sabato, Gennaio 29, 2022
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Lupi del Sud, ce ne parla l’Avv. Stefano Bouché

NAPOLi – Abbiamo intervistato l’Avvocato Stefano Bouché del Movimento Lupi del Sud, un soggetto politico meridionalista che conosceremo scambiando due chiacchiere con il suo dirigente:

Ci parli brevemente di lei e della sua attività politica professionale … … …


“Sono un Avvocato, iscritto all’albo del COA di Napoli dal 2007: dopo aver lavorato in alcuni noti studi napoletani e persino in una holding, sempre con sede in Napoli, con alcuni amici abbiamo deciso di strutturare un’organizzazione propria che ha avuto inizio tra la fine del 2012 ed il 2013. Dopo quasi nove anni siamo ancora qui: la formazione di base è sempre la stessa ed anzi si sono aggiunte altre professionalità, sempre legate innanzitutto da un rapporto di amicizia, per cui, tra risorse interne ed esterne, sempre fidate e di livello, possiamo definirci una realtà multidisciplinare”.


2) Da dove nasce il movimento Lupi del Sud?


“Il Movimento nasce da un gruppo di persone le quali, provenienti da altre realtà come M24A di Pino Aprile o, come me, dal Movimento per il Nuovo Sud – espressione politica del Movimento Neoborbonico di Gennaro De Crescenzo – di cui ero membro del Direttivo, hanno deciso di dar luogo ad una nuova realtà per evidenziare, con forza e determinazione, che il Meridione è in uno stato di colonia dal 1861 e che se proprio dobbiamo morire, sappiamo farlo da soli!! Probabilmente si potrà pensare che è stato un errore creare l’ennesimo Movimento Meridionalista: il punto è che non sempre è facile trovare una buona calibratura, tra più persone, quando si vuole argomentare in termini di INDIPENDENZA per il Meridione; molti, del resto, non lo vogliono ancora fare. Abbiamo provato ad insistere nelle formazioni di cui facevamo parte ma sulla modalità c’è stato un forte attrito tale per cui sono nati, all’inizio del 2021, i Lupi del Sud. Fortunatamente, devo ammettere, che, anche se ci sono voluti mesi, i rapporti con le formazioni di provenienza sono migliorati ed oggi tutti siamo più consapevoli, almeno in teoria, che è fondamentale provare a lavorare su un Fronte unico per il Meridione”.


3) Perché avete scelto come nome del movimento Lupi del Sud?


“Il nome nasce ad intuito ma che nasconde almeno tre buone motivazioni:
Innanzitutto il riferimento è alla nozione di branco considerando che i lupi hanno un’organizzazione sociale seconda solo all’uomo: insomma il lupo solitario è un’immagine più romantica che reale.
In secondo luogo il lupo è un animale senza dubbio bello, simbolo di forza e di intelligenza, nonché un animale molto presente nel Meridione, in varie Regioni e quindi di presenza trasversale.
Infine come il lupo è specie in estinzione, così noi Meridionali lo siamo in quanto 800.000 persone lasciano ogni anno il Meridione.
Alla domanda: “Per cosa il branco deve lottare?” Noi rispondiamo: Hirpus Harpe Tahè Kyuì.
I lupi combattono per la libertà: “PER MIGLIORARE LE NOSTRE VITE!! ABBIAMO IL DIRITTO, LA LIBERTÀ DI PROVARE AD ESSERE FELICI””.


4) Che fini vi prefissate Con il movimento Lupi del Sud…


“Il nostro obiettivo è portare avanti un nuovo habitus politico, una nuova categoria, soprattutto per il Meridione: lo potremo denominare “TERRITORIALIASMO”. Il Meridione, come ho già rilevato, è in uno stato di colonia dal 1861. Purtroppo la retorica risorgimentale è una assoluta falsità ed i meccanismi di allora sono quelli di ora. Il Meridione, il Sud è descritto come povero, pezzente, sporco, brutto, cattivo, incompetente, incapace di badare a se stesso perché naturalmente delle motivazioni per legittimare il definanziamento e la destrutturazione del Meridione devono pur avere un minimo di giustificazione. Naturalmente il discorso è ad arte: è la cosiddetta “Teoria dei due terzi” per cui lo sfruttamento di un terzo è funzionale al resto della penisola. I lupi del Sud vogliono far sì che non ci siano più dubbi su queste problematiche, anche se ci rendiamo conto che è cosa dura da digerire: in ogni caso se siamo costretti ad emigrare, il fenomeno dell’emigrazione per fame nasce con la Malaunità, se dobbiamo andare in altre Regioni per poter avere talvolta cure specifiche, comunque pagate dalla Regione di appartenenza (!!) – per la serie … … … oltre il danno la beffa -non possiamo continuare a pensare che siano sempre tutto nostra responsabilità in una continua tensione verso la più classica sindrome di Stoccolma. Certo abbiamo avuto una classe politica che spesso si è dimostrata e si dimostra “ascara” ed è pur vero che, come acclarato da Machiavelli, le persone si meritano i politici che hanno. Tutto vero: ed è per questo che occorre sempre avere maggiore consapevolezza. I Lupi del Sud nascono, pertanto, per fare chiarezza, per squarciare il velo dell’ipocrisia e dar luogo ad una risposta sempre più efficace affinché cambi la detestabile condizione in cui la storia da 160 anni pare averci relegato!!


5) Quali progetti politici avete in cantiere a breve e se avete intenzione se fare delle alleanze….

Il nostro obiettivo è fare politica con la “P” maiuscola e quindi ben vengano i progetti culturali, economici, le sinergie con le altre formazioni che sentiamo territorialiste, ovvero legate alla tradizione del proprio popolo, alla storia della propria terra, ai propri costumi ed alle proprie radici di ieri senza le quali il presente non ha spessore ed il futuro non potrebbe esistere.
La nostra matrice culturale greca per noi è fondamentale, vera e propria testata d’angolo, del resto come quella latina e non solo.
I Lupi del Sud invitano ad un collettivo γνῶϑι σεαυτόν per cui possiamo pensare ad una prospettiva di percorso comune, di alleanza solo con chi coltiva questo nostro stesso sentire e non certo con chi, quasi tutti i partiti dell’arco repubblicano fino a prova contraria, sinceramente, i quali sembrano credere, con particolare determinazione, ad un sistema Italia a trazione completamente nord-centrica, in cui il Meridione è una semplice colonia da sfruttare, in una tensione costante verso una nozione non di leadership diffusa, come noi proponiamo, in prospettiva costruttivamente leale e responsabile verso il proprio territorio e la propria gente, bensì di cessione della sovranità ad una oligarchia bancaria e finanziaria, plutocratica e poco includente, davvero insopportabile”.

Cristiano Vignali