mercoledì, Giugno 23, 2021
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Abbazia di San Giovanni in Venere, valorizzare il sepolcro del Conte Trasmondo II di Chieti, fondatore dell’unità territoriale del Teatino

Abbazia di San Giovanni in Venere, valorizzare il sepolcro del Conte Trasmondo II di Chieti, fondatore dell’unità territoriale del Teatino

CHIETI – Sono stato sabato 29 maggio 2021, nel corso di un press tour esperienziale nel Sangro Aventino organizzato da Live Abruzzo di Ninoska Valenza e da Valentina Caniglia pioniera del turismo esperienziale in Abruzzo, a visitare l’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia sulla Costa dei Trabocchi che prende il nome da un preesistente tempio di Venere, di cui resta l’antica fonte sacra per le abluzioni che dovrebbe essere restaurata e maggiormente valorizzata. Come ogni volta che vado a visitare questa Abbazia, la prima cosa che faccio è recarmi nella cripta per rendere omaggio al fondatore del suo potere politico – religioso medievale, il Conte Trasmondo II di Chieti, le cui spoglie mortali nel 1025 furono deposte proprio lì.  
Trasmondo II è un personaggio storico molto importante per la città di Chieti e per tutta la sua provincia, infatti con la nascita del Comitato Teatino sotto la dinastia di origine longobarda degli Attonidi a cui il nobiluomo appartiene, si crea il nucleo embrionale di quell’unità territoriale e politica che nel corso dei secoli resterà pressoché immutata, andando a formare nel XIX secolo, dopo varie fasi di evoluzione e vicende, la Provincia di Chieti. 
 Chieti, in virtù di una oculata politica di alleanza con i Conti dei Marsi e i Principi di Capua, con Trasmondo I prima e Trasmondo II poi, conti teatini e duchi di Spoleto, diventa capitale di un’importante signoria medievale che si estendeva fra le attuali regioni Abruzzo e Molise,  dal pennese fino al termolese.
 A testimonianza dell’importanza di Chieti con gli Attonidi, il Conte di Chieti, fra X e XI secolo, arriva a controllare il Ducato di Spoleto, importante signoria – stato nell’Italia centrale. 
Il Comitatus Teatinus, ebbe uno sviluppo sotto gli Attonidi anche dal punto di vista culturale e religioso: la cattedrale di Chieti fu ampliata e consacrata nel 1061 e in essa papa Urbano II predicò la prima crociata innanzi ad una moltitudine di abati, vescovi e baroni. Inoltre, furono edificati altri edifici religiosi (come ad esempio le chiese di San Pietro e San Paolo, di Santa Tecla e di Sant’Agata).

Chieti divenne ben presto anche un grande centro monastico con la fioritura di biblioteche e conventi: Sant’Agata, Sant’Anna della Maddalena, Santa Maria della Civitella, Santa Maria Materdomini, San Giovanni dei Cappuccini, Santa Maria di San Pietro.  Sempre in questi anni iniziò l’incastellamento con sia mura difensive sia torri di guardia. 
Come spiegato nel mio saggio “Chieti Medievale” (2013), opuscolo di storia e geopolitica medievale abruzzese, la Contea degli Attonidi è fondamentale per la nascita dell’identità politica, religiosa e territoriale di quel territorio che formerà in età contemporanea la Provincia di Chieti.
 Pertanto, sarebbe giusto valorizzare e pubblicizzare al meglio il sepolcro del Conte Trasmondo II di Chieti, personaggio fondamentale per la nascita dell’Abbazia di San Giovanni in Venere e per l’identità storico – politica dell’intera provincia di Chieti, a imperituro ricordo dell’unione del capoluogo teatino con la sua provincia. Attualmente, è amaro constatarlo, ma non ho visto nemmeno un cartello che indica il sepolcro di Trasmondo II né fuori, né dentro l’Abbazia di San Giovanni in Venere. 


Cristiano Vignali – Presidente di Abruzzo Tourism