sabato, Maggio 15, 2021
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Mario Roggero: “O io o loro”. Parla il gioielliere di Cuneo indagato per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa

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Mario Roggero: “O io o loro”. Parla il gioielliere di Cuneo indagato per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa

di Anna Maria Cecchini

Cuneo – Tragico epilogo per la tentata rapina di ieri a Grinzane Cavour (Cuneo) ad opera di una banda di tre persone. Uccisi dal gioielliere Mario Roggero i due complici e ferito il terzo uomo, ora piantonato dai carabinieri nell’ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, ove la notte scorsa si è recato per sottoporsi alle cure mediche , essendo rimasto ferito ad una gamba, durante la sparatoria.

Atto dovuto: Mario Roggero iscritto nell’elenco degli indagati

Dalla Procura di Asti informano che il titolare della gioielleria è stato iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto per eccesso colposo di legittima difesa. ” Si tratta di un atto dovuto, dichiara il suo legale Stefano Campanello “. Nelle prossime ore verrà dato incarico di consulenza autoptica e balistica. Il procuratore di Asti, Alberto Perduca che coordina le indagini dei carabinieri della Compagnia di Alba e del Nucleo investigativo di Cuneo ha spiegato che nell’immediatezza dei fatti sono stati eseguiti dal personale dell’Arma i rilievi tecnici e che il pm e i militari hanno provveduto a sentire il titolare della gioielleria, la moglie, la figlia e altre persone testimoni del fatto, accaduto ieri sera alle 18.45. In corso di acquisizione le immagini delle videocamere funzionanti nell’area. Risolutiva la loro visione per stabilire la dinamica dei fatti e accertare se la sparatoria è avvenuta dentro i locali della gioielleria, o fuori in strada.

La ricostruzione della tentata rapina

Dalla deposizione fatta alle forze dell’ordine e da una prima ricostruzione, sembrerebbe che il signor Mario Roggero, 65 enne, che in passato ha subito già una rapina e che per tale motivo detiene un’arma, al momento dell’irruzione dei tre banditi, fosse nel retrobottega. Il gioiellere, attirato dalle grida della moglie, l’ha raggiunta e si è trovato davanti al Giuseppe Mazzarino, 58 anni di Torino, Andrea Spinelli, 45 enne di Bra e un terzo complice Alessandro Modica, 34 enne di Alba, poi arrestato nella notte all’ospedale di Savigliano.

La finta pistola

Durante la tentata rapina, nella concitazione degli accadimenti, sembrerebbe che Il Mazzarino e il Spinelli abbiano minacciato di morte con un coltello ed una pistola, in verità finta a cui mancava però il tappino rosso, ma scambiata fatalmente per vera dal Roggero. Il Roggero vista la moglie Marinella ricevere un pugno e la figlia Laura legata con delle fascette da elettricista, temendo per la propria incolumità e la vita dei familiari, alla richiesta dei contanti da parte dei due uomini, che nel frattempo si erano impossessati di alcuni gioielli, avendo fatto aprire la cassaforte, ha con la mano destra aperto il registratore di cassa e con la sinistra un cassetto dove custodisce un’arma. Il Mazzarino e il Spinelli sono morti, ferito ad una gamba il terzo complice. Determinante la perizia balistica per stabilire da dove siano stati sparati i 3, 4 colpi. Dettaglio importante ai fini delle responsabilità penali a suo carico. La sparatoria ha avuto luogo dentro i locali della gioielleria o fuori, mentre magari i rapinatori scappavano? Importante nell’ambito dell’esatta dinamica dei fatti, definire il ruolo del terzo uomo e da dove sia stato ferito dal Roggero.

Ai microfoni del Tg1 il Roggero ha affermato di non provare alcun rimorso per quello che è accaduto, anche perchè sei anni fa ha subito un’altra rapina ed è stato aggredito, sua moglie e sua figlia picchiate, legate e rinchiuse in bagno. Uno choc da cui a stento si è ripreso. “Non provo niente, mi dispiace sia successo un fatto così, è molto brutto, ma o io o loro “. Ha confermato la ricostruzione fatta dagli inquirenti: “Con la mano destra ho aperto la cassa e con la sinistra ho aperto il cassetto dove sapevo che c’era la mia arma. E simultaneamente ci siamo trovati l’uno contro l’altro “.

Da stamattina nel suo profilo Fb si legge ” Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno male, ma da quelle che lo tollerano “, frase del fisico tedesco Albert Einstein. Numerosi i messaggi di solidarietà sui social,  arrivati al gioielliere di Alba con all’attivo 45 anni di onorata attività, da parte dei suoi concittadini e del mondo politico,  L’assessore alla Sicurezza del Comune di Alba, Marco Marcarino ( Lega), ha lanciato l’hashtag #iostoconreggero. Sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni si sono schierati dalla parte del gioielliere.

Silvia Roggero: ” Prego per le due anime dei rapinatori. Ho fiducia nella giustizia “

All’indomani del tragico epilogo della tentata rapina di ieri sera, Silvia Roggero affida a Facebook le proprie riflessioni, ringrazia chi in queste ore sta dimostrando solidarietà alla propria famiglia. “Prego per le due anime dei rapinatori che hanno lasciato il corpo. Luce a loro”. “Siate sempre forti e coraggiosi ed affrontate di petto qualsiasi cosa la vita vi metta davanti…

Grazie per la vostra solidarietà, grazie alle persone che dai balconi hanno applaudito mio papà che ha difeso coraggiosamente mia mamma e mia sorella di fronte ad un’arma da fuoco puntata con minacce di morte e di aggressione! Ho piena fiducia nella giustizia”.

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