lunedì, Giugno 21, 2021
Home > Abruzzo > Trattoria da Serafino: cortesia, qualità e amore per il cinema

Trattoria da Serafino: cortesia, qualità e amore per il cinema

CHIETI – Oggi scopriamo la Trattoria da Serafino: specialità mare e monti sulla stupenda costa dei Trabocchi, raccontate dal proprietario Osvaldo Paolucci.

San Vito Chietino (CH) incarna perfettamente l’Abruzzo turistico che sa coniugare bellezze naturali e attività della tradizione e che vuole ripartire dopo la pandemia.
E oggi conosciamo più da vicino proprio una di queste realtà, la Trattoria da Serafino, di Osvaldo Paolucci, che abbiamo raggiunto a telefono per farci raccontare la storia del locale ma anche il suo futuro, con le nuove sfide che la situazione attuale lancia a tutti noi.

Il signor Paolucci è un vero e proprio veterano della ristorazione, lavorando nel settore da più di vent’anni; l’idea alla base di da Serafino era quella di dare vita ad un locale che potesse esaltare e rappresentare la cucina tipica abruzzese: da qui la scelta di definirsi trattoria più che ristorante, come segno della continuazione della tradizione culinaria contadina che contraddistingue l’Abruzzo.

Da Serafino, infatti, offre prodotti tipici regionali, che possano rappresentare l’Abruzzo in tutte le sue declinazioni: la nostra regione si contraddistingue per la presenza del mare ma anche della montagna e da Serafino è possibile gustare una cucina mare-monti: “l’obiettivo” racconta il signor Paolucci “è quello di rappresentare completamente la nostra terra, in entrambe le sue declinazioni culinarie. Per quanto riguarda la montagna troviamo ricette come la Pecorara, Sagne e Fagioli oppure Amatriciana e Pallotte cac’e ove: tutti piatti regionali molto rappresentativi. Dal mare, invece, offriamo la tipica frittura di paranza, così come la zuppa di pesce e i tanti primi piatti che la nostra tradizione sa offrire”.

Il legame con l’Abruzzo, d’altra parte, si dimostra già nel nome così particolare della trattoria: da Serafino. Lo spunto viene dal mondo del cinema: Serafino, infatti, è stato il pastore protagonista dell’omonimo film di Pietro Germi e interpretato da Adriano Celentano.
Ambientato e in parte girato in Abruzzo, Serafino ha finito per rappresentare il tipico pastore abruzzese e Osvaldo Paolucci ci ha tenuto a sottolineare il suo amore per il cinema e il legame strettissimo con la nostra terra scegliendo proprio questo come nome per la sua trattoria.

Particolare, inoltre, è l’approccio alla clientela: “da noi” racconta Osvaldo “il rapporto con la clientela è estremamente cordiale, improntato alla giovialità e alla vicinanza: si scherza e si ride, potremmo considerarci simili alla celebre Parolaccia di Roma. Anche da noi si parla senza peli sulla lingua e la gente ride e sta al gioco, compresi i turisti che a San Vito sono sempre numerosi. E da noi, già a partire dal nome, sanno di poter trovare la vera cucina tipica abruzzese: d’altra parte, un turista che viene in Abruzzo vuole sicuramente assaggiare la cucina locale”.

Osvaldo ci racconta anche come la pandemia ha influito sulla trattoria da Serafino: “nessuno si aspettava una cosa del genere, ci ha colpiti tutti come un fulmine a ciel sereno. Tra l’altro, noi avevamo appena rinnovato il locale con 80 posti coperti che non abbiamo potuto sfruttare appieno. Dopo tanti mesi di chiusura, visto che in un posto votato al turismo come San Vito Chietino era pressoché inutile proporre l’asporto, ci stiamo preparando con entusiasmo alla ripartenza”.

Lo sguardo al futuro è più che ottimista da Serafino: “speriamo già entro 15 giorni di tornare alla normalità” continua Osvaldo “le persone hanno voglia di uscire e divertirsi, speriamo che questo premierà la nostra pazienza e costanza. Siamo pronti a proporre anche novità come l’aperitivo cenato di antipastini di pesce, per tutti coloro che vogliono concedersi una pausa di gusto pur avendo poco tempo a disposizione. Speriamo così di intercettare i bisogni di una clientela diversa”.

L’offerta gastronomica che troviamo da Serafino è più che mai variegata e completa ma, prima di salutare Osvaldo Paolucci, per lui qual è, per lui, il piatto che più di ogni altro rappresenta appieno lo spirito di da Serafino: “Per me è la Pecorara: Serafino era un pastore e questa è la ricetta più adatta a rappresentarlo, con il soffritto di salsicce e la ricotta fresca di pecora, secondo me è un piatto sfizioso che abbraccia l’Abruzzo!”.

Vedi anche: (DAM) San Vito Chietino – Il paese dei trabocchi che riparte.