giovedì, Dicembre 2, 2021
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Asl Teramo, ecco il piano per le liste di attesa e i dati sulla pandemia

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Asl Teramo, ecco il piano per le liste di attesa e i dati sulla pandemia

La Asl stamattina ha presentato alla stampa un piano straordinario di azione per l’abbattimento delle liste di attesa. Sostanzialmente la Asl ha deciso di agire su due direttrici: l’abbattimento delle file per le prestazioni ambulatoriali e quello per i tipi di interventi per cui c’è la maggiore mobilità passiva, determinata soprattutto dalle lunghe attese.

Prestazioni ambulatoriali. La pandemia e la conseguente sospensione delle prestazioni,  perdurata per quasi quattro mesi nel 2020, ha prodotto un accumulo di circa 40.000 prestazioni inevase.

“Ma già a  luglio 2020, in accordo con la Regione Abruzzo, abbiamo formulato un piano di recupero delle prestazioni inevase a causa del lockdown. Un piano  finanziato con 2.271.996 euro dalla Regione. Grazie grande sforzo compiuto da tutto il personale, alla data attuale è stato recuperato circa il 95 % delle prestazioni in favore dei cittadini disponibili a ricevere la prestazione in un tempo successivo a quello inizialmente prenotato e poi sospeso per le misure anti-Covid.  Resta comunque la necessità di ridurre le liste di attesa  ordinarie che presentano delle criticità”, ha dichiarato il direttore generale Maurizio Di Giosia.

Proprio per dare risposta a tali criticità, la direzione aziendale – nell’ultimo mese – ha dato corso ad un Piano straordinario di azione, con lo scopo di ridurre, significativamente, i tempi di attesa e i disagi dei cittadini. Intanto è stata aumentata la “produzione”: nel 2020 sono state effettuate 174.507 prestazioni e la proiezione del 2021 ammonta a 232.390 prestazioni.

Poi sono state varate altre misure, fra cui:

  • INCREMENTO DEL NUMERO DI VISITE E  PRESTAZIONI GARANTITE AI CITTADINI,  attraverso nuovi e più funzionali assetti organizzativi. In estrema sintesi è stato aumentato il numero delle prestazioni urgenti, le più richieste, e contenuto quello delle prestazioni programmabili.
  • RIDUZIONE DEI TEMPI DI ESECUZIONE delle prestazioni ambulatoriali, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, mediante ripristino dei tempi pre-Covid. Previsto un incremento medio prestazionale  del 15-20%, per le attività in classe di priorità B e D. Tale misura potrebbe produrre un aumento tra le 500 e le 660 prestazioni al mese.
  • OTTIMIZZAZIONE DEI CALENDARI, dando priorità alle prescrizioni più urgenti (U, B e D) che produrrà verosimilmente un incremento del 5-10% delle prestazioni.
  • MAGGIORE CONTROLLO DELL’APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA, (in accordo con I medici di medicina generale): le  schede di verifica  rilevano che circa il 20% delle prestazioni richieste non è appropriato. Si sta valutando, fra l’altro, l’utilizzo di speciali software che sono in grado di fornire, in tempo reale, le situazioni di inappropriatezza.
  • ATTIVAZIONE DI PRE-LISTE DI ATTESA da gestirsi attraverso il recupero di prestazioni disdette e/o non confermate dai prenotati (il 15% non si presenta per ricevere la prestazione). I pazienti iscritti nella lista di attesa vengono chiamati per essere inseriti nei posti lasciati liberi. A questo è collegato un notevole potenziamento dell’”ufficio recall”, che oggi effettua circa 1.000 telefonate al giorno, per monitorare le conferme o le  eventuali disdette. L’orario è stato esteso da 72 ore settimanali a 180, aumentando gli operatori da 2 a 5: dovrebbe produrre una mole di quasi 20mila chiamate mensili che potrebbero produrre un recupero di 400 prestazioni circa al mese. 

 Tutte queste misure previste dal piano secondo le aspettative dovrebbero portare già nei mesi di novembre e dicembre al recupero di 2.000 prestazioni di classe di priorità B e D, producendo un aumento dell’offerta pari al 28-30%.

Interventi chirurgici. La Asl ha dato il via a un piano per la riduzione delle liste di attesa e della mobilità passiva mirato alle due prestazioni chirurgiche per cui c’è una maggiore migrazione di pazienti verso altre aziende sanitarie.

  • le protesi ortopediche all’anca e al ginocchio (nel 2019 ne sono state eseguite 277 fuori regione)
  •  le ernie (nel 2019 ne sono state eseguite 320 fuori regione).

E’ stato chiesto alle Ortopedie di Teramo, Sant’Omero e Atri, attraverso un ampliamento degli spazi operatori, di raddoppiare settimanalmente gli interventi di impianto delle protesi in modo da ridurre le liste di attesa, dare risposte rapide alle domande di prestazioni dei pazienti ed evitare che vadano altrove ad operarsi.

Per le ernie la Asl ha messo in atto una programmazione di interventi che prevede, da oggi, cinque sedute settimanali dedicate negli ospedali di Giulianova, Atri e Sant’Omero: in questo modo si aumenterà il numero di ernie operate. Sarà aumentato anche il numero di interventi alla colecisti.

“In tre mesi contiamo di eseguire più di 100 interventi di protesi ortopediche e almeno cento di ernia, riducendo già di almeno un terzo il numero di interventi per cui l’anno scorso, principalmente a causa delle liste di attesa, c’è stato esodo verso le altre Asl fuori regione. L’incremento di attività previsto dal piano continuerà anche il prossimo anno. L’obiettivo è arrivare ad azzerare la mobilità passiva per queste prestazioni entro i prossimi due anni. Per ottenere questo scopo è stato chiesto uno sforzo aggiuntivo al personale anestesista, che sta dando il massimo e che ringrazio”, precisa Di Giosia.

La pandemia. Attualmente sono 19 i ricoverati in ospedale (uno in terapia intensiva) e 16 nella struttura di bivio Bellocchio. Fra ieri e stamattina i nuovi positivi sono 36 su 853 tamponi molecolari eseguiti, con un trend in diminuzione rispetto alla scorsa settimana. Il totale dei positivi attivi in provincia è 696. Per quanto riguarda i vaccini dal 27 dicembre 2020 la Asl di Teramo ha somministrato 468.708.

Dal 1° ottobre 2021 a ieri sono state inoculate 9.559 terze dosi, di cui 1.125 alla fascia di età 60-69 anni, 995 a quella 70-79, 4.306 alla fascia di età 80-89 anni, 849 a quella 90-99. Il resto è stato somministrato a persone di età più bassa, che corrispondono soprattutto ad alcune categorie, come gli operatori sanitari (1.617) e volontari in ambito sanitario (550) o anche ai soggetti vulnerabili per patologia (1.797).

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