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980 Sibille: le Galline dalle “uova d’Oro” alimentate con semi di canapa

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980 Sibille: le Galline dalle “uova d’Oro” alimentate con semi di canapa

Le galline dalle uova d’oro esistono: sono 980 e si chiamano Sibille, perché sono nate nei Sibillini. Sono tutte di colore rosso e verranno nutrite con semi di canapa. Le uova saranno ricche di omega 3 e ogni Sibilla avrà una propria carta d’ identità e potrà essere adottata a distanza.

Il progetto di Sibilla Bio, denominato “Sibille: le galline dalle uova d’Oro” è cominciato qualche giorno prima di Pasqua. Le 980 galline, già nate in una nota azienda di allevamento biologico situata a Montefortino, saranno presto selezionate e spostate, in 20 gruppi da 49, presso fattorie ubicate nel territorio dei Monti Sibillini e vivranno in spazi aperti molto grandi, nutrite attraverso un’alimentazione a base di semi di canapa.

Come già accennato, ogni gallina avrà una propria Carta d’identità: sarà, infatti, attaccato alla zampetta un qr code, leggibile con un qualsiasi smart phone, dove sarà possibile visualizzare la relativa carta d’identità con tanto di foto per un’eventuale adozione a distanza, in cambio delle mitiche “Uova d’Oro”.

Perchè le Uova sono considerate D’Oro?

Sicuramente queste uova hanno una ricchezza nutraceutica imparagonabile a nessun altro tipo di uovo esistente: l’efficacia del regime alimentare a base di canapa è stata certificata dall’Istituto zooprofilattico di Teramo. “Si è trattato di un esperimento durato 6 mesi” “durante i quali l’istituto zooprofilattico, ha ciclicamente analizzato le uova di 3 gruppi di galline. Le galline erano alimentate rispettivamente con semi di canapa (con livelli di THC inferiori allo 0,2%), semi di lino e cereali di ogni tipo. Alla fine del periodo stabilito, è risultato che non solo le uova delle galline alimentate a Canapa erano più grandi e pesanti delle altre ma anche molto più ricche di grassi Omega-3. Le analisi sono state ripetute dal CRAB di Avezzano, laboratorio di analisi e ricerca sugli alimenti, a un anno e mezzo di distanza e i risultati ottenuti coincidevano”.

In concreto le uova ottenute dalle galline alimentate con la canapa si sono rivelate con concentrazioni medie di 0,194 g/100g di omega (contro una concentrazione media di appena 0,04 g/100g nelle uova convenzionali) e di 1,633 g/100g di omega 6 (a fronte di un dato di 1,06 g/100g per le uova convenzionali). Interessante anche l’aumento della concentrazione di grassi polinsaturi (1,83 contro gli 1,26 standard) e la riduzione di grassi totali (7,07 contro 8,7) e di calorie (114 Kcal/100g contro 128). Insomma, le uova alimentate a canapa battono quelle convenzionali sotto ogni punto di vista. Una nuova dimostrazione di come questa pianta, a lungo stigmatizzata, possa contribuire a migliorare anche la salute e l’alimentazione umana.

Un risultato simile era stato ottenuto nel 2013 in uno studio scientifico tedesco, pubblicato sul Journal of Consumer Protection and Food Safety, nel quale si spiega che i mangimi a base di canapa possono essere somministrati con sicurezza alle galline, “arricchendo il tuorlo delle future uova di sostanze nutritive”. La dottoressa Ingrid Halle, ricercatrice per la nutrizione al FLI (Federal Research Institute for Animal Health) tedesco, ed il dottor FriedrichSchöne, professore dell’Università di Jena Friedrich-Schiller, avevano messo a confronto semi di canapa, semi di colza, un supplemento alimentare molto popolare tra i produttori di uova tedesche, e semi di lino.

Dopo averli monitorati per sei mesi hanno scoperto che le galline che erano nutrite a canapa hanno prodotto le uova più grandi e pesanti. I tuorli erano anche i più ricchi di grassi Omega-3 rispetto a quelli delle galline nutrite a colza, e allo stesso livello di quelle che hanno mangiato semi di lino.

Lo studio è stato il primo a confrontare la canapa con le altre fonti di grassi omega, e nelle conclusioni si legge che: “Includere nella dieta fino al 10/15% del totale di mangimi a base di canapa, non altera in nessun modo la prestazione delle galline e arricchisce le loro uova di acidi grassi polinsaturi”.

In uno studio precedente presso l’Università di Manitoba, in Canada, si erano invece confrontati mangimi derivanti dai semi e mangimi derivanti da olio di canapa, sempre nell’alimentazione dei polli, arrivando a conclusioni simili. In Italia si è svolto invece il progetto Filagro dell’Istituto di Biologia e Biotecnologia agraria del CNR, per dare risposte concrete alle esigenze emergenti nel settore dell’agricoltura legate alla sostenibilità delle produzioni. Uno degli obiettivi è stato il miglioramento della qualità delle produzioni lattiero-casearie nelle capre per ottenere latte e formaggi arricchiti in composti benefici per la salute umana, integrando l’alimentazione degli animali proprio con semi di canapa.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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