giovedì, Dicembre 2, 2021
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Il Sindaco di Fossacesia dice sì alle proposte di Abruzzo Tourism

CHIETI – Il Presidente di Abruzzo Tourism, Cristiano Vignali, ha incontrato il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, in merito alle possibilità di valorizzazione del monumento funebre di Trasmondo II e della Fonte di Venere presso l’Abbazia di San Giovanni in Venere.
Fossacesia, in provincia di Chieti, sulla Costa dei Trabocchi, è famosa in tutto il mondo per la splendida Abbazia di San Giovanni in Venere con i suoi tesori che custodisce. Il paese costiero, infatti, vanta una lunga storia, le cui testimonianze sono ancora oggi tangibili: è di epoca pre-romana la Fonte di Venere, celebrata dai Frentani nei sacri riti dell’ablutio e oggi mutuata nel culto cattolico di San Giovanni; all’epoca medievale ci riporta il monumento funebre, posto nella cripta sotto San Giovanni in Venere, del Conte Trasmondo II Duca di Spoleto e Conte di Chieti, l’unificatore del territorio che oggi fa parte della provincia di Chieti, dal fiume Pescara al fiume Trigno.
Nonostante la sua indubbia importanza storica e culturale e l’incredibile potenziale turistico che questo ingente patrimonio offre, i reperti non sono adeguatamente valorizzati: per questa ragione, Abruzzo Tourism, nella persona del Presidente Cristiano Vignali, ha scelto di farsi promotore della riscoperta e del riconoscimento dei reperti inviando una lettera indirizzata alle istituzioni cittadini e nazionali.
E il Sindaco di Fossacesia, Enrico di Giuseppantonio, ha risposto prontamente. L’impegno formale a prendere provvedimenti in questo senso, è espresso nell’intervista che ha concesso per Discovery Abruzzo Magazine, giornale di Abruzzo Tourism, della quale trovate il video in questo articolo.L’amministrazione comunale presieduta da Di Giuseppantonio, va detto, ha già intrapreso la strada della valorizzazione della Fonte di Venere per quanto di sua competenza, con lavori finalizzati a riportarla al suo antico splendore.
Per quanto riguarda il monumento funebre di Trasmondo, la richiesta è quella di apporre una targa che ricordi l’illustre personaggio e le sue gesta, e un cartello che indichi il monumento funebre ai più sconosciuto, incoraggiando così i turisti a conoscere anche questo aspetto della vasta tradizione storica di Fossacesia e di tutta la Provincia di Chieti.
Il Sindaco si è impegnato a trasmettere la richiesta alla Prefettura e alla Sovrintendenza; inoltre, si dovranno sentire anche i Padri Passionisti, attuali gestori di San Giovanni in Venere.
 Questo si rende necessario perché l’Abbazia di San Giovanni in Venere è un monumento di proprietà dello Stato Italiano, che lo ha concesso in uso ai Padri Passionisti, incaricati di conservare il cenobio benedettino.
Il Sindaco ha descritto San Giovanni in Venere come il luogo non solo della religiosità e della serenità, ma anche come luogo della conservazione del paesaggio e del suo vissuto storico. Un luogo, dunque, che deve invitare all’unità: Trasmondo era conte di Chieti, l’attuale capoluogo di Fossacesia: secondo il Sindaco, quindi, lo spirito di appartenenza è quello che deve prevalere, creando un’unità geografica e culturale di un territorio. L’auspicio di Enrico Di Giuseppantonio è quindi quello che San Giovanni in Venere, insieme alla tomba del Conte, possa contribuire a creare e rafforzare questo spirito di coesione e comunione.
Il Sindaco Di Giuseppantonio ha poi speso una parola anche sulla Fonte di Venere: il Comune ha già utilizzato parte del finanziamento ricevuto per portare a nuova vita il sito, carico di storia e tradizione. Il Sindaco ha auspicato, a questo proposito, l’attivo contributo degli studiosi e degli estimatori per far conoscere al mondo intero l’inestimabile valore della Fonte di Venere. I lavori sono già partiti e presto riporteranno la Fonte di Venere al suo antico splendore.
Infine, l’impegno ad appoggiare la richiesta di Abruzzo Tourism per la valorizzazione dei siti e rendere, ancora di più, Fossacesia il crocevia della storia sulla Costa dei Trabocchi.

VEDI LA VIDEO INTERVISTA PUBBLICATA SU DISCOVERY ABRUZZO MAGAZINE:

Tratto da Discovery Abruzzo Magazine