domenica, Gennaio 23, 2022
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Ospedali sentinella Covid, in Terapia intensiva 74% no vax

situazione epidemica acuta

Ospedali sentinella Covid, in Terapia intensiva 74% no vax

Cresce anche il numero dei vaccinati in Rianimazione: tutti da oltre 4 mesi e nell’80% dei casi affetti da altre patologie

Migliore: “Urgenza della terza dose per i pazienti fragili”

Aumentano i ricoveri ma in misura inferiore rispetto alle settimane precedenti. In 7 giorni, secondo la rilevazione del 14 dicembre nei 16 ospedali sentinella individuati da Fiaso, l’incremento delle ospedalizzazioni per Covid è stato pari all’8%. Con una lieve decelerazione rispetto al 7 dicembre.

Crescono anche i ricoverati in Terapia intensiva del 17%, un dato atteso sulla base dell’andamento dei ricoveri nelle settimane precedenti: i pazienti che arrivano in Rianimazione lo fanno di solito dopo 5-6 giorni di ricovero in altri reparti. L’aumento si concentra soprattutto tra i pazienti affetti da gravi patologie che, vaccinati da oltre 4 mesi, non hanno ancora ricevuto la terza dose.

Tra i ricoverati nei reparti ordinari i pazienti vaccinati hanno in media 74 anni e nel 79% dei casi sono soggetti fragili con comorbidità. Mentre i non vaccinati sono in media più giovani, circa 65 anni, e solo la metà di loro è affetta da patologie. Il 50% dei pazienti Covid no vax, dunque, è costituito da persone in buona salute.

Il focus sulle Terapie intensive

I dati relativi alle Terapie intensive evidenziano come il virus continui a colpire in maniera più grave i no vax. La percentuale di no vax presenti nelle Rianimazioni dei 16 ospedali è del 74%; di contro i vaccinati ricoverati in Terapia intensiva sono il 26%. L’incremento dei ricoverati in una settimana è stato complessivamente del 17%.

Nel corso della settimana 7-14 dicembre sono cresciuti sia i pazienti con ciclo vaccinale completo sia non vaccinati. Ma con significative differenze.

Chi sono i vaccinati in Rianimazione? Hanno in media 70 anni e nell’80% dei casi sono affetti da altre patologie. Tra i no vax, invece, solo il 52% ha comorbidità e l’età media scende a 64 anni.

L’incremento dei vaccinati in Terapia intensiva è da attribuire quasi esclusivamente a pazienti fragili a cui è stato somministrato il vaccino con doppia dose da oltre 4 mesi e che non ha ancora ricevuto la terza dose. In una settimana, infatti, in Rianimazione sono aumentati del 45% i soggetti vaccinati: tutti vaccinati da più di 4 mesi e per l’80% affetti da altre malattie.

“Il report dell’ultima settimana degli ospedali sentinella evidenzia la necessità e l’urgenza della terza dose per i pazienti fragili, ad oggi una priorità assoluta se vogliamo controllare le terapie intensive – commenta il Presidente di Fiaso Giovanni Migliore –. I dati ci dicono infatti che i vaccinati in Rianimazione, sia pur una minoranza rispetto al totale, sono quasi tutti pazienti fragili che non hanno ancora avuto accesso alla dose addizionale necessaria a completare il ciclo vaccinale per chi soffre di altre patologie. È opportuno ricordare che per i soggetti estremamente vulnerabili la dose addizionale è raccomandata anche a distanza di 28 giorni dalla seconda dose e non è necessario aspettare i 5 mesi”.

Il focus sui ricoveri pediatrici

Un lievissimo aumento (4 casi in più) si registra per i ricoverati in reparti Covid pediatrici, che possono considerarsi stabili. Ci sono due soli pazienti in terapia intensiva. Nell’ultima settimana è stato registrato negli Ospedali Riuniti di Ancona un decesso di un paziente pediatrico in Rianimazione affetto da una grave patologia e non vaccinato né vaccinabile.

“Vaccinare i bambini rappresenta uno scudo contro il Covid per i più piccoli e per i più fragili: serve non solo a proteggere se stessi, ma anche gli altri. Penso in particolare ai pazienti fragili che si trovano in situazioni di immunosoppressione e non possono essere vaccinati; per tutelarli dalla malattia servirebbe stringere attorno a loro un cordone, fatto non solo di familiari ma anche di compagni di classe e di giochi, di persone vaccinate. È auspicabile da questo punto di vista un’ampia adesione alla campagna vaccinale”, commenta il Direttore generale degli Ospedali Riuniti di Ancona, Michele Caporossi.

Il 40% dei minori ricoverati ha un’età superiore a 5 anni e nessuno, anche i 4 pazienti che hanno tra 12 e 18 anni, risulta vaccinato.

“L’avvio della campagna vaccinale per i pazienti in età pediatrica consentirà di proteggere i più piccoli e di ridurre i ricoveri, garantendo a bambini e ragazzi la ripresa della socialità, così importante durante l’infanzia e l’adolescenza”, conclude Migliore. 

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