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Il film consigliato stasera in TV: “Il Principe d’Egitto” sabato 11 dicembre 2021

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Il film consigliato stasera in TV: “Il Principe d’Egitto” sabato 11 dicembre 2021 alle 21.25 su TV 2000

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Il principe d’Egitto (The Prince of Egypt) è un film d’animazione del 1998 con la regia di Brenda ChapmanStimon Wells e Steve Hickner. Secondo film della DreamWorks Animation, e primo a essere realizzato in animazione tradizionale, si tratta di un remake animato de I dieci comandamenti del 1956 interpretato da Charlton Heston[1]. Adattamento della storia di Mosè raccontata all’interno del libro dell’Esodo, la pellicola, doppiata in lingua originale da attori come Val KilmerRalph FiennesMichelle PfeifferSandra BullockJeff GoldblumDanny Glover e Patrick Stewart, è incentrata sulla vita di Mosè, da principe d’Egitto a guida del popolo d’Israele verso la terra promessa.

Al momento della sua uscita, il 18 dicembre 1998, ha rappresentato il film d’animazione più costoso della storia del cinema[2]. Con una reazione positiva da parte della critica, che elogiò il film per la sua musica e per la storia, e con un ottimo incasso al botteghino, Il principe d’Egitto si guadagnò vari riconoscimenti, tra cui un Oscar alla migliore canzone (When You Believe), cantata in lingua originale da Whitney Houston e Mariah Carey[3]. Costata 70 milioni di dollari[4], la pellicola ne ha incassato circa 218 milioni[4], diventando il film d’animazione non disneyano di maggiore incasso nella storia del cinema (record battuto nel 2007 con l’uscita de I Simpson – Il film[5]). La regista Brenda Chapman fu la prima donna a co-dirigere un grande film d’animazione[2]. Il successo della pellicola convinse la DreamWorks a realizzare un prequel nel 2000, Giuseppe – Il re dei sogni (Joseph: King of Dreams), uscito direttamente in video e diventato anch’esso un grandissimo successo.

Gli ebrei sono schiavi del popolo egizio e sono costretti a lavorare duramente per ordine del faraone Seti I, fino a morire per la fatica. Un giorno, un drappello di guardie del faraone invade il quartiere ebraico di Goscen e uccide i bambini maschi neonati. Nella disperazione generale, Jocabel, in compagnia dei due figli maggiori Miriam e Aronne, corre verso le rive del fiume Nilo per salvare il suo neonato, mettendolo in una cesta che verrà affidata alla corrente del fiume. La cesta giunge al palazzo reale e viene trovata dalla regina Tuya, moglie di Seti, e dal suo figlioletto Ramses. La donna decide di adottare il piccolo come proprio figlio e di chiamarlo Mosè.

Passano circa vent’anni, e Mosè e Ramses crescono come due fratelli, ignari dell’origine del primo, che si crede realmente figlio del faraone. Un giorno, correndo con delle bighe, causano diversi incidenti all’interno dei cantieri di un tempio. Nonostante l’ira del faraone verso Ramses, legittimo erede al trono, Mosè riesce a farlo rinsavire, facendogli comprendere che il fratello deve solo avere una possibilità per dimostrare le sue capacità.

Quella sera viene quindi preparata una solenne cerimonia, nella quale Ramses viene nominato principe reggente e responsabile della costruzione di tutti i templi. Seti, per festeggiare, chiede ai sommi sacerdoti Hotep e Hoy un regalo per il figlio: appare Zippora, una prigioniera del territorio di Madian. Ramses la cede a Mosè, ma lei non ne vuole sapere. Nella colluttazione che ne segue, Mosè butta Zippora in una pozza d’acqua e quest’ultima viene condotta, su ordine di Ramses, nelle stanze di Mosè.

