?” ha risposto:

“Assolutamente no. Ad oggi non abbiamo avuto nessun caso, da inizio emergenza pandemica, di un bambino che abbia preso it covid due volta. Questo la dice lunga sulla difficolta dei bambini sia di infettarsi una prima volta (sono meno sensibili rispetto agli adulti), sia di prenderlo una seconda volta.

A ulteriore conferma della pericolosità di un siffatto protocollo richiamiamo all’attenzione delle Istituzioni ii verbale del Comitato tecnico Scientifico del 24/02/2020, nel quale si precisava che l’effettuazione di tamponi, in assenza di sintomi, “non è giustificata in quanto non fornisce un’informazione indicativa a fini clinici ai sensi delle definizioni di “caso.”

E evidente quindi che adottare simili misure costituirebbe un enorme dispendio per la sanità ed un potenziale danno alla salute psicofisica dei bambini e delle loro famiglie, senza che a ciò corrisponda alcun apprezzabile beneficio per la collettività.

II C.I.A.T.D.M. si oppone quindi fermamente alla adozione di simili protocolli, inficiati da svariati profili di illegittimità e forieri di gravi abusi, ed anticipa azioni legali, anche a verifica del danno erariale, nei confronti di tutte le Istituzioni che dovessero approvarli e/o farli propri.

Si invita chiunque condivida la presente diffida ad inviarla via posta ordinaria, mail o pec agli indirizzi dei destinatari dandone comunicazione al C.I.A. T.D.M. ai recapiti in cake.

Sede Presidenza: Via Col Di Lana 3 — 33170 Pordenone — Italy Cell. 347 . 4528246 – 373 .8418139

Pec : ciatdm@legalmail.it

Sezione F.V.G. : ciatdm.fvg@gmail.com

http://ciatdmcoordinamento.altervista.org/

La presidente del C.I.A.T.D.M. Aurelia Passaseo

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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