sabato, Ottobre 16, 2021
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Shakespeare in TV del 23 luglio alle 15.45 su Rai 5: “Otello”

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Anticipazioni per il Grande Teatro di Shakespeare in TV del 23 luglio alle 15.45 su Rai 5: “Otello” con Vittorio Gassman e Salvo Randone

Lucia Mosca on Twitter: "(Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di  Molière del 22 febbraio alle 15.45 su Rai 5: “Il misantropo”) Segui su: La  Notizia - https://t.co/OcN4KZlJWI… https://t.co/bUS2bZ9xXI"

Rai Cultura celebra il teatro di William Shakespeare con alcuni classici shakespeariani in versioni sceniche realizzate dalla Rai fra il 1954 e il 1977. Il sesto, in onda oggi pomeriggio 23 luglio alle 15.45, è “Otello” il dramma più celebre di William Shakespeare.

Sono di scena Vittorio Gassman e Salvo Randone, protagonisti della celebre versione teatrale e televisiva dell’Otello, realizzata tra il 1956 e il 1957. Un successo di questa edizione talmente grande che ancor oggi nessun’altra rappresentazione è considerata di pari valore.

L’interpretazione dei due protagonisti è straordinaria: nel corso delle recite, Gassman e Randone si alternavano nel personaggio di Otello e di Jago con estrema naturalezza, colorando ogni volta diversamente la gelosia di pelle dell’uno, l’invidia di testa dell’altro. 

Otello (titolo originale The Tragedy of Othello, the Moor of Venice) è una tragedia di Shakespeare scritta agli inizi del XVII secolo. La prima rappresentazione documentata ebbe luogo il 1º novembre 1604 al Whitehall Palace di Londra.

Trama

«Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d’amore!»
(Iago ad Otello, atto III, scena III, traduzione italiana di Cesare Vico Lodovici)

Otello è un moro, al servizio della repubblica veneta, al quale è stato affidato il compito di comandare l’esercito veneziano contro i turchi nell’isola di Cipro. All’inizio del dramma, Otello parte da Venezia in compagnia del luogotenente Cassio. Lo avrebbe seguito Desdemona, sua moglie, scortata da Iago e la sua consorte Emilia. Desdemona è sposata con Otello in gran segreto, ma la circostanza viene svelata da Iago. All’arrivo, scoprono che la flotta turca è stata distrutta dalla tempesta.

L’infido alfiere Iago tenta in vari modi di far destituire Cassio, riuscendoci infine con uno stratagemma, grazie all’aiuto di Roderigo. Con l’ignara complicità della moglie Emilia, Iago fa arrivare un prezioso fazzoletto di Desdemona tra le mani di Cassio, convincendo Otello (che osserva di nascosto su consiglio di Iago) del tradimento di Desdemona. Le false difese di Cassio da parte di Iago, e le sue studiate reticenze, sono la parte centrale dell’opera di persuasione che sfocia nella furia cieca del Moro. Otello uccide Desdemona nel letto nuziale soffocandola con un cuscino, travolto dalla gelosia.

Nell’immediato epilogo, Emilia rivela che il tradimento di Desdemona era soltanto un’invenzione di suo marito Iago, il quale freddamente la uccide seduta stante. Otello, preso dal rimorso, a sua volta si toglie la vita, ricadendo sul corpo di Desdemona. Iago, infine, viene portato via, condannato a subire tortura. Cassio, invece, prende il posto di Otello, al servizio della repubblica veneta

Origini

La trama di Otello fu sviluppata a partire dalla raccolta di novelle Ecatommiti di Giambattista Giraldi Cinzio[1], seguita in maniera fedele. L’unico personaggio di cui viene detto il nome nella storia di Cinzio è Disdemona, che in greco significa “sfortunata”; gli altri personaggi sono identificati come «l’alfiero», il «capo di squadra», ed «il Moro».[2] Nell’originale, l’alfiere si innamora perdutamente di Disdemona, ed è spinto alla vendetta quando lei lo rifiuta.

Shakespeare inventò un nuovo personaggio, Roderigo, che desidera la moglie del Moro e viene ucciso mentre tenta di assassinare il capitano. Contrariamente a Otello, il Moro del racconto di Cinzio non si pente mai dell’uccisione della moglie, e sia lui che l’alfiere scappano da Venezia e vengono uccisi molto più tardi. Cinzio diede anche una morale alla storia (per bocca della dama) per cui le donne europee non sono adatte a maritare gli uomini di altre nazioni, incontrollabili e dal sangue caldo. Shakespeare non riprodusse questa osservazione.