lunedì, Ottobre 18, 2021
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Crotone, Luigi Bonaventura chiede tutela per se stesso e la propria famiglia

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Crotone, il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura chiede che venga ripristinata ogni tutela per se stesso e la propria famiglia

CROTONE – Nuova battaglia per il collaboratore di giustizia ed ex mafioso Luigi Bonaventura, assistito dal legale Marco Valerio Verni.

Un bambino soldato, che conobbe fin da piccolo la cruda realtà della mafia.

Nipote del mafioso italiano legato alla ‘Ndrangheta, Luigi Vrenna, detto “U Zirru”, nel 1990, Bonaventura partecipò alla nota strage di piazza Pitagora e dal 2001 al 2005 fece parte della cosca Crotonese Vrenna-Bonaventura.

All’età di 34 anni decise di mettere la parola fine, diventando nel 2007 un collaboratore di giustizia, dove fu ammesso al programma di protezione, considerato il particolare ruolo, che da 14 anni lo vede in prima linea contro la ‘Ndrangheta.

Purtroppo però, dal 2014, il pentito è rimasto sprovvisto del sistema di protezione e da qualche tempo anche la famiglia è senza tutela.

Un duro colpo per Luigi Bonaventura che, nei giorni scorsi, durante la sua deposizione al processo denominato Malapianta, contro la cosca Mannolo di San Leonardo di Cutro, ha lanciato un appello alla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro, chiedendo il ripristino di ogni tutela per lui e la famiglia.

Tale richiesta è stata espressa anche,martedì 27 luglio, di fronte alla Commissione Parlamentare Antimafia, dove il collaboratore di giustizia e sua moglie Paola Emmolo hanno esposto il problema durante l’audizione, che proseguirà la prossima settimana.

Secondo, Luigi Bonaventura, la revoca della protezione coinciderebbe con la morte di Marcello Bruzzese (51 anni), fratello di Girolamo Bruzzese ex boss della Ndrangheta, che nel 2003 divenne anche lui collaboratore di giustizia.

Ricordiamo che nel 1995, la famiglia Bruzzese subì due perdite: furono uccisi il padre Domenico ed il cognato Antonio Maddaferri.

Una sorte che ha condannato anche il fratello 51enne, assassinato con 30 colpi di arma da fuoco, sparati da due persone incappucciate, il 25 dicembre 2018, mentre stava parcheggiando la sua monovolume in una stradina nel centro di Pesaro.

Sempre nell’audizione, Luigi Bonaventura, che al momento vive segretamente in una località italiana insieme alla propria famiglia, ha chiesto di poter essere interrogato dalla Dda di Catanzaro, in quanto considera ingiusta la revoca della protezione.

Elisa Cinquepalmi

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