Mosè, dispiaciuto per averla trattata male durante la cerimonia, rientra nella sua stanza per scusarsi, ma scopre che Zippora è fuggita. Raggiuntala, Mosè la aiuta a fuggire dal palazzo distraendo le guardie, per poi seguirla. Giunge così nel quartiere ebraico di Goscen, dove incontra due ebrei, un uomo e una donna. La donna lo riconosce e gioisce per la sua venuta, rivelandogli la verità sulle sue origini; la donna con cui Mosè sta parlando è sua sorella Miriam, mentre l’uomo che è con lei è suo fratello Aronne. Il giovane non vuole inizialmente credere alle parole della sorella, ma iniziano a riaffiorargli dei ricordi quando lei inizia a cantare la stessa canzone che la madre gli cantò quando era un neonato.

Mosè corre a palazzo e, addormentandosi, sogna la strage dei neonati ebrei che avvenne vent’anni prima. Risvegliatosi, trova la pittura murale che conferma la verità del suo sogno, disperandosi. Giunge il faraone, il quale spiega che ordinò la strage per paura che gli ebrei, ormai troppo numerosi, potessero ribellarsi, e che furono sacrificati per un bene superiore, in quanto “erano solo schiavi”. Dopo queste sue parole, Mosè rimane scioccato e si allontana da lui, rinnegandolo.

Il giorno seguente, gli schiavi sono costretti a ricostruire il tempio distrutto durante la catastrofica corsa delle bighe di Mosè e Ramses. A un certo punto, però, Mosè scorge su un’impalcatura un vecchio schiavo, oramai esausto, che viene frustato ripetutamente e senza pietà dal suo sorvegliante. Non riuscendo a sopportare quel gesto, tenta di fermare la guardia, ma la fa precipitare dall’impalcatura, uccidendola. Malgrado Ramses gli prometta che farà in modo di cancellare l’episodio dalla memoria di tutti, Mosè decide di scappare nel deserto.

Alcuni giorni dopo Mosè raggiunge un’oasi, dove difende tre giovani da due briganti. Le ragazze sono sorelle di Zippora e portano Mosè da loro padre, il sacerdote Jetro, che lo accoglie a braccia aperte nella sua comunità, il paese di Madian. Mosè trascorre diversi anni con la sua nuova famiglia, diventando un pastore, e col tempo si innamora di Zippora, che sposerà.

Un giorno, mentre cerca una pecora, assiste a un prodigio: un roveto arde di una luce biancastra, senza tuttavia consumarsi. Da quella pianta proviene la voce di Dio, che gli affida la missione di liberare il popolo ebraico dagli egizi, chiedendo al faraone la loro liberazione. Mosè e Zippora partono dunque per l’Egitto e si recano alla corte di Ramses, nel frattempo diventato faraone e padre di un bambino. Inizialmente, Ramses e Mosè sono felicissimi di essersi ritrovati, ma alla richiesta di quest’ultimo di liberare il popolo ebraico su ordine del Signore, Ramses rifiuta. Dio trasforma il bastone di Mosè in un serpente, ma ciò non è sufficiente a stupire Ramses, siccome Hotep e Hoy compiono, apparentemente, la stessa cosa. Più tardi Mosè avanza di nuovo la richiesta, ma il faraone rifiuta nuovamente e ordina anzi che il carico di lavoro degli schiavi sia raddoppiato.

Mosè però non si arrende e decide di intervenire nuovamente. Accompagnato da Miriam, Aronne, Zippora e un gruppo di schiavi, Mosè si reca sulle rive del Nilo, dove Hotep, Hoy, Ramses e suo figlio fanno un giro in barca. In questo frangente Mosè chiede nuovamente al faraone di liberare il popolo ebraico e, dopo l’ennesimo rifiuto, immerge il bastone nel Nilo, le cui acque vengono tramutate in sangue, terrorizzando gli egizi, ma Ramses si oppone ancora alla richiesta. Il Signore procede quindi a scagliare contro l’Egitto altre otto piaghe: l’invasione delle rane, delle zanzare, delle mosche, la moria del bestiame, le ulcere, la grandine infuocata, le locuste e le tenebre.

