domenica, Giugno 13, 2021
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La rock star degli anni ottanta? ‘E invece no’. Quarant’anni fa il disco di Edoardo Bennato

La rock star

La rock star degli anni ottanta? ‘E invece no’. Quarant’anni fa il disco di Edoardo Bennato

L’anno precedente il 1980, era stato eccezionale. Due dischi piazzati nelle prime due posizioni della hit-parade davanti a Bob Marley, Queen, Pink Floyd e a tutti i suoi colleghi italiani. Inoltre, la serie di concerti che riempì gli stadi di tutta Italia con i primi e clamorosi “80mila a San Siro”.

Edoardo Bennato che da diversi anni sfoga la sua rabbia condita di ironia e di novità musicali con la chitarra (“la spada”), ne aveva avute per tutti: il Presidente Leone (Uno buono), il Papa (Affacciati affacciati) il Partito Comunista (Arrivano i buoni) i benpensanti borghesi (Quante brave persone) le autorità che controllano (Signor censore). E poi la scuola e la società (In fila per tre), il nazionalismo (La bandiera) la guerra (Viva la guerra). Stilettate rock a destra e manca che alla fine portano al successo anche commerciale di Burattino senza fili e all’exploit di tre anni dopo con Uffà, Uffà e Sono solo canzonette. Verso la fine dell’anno una rivista musicale tracciando il bilancio dell’estate d’oro di Bennato, scrive che “il cantautore napoletano ha tutte le carte in regola per diventare la rock star degli anni ‘80”.

Nel giugno del 1981 a sorpresa, spiazzando ormai i sempre più numerosi fan e la critica, Bennato pubblica solo un 45 giri: E invece no/Canta appress’a nuje. D’altra parte Bennato non segue le logiche di mercato e non si fa condizionare dalla case discografiche. Non “è un jukebox” citando una sua canzone. Però qualcosa sembra mancare…

Il 45 giri diverrà famoso più che altro per il lato B Canta appress’a nuje, una delle rarissime canzoni di Bennato in dialetto napoletano e raggiungerà le prime posizioni della classifica dei dischi. Per molti è l’ultimo sussulto della parte migliore della carriera e il momento in cui la stella del cantautore comincia ad appannarsi.

L’anno dopo un altro 45 giri Nisida e poi nel 1983 il sospirato LP E’ arrivato un bastimento. Il trittico favolistico di successo, iniziato con Pinocchio e replicato con Peter Pan, qui sembra interrompersi. E’ arrivato un bastimento, è anch’esso un concept album basato su una favola, quella del Pifferaio magico. E’ un lavoro riuscito a metà e il disco non ripete il successo del precedenti né a livello di critica né commerciale. Forse il clima generale è cambiato visto che siamo inoltrati negli anni ‘80. La canzone d’impegno politico/sociale non è più la preferita dalle nuove generazioni. Oppure, la stessa creatività del cantautore mostra segni di stanchezza e inventiva. Tant’è che negli anni seguenti nonostante escano album non necessariamente di scarsa fattura come Ok Italia e Abbi dubbi, il grande successo (commerciale) arriverà di nuovo solo con Viva la mamma ed Estate Italiana cantata per i Mondiali con Gianna Nannini.

I critici, gli estimatori e i fan sono soliti dividere in due fasi la carriera del cantautore. Quella geniale, estroversa, originale e musicalmente all’avanguardia che va dal 1973 con Non farti cadere le braccia e termina proprio con E invece no. Poi quella un po’ al ribasso degli ultimi decenni.

Ma forse più che rimpiangere ciò che non è stato, una folta schiera di allievi cantanti, il pubblico e anche la cultura in generale, dovrebbero essere grati per quello che il menestrello del rock ha saputo donare alla storia della musica italiana.

Roberto Guidotti

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