venerdì, Luglio 23, 2021
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Il nome Geova in letteratura: da Carducci a Verdi, da Montanelli alla Morante

Il nome Geova in letteratura: da Carducci a Verdi, da Eco alla Morante

Dopo il nostro articolo sul Tetragramma composto dalle quattro consonanti YHWH del nome di Dio, reso sia Yahweh che Geova in alcune versioni della Bibbia, alcuni nostri lettori ci hanno chiesto riferimenti più precisi sul nome Geova nelle opere letterarie italiane citate.

 La grafia “Geova” è diffusa da diversi secoli nella cultura europea e italiana. Già utilizzata in opere letterarie e musicali celebri come quelle ideate da Giosuè Carducci, Nicolò Tommaseo, Giuseppe Verdi, l’espressione compare anche in numerose riviste, saggi e libri di vario genere, solitamente per identificare il Dio degli Ebrei o della Bibbia.

Alcune curiosità storiche: il nome Geova compare in alcune citazioni della Civiltà Cattolica, la storica rivista dei Gesuiti, negli atti documentari dell’ottavo Congresso Cattolico tenuto a Lodi nel 1890 e addirittura negli Atti parlamentari del Senato del Regno nel 1872.

Ma che dire dei riferimenti più vicini a noi a livello temporale, al quale facevano riferimento alcuni lettori?

Indro Montanelli e Roberto Gervaso utilizzano la forma Jeovah nell’Italia della Controriforma, uno dei 22 volumi della monumentale Storia d’Italia, opera che traccia la storia del Belpaese dal crollo dell’Impero Romano d’Occidente al 1997. Il volume è del 1968 ma è andato in ristampa decine e decine di volte, visto il successo dell’intera opera.

Altra citazione letteraria quella della scrittrice Elsa Morante nel romanzo La storia del 1974. Il romanzo è una delle opere più conosciute e più discusse della scrittrice, oltre che di grande successo commerciale. Uno dei personaggi elenca Allah, Budda e Geova.

Umberto Eco cita Geova nel celeberrimo Il nome della Rosa del 1980 all’interno del dialogo tra il frate Jeorge e Guglielmo da Baskerville. Lo stesso Eco avrebbe usato qualche anno dopo (1988) la grafia Iehova nella citazione di un Salmo da parte di uno dei protagonisti del Pendolo di Foucault, altro successo letterario del semiologo e linguista di Alessandria.

Negli ultimi anni altri scrittori, storici, critici letterari e italianisti come Giuseppe Pittano, Francesco Tateo, Giovanni Macchia, Mario Ghildelli, Eugenio Bucciol, Francesco Totaro, Adriano Pessina, hanno adoperato la forma Geova in contesti intellettuali eterogenei, confermando la notorietà del nome Geova nella lingua italiana, specialmente in ambito storico/culturale.

Roberto Guidotti

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