Con l’impero di Ramses ormai ridotto a un cumulo di macerie, Mosè si reca dal faraone per parlargli. Ramses rimane però ostinato e dichiara anzi che tutti i neonati ebrei maschi verranno sterminati, come proclamò Seti prima di lui. Gli ebrei si preparano allora alla decima piaga, segnando con il sangue d’agnello le architravi delle loro porte, cosicché, quando l’angelo del Signore vedrà quel simbolo, non entrerà in casa. Il fuoco dell’angelo della morte invade così l’Egitto durante la notte e uccide tutti i primogeniti egizi, compreso il figlio di Ramses. Mosè viene chiamato a palazzo dal faraone, disperato e ormai deciso ad arrendersi: lui e il suo popolo potranno finalmente partire. Gli israeliti lasciano così l’Egitto e giungono presto sulle rive del Mar Rosso.

Qui scoprono che Ramses ha cambiato idea e che lui e il suo esercito li stanno inseguendo. Dio fa apparire una muraglia di fuoco che blocca il passaggio degli egizi, ma gli israeliti sono intrappolati dal fuoco da una parte e dal Mar Rosso dall’altra. Allora Mosè poggia il suo bastone sulle acque del mare, le quali si aprono, formando due muraglie e permettendo agli ebrei di passare. Quando il fuoco scompare, il faraone e i suoi uomini riprendono l’inseguimento, ma le acque tornano allo stato normale dopo il passaggio degli israeliti, travolgendo gli egizi. Sopravvive solo Ramses, arenatosi sugli scogli.

Mosè e gli altri ebrei, giunti all’altra riva, capiscono che il Signore li ha definitivamente liberati dalla morsa dell’Egitto. Dopo aver detto addio per sempre a Ramses, Mosè si allontana con gli israeliti. Il popolo ebraico, finalmente libero, supera Madian, e si ricongiunge a quello di Jetro, per raggiungere le pendici del monte Sinai, come Dio aveva comandato. Immerso dalla luce divina, Mosè scende infine dal monte mostrando agli ebrei il dono che Dio ha fatto loro: le Tavole della Legge.

