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Il film biografico stasera in TV: “Claret” lunedì 14 febbraio 2022

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Il film biografico stasera in TV: “Claret” lunedì 14 febbraio 2022 alle 21:10 su TV 2000 (Canale 28)

Claret, di Pablo Moreno In onda su Tv2000  lunedì 14 febbraio in prima tv . Cast: Antonio Reyes, Carlos Cañas, Alba Redondo, Marta Romero, Assumpta Serna, Scott Cleverdon, Pablo Viña, Alberto Hernández

Alcuni momenti significativi della vita di Antonio Maria Claret, noto anche  come Padre Claret. Eroe dei diritti umani nonchè fondatore dell’ordine religioso dei “Missionari Figli dell’Immacolato Cuore di Maria” e della “Congregazione delle Religiose di Maria Immacolata Missionarie Clarettiane”.

Antonio María Claret y Clará, in catalano Antoni Maria Claret i Clarà (Sallent23 dicembre 1807 – Narbona24 ottobre 1870), è stato un arcivescovo cattolico e missionario spagnolo, fondatore delle congregazioni dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria e delle Religiose di Maria Immacolata: è stato proclamato santo da papa Pio XII nel 1950.

Venne ordinato sacerdote il 13 giugno 1835. Si recò a Roma nel 1839 e tentò di farsi inviare nelle terre di missione ma, a causa della sua salute cagionevole, venne rifiutato sia dalla Congregazione Propaganda Fide che dai gesuiti.

Tornato in patria, si dedicò all’organizzazione delle missioni popolari nella sua patria (la Catalogna) e nelle isole Canarie, guadagnandosi la fama di grande predicatore. Il 16 luglio 1849 fondò a Vic la Congregazione dei Missionari figli del Cuore Immacolato di Maria o dei Cordis Mariae Filii (C.M.F.) detti anche “Clarettiani”, dedita all’apostolato e soprattutto all’attività missionaria. Nominato da Pio IX arcivescovo di Santiago di Cuba il 20 maggio 1850, si trasferì a Cuba, dove rimase fino al 1860. Claret si dedicò subito alla riforma del clero, lottando contro il concubinato e promuovendo una formazione più attuale dei sacerdoti in seminario.

Al suo ritorno in Spagna, venne trasferito alla sede titolare di Traianopoli di Rodope e divenne confessore della regina Isabella; prese parte al Concilio Vaticano I, dove fu tra i principali sostenitori della proclamazione del dogma dell’infallibilità papale.

In seguito all’insurrezione del 1868, seguì nel suo esilio la regina e morì a Narbona nel 1870 all’età di 62 anni.[1] Il suo corpo riposa nella Casa madre dei clarettiani a Vic.

È stato beatificato il 25 febbraio 1934 da papa Pio XI, ed è stato canonizzato da papa Pio XII il 7 maggio 1950.

La memoria liturgica è il 24 ottobre (il 23 nella messa tridentina). A Claret è attribuito il testo, oggi giunto a noi con aggiunte e riferimenti all’età contemporanea, “Quindici minuti con Gesù”.[2]