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Il nome di Dio in Riviera: anche San Benedetto ha il suo Tetragramma

Il nome di Dio in Riviera: anche San Benedetto ha il suo Tetragramma

San Benedetto del Tronto – In Italia ogni paese ha il suo santo. Esagerando ma non troppo, anche il suo Tetragramma, ovvero le quattro lettere del nome sacro di Dio. Dopo Ripatransone e Ascoli Piceno, oggi ci occupiamo del Tetragramma presente a San Benedetto che probabilmente in pochi sanno esistere, sia in Riviera che nei dintorni.

In questo caso le quattro lettere ebraiche traslitterate in YHWH sono nel grande dipinto dell’abside della Basilica Santa Maria della Marina, la Cattedrale della Diocesi di San Benedetto – Ripatransone – Montalto. Il Tetragramma è raffigurato in un recente e vivace affresco di 400 metri quadrati realizzato dall’artista francescano padre Ugolino da Belluno. L’affresco richiama le tradizioni marinare della città, assieme alla raffigurazione di santi locali e il Battesimo di Gesù ad opera del pittore sambenedettese Armando Marchegiani. E’ presente anche un bassorilievo dello scultore offidano Aldo Sergiacomi.

Il Tetragramma in caratteri ebraici

Nella parte più alta dell’affresco troviamo proprio il Tetragramma e più in basso in una striscia, a metà del grande dipinto, le parole provenienti dal cielo, al momento del battesimo di Gesù nel Giordano: “Questi è il figlio mio prediletto Ascoltatelo”

In Italia dicevamo, sono migliaia i siti (fisici) dove compare il nome di Dio: in numerose chiese, statue, dipinti,affreschi, oggetti religiosi e altro ancora. Ma come si pronunciano oggi le famose quattro lettere del nome di Dio, che detto per inciso, ricorrono nel testo originale della Bibbia quasi 7.000 volte? La pronuncia è andata perduta nel tempo a causa di una superstizione ebraica che impediva di menzionare il nome di Dio. Il dibattito è ancora aperto tra gli studiosi. Molti ritengono che la pronuncia probabilmente più corretta sia Yahweh. Altri, come lo studioso Gérard Gertoux, affermano convintamente che la pronuncia giusta sia Jehovah (Geova). Relativamente a questa pronuncia, al di là della discussione teologica, si tratta di una grafia nota in Italia da diversi secoli comparsa in diverse versioni della Bibbia. L’espressione è stata ampiamente utilizzata anche in musica, arte e letteratura, compreso in questo caso, alcuni scritti recenti di Umberto Eco, Elsa Morante e Indro Montanelli.

Tornando al Tetragramma presente a San Benedetto, è giusto sottolineare che i monumenti moderni, le opere d’arte contemporanee, le nuove installazioni artistiche, hanno un fascino e un interesse che non debbono essere assolutamente trascurati. Queste opere diventano poi – nemmeno dopo tanto tempo -una parte rilevante del patrimonio artistico e culturale della città e della sua storia più recente.

Roberto Guidotti

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