Personaggi

  • Mosè: Il protagonista del film. Inizialmente è un principe egizio arrogante e viziato (con l’abitudine di cacciarsi nei guai con i suoi scherzi, trascinando con sé anche il fratello adottivo Ramses, a cui è legato da un profondo amore fraterno). Quando però scopre le sue vere origini ebraiche (e dopo aver accidentalmente ucciso una guardia egizia che stava torturando un anziano schiavo ebreo), fugge dall’Egitto e si rifugia a Madian, presso la comunità del sacerdote Jetro: nei vent’anni in cui vi rimane, diventa un uomo saggio e nobile, e si innamora e sposa Zippora la figlia del sacerdote. Quando viene chiamato dalla voce di Dio che gli affida il compito di liberare il popolo ebraico dalla schiavitù egiziana e condurlo nella Terra Promessa, Mosè torna in Egitto e tenta invano di convincere Ramses a liberare il suo popolo. Dio scatena poi dieci terribili piaghe, di cui soltanto l’ultima, la morte di ogni primogenito egizio, fa capitolare il Faraone, che concede a Mosè il permesso di liberare il suo popolo. Ma poi, spinto da un profondo odio, Ramses si rimangia la promessa e conduce il suo esercito allo sterminio dei fuggitivi ebrei: Dio riuscirà a salvare il suo popolo, facendogli aprire in due le acque del Mar Rosso per poi far richiuderle sull’esercito egizio. Tutto questo, con profonda tristezza di Mosè che dirà addio, per sempre, al suo fratello adottivo, unico sopravvissuto all’annegamento.
  • Ramses II: È l’antagonista principale del film, e subisce un’involuzione rispetto a Mosè: da uomo altruista e sensibile, ma comunque senza alcuna considerazione per le vite e le sofferenze degli ebrei, diventa un freddo e spietato tiranno. In una scena svoltasi durante i tre giorni di oscurità, dimostra però di provare ancora affetto per Mosè, chiedendogli di tornare a essere il fratello di un tempo. La sua ira per quanto accaduto con Mosè, che continua a chiedere la liberazione degli schiavi, lo porta a raggiungere il punto di non ritorno e a decidere di ordinare il massacro dei neonati ebrei come fece suo padre. Dopo la perdita del figlio, accetta di liberare gli ebrei, per poi cambiare idea e decidere di ucciderli tutti partendo al loro inseguimento, fallendo e rimanendo l’unico superstite del suo esercito.
  • Seti I: Il padre naturale di Ramses e quello adottivo di Mosè, ed è il responsabile dell’uccisione di tutti i bambini ebrei all’inizio del film. Nonostante sia un uomo potente, subdolo ed egoista, se si dimostrerà sensibile e protettivo verso Mosè, ma sarà invece molto severo con Ramses, non tanto per mancanza di affetto quanto per il fatto che sarà lui a succedergli come faraone e si aspetta quindi maggiore maturità da lui. Muore insieme alla moglie durante quei vent’anni di Mosè nascosto nel deserto.
  • Tuya: La moglie del faraone Seti I, la madre naturale di Ramses e quella adottiva di Mosè, è una donna molto sensibile e saggia. Non approva il modo di governare del marito, ma è costretta a non imporsi perché non ha potere sull’Egitto. Dopo che Mosè scoprirà la verità, la regina gli rivelerà tutto e gli dirà quanto bene gli vuole, affermando che lui, per lei, è un dono.
  • Hotep e Hoy: I sommi sacerdoti dei Faraoni Seti da quarant’anni e Ramses da sessanta. Il primo è basso e grasso, il secondo è alto e magro. Hanno il ruolo di oppositori e antagonisti secondari del film, seppur come classico duo comico, e sono entrambi subdoli, egoisti e ipocriti, bravi solo a fare trucchi di magia, a criticare gli altri, a mentire e a ingannare il prossimo. Per tutto il film saranno crudeli e severi verso Mosè, che infatti li disprezza, anche quando lo vogliono condannare a morte dopo il suo ritorno. Quando l’Egitto verrà colpito dalle piaghe, i due cercano di opporvisi con i loro giochi di prestigio, venendo però presto surclassati dal potere assoluto del Signore, e alla fine, Ramses li caccerà a tradimento dal palazzo, stufo dei loro fallimenti.
  • Zippora: La protagonista femminile del film, e la figlia di Jetro. È una donna tosta, astuta, coraggiosa e testarda, ma anche molto dolce, sensibile e gentile. Inizialmente odia Mosè, visto che lui la umilia in Egitto di fronte a tutti i presenti, nonostante il principe l’aiuti poi a fuggire distraendo le guardie che la cercavano, ma in seguito si innamoreranno e si sposeranno. In diverse occasioni, viene dimostrato che è molto combattiva e non esita a battersi per il suo popolo. Legherà molto con sua cognata Miriam.
  • Miriam: È la sorella maggiore di Mosè, ed è una ragazza molto dolce, sensibile, altruista e gentile. Cerca subito di far capire a Mosè di essere sua sorella e che lui è ebreo, e quando lui scoprirà la verità sarà la prima a sostenerlo e a stargli vicino. Anche quando lui la respinge, lei si dimostra sempre gentile e altruista con lui. Si affeziona molto a sua cognata Zippora.
  • Aronne: È il fratello maggiore di Mosè, sarcastico, permaloso e cinico, anche se molto dolce, altruista e gentile. Vuole molto bene a sua sorella Miriam, e per questo cerca di tenerla sempre lontana dagli egizi. Inizialmente non crede in Mosè, giudicandolo per le azioni commesse quando credeva di essere egiziano, ma in seguito lo sosterrà. Alla fine del film diventerà il Sommo Sacerdote degli Ebrei.
  • Jetro: Sacerdote di Madian, la terra dove andrà Mosè dopo essere fuggito dall’Egitto, e padre di Zippora, è un uomo spiritoso, ospitale e spensierato. È sempre molto gentile, saggio e cordiale con tutte le persone che si trova intorno e protegge con affetto le sue numerose figlie, e crede fermamente che il valore di una persona sia determinato dalle sue azioni e non da ciò che possiede. Si dimostrerà molto affettuoso con Mosè, insegnandogli molte cose e aiutandolo a trovare il suo posto a Madian.

Regia di Brenda ChapmanStimon Wells e Steve Hickner

Fonte: WIKIPEDIA