sabato, Luglio 2, 2022
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Guerra Ucraina: Russia, Bielorussia, Leopoli, Donbass, Crimea e Turchia

KIEV – La crisi Ucraina parte da lontano, ed esattamente dall’inizio del cosiddetto “Secolo Breve”, il Novecento, quando la nascita del Comunismo Sovietico porta alla creazione di un entità amministrativa astratta e costruita a tavolino per mere esigenze politiche della neonata Unione Sovietica, un territorio in cui la sua eterogeneità etnico – culturale lo rende politicamente instabile.

A tal proposito, continua da più direttrici l’avanzata dell’esercito russo in territorio ucraino, da nord dalla Bielorussia di Lukashenko, da sud dalla Crimea, da est dai territori riconosciuti repubbliche autonome di Donetsk e Lugansk.

CONFINE BIELORUSSIA – UCRAINA:

L’esercito russo nelle settimane prima dell’inizio della fase calda del conflitto stava svolgendo operazioni di addestramento congiunte con le forze armate dell’alleato bielorusso. Quindi, in territorio bielorusso c’era un cospicuo numero di mezzi e uomini delle armate di Mosca che hanno invaso da nord l’Ucraina, cercando di occupare e di bloccare i rifornimenti di volontari (vedi formazione Legione Straniera Ucraina) e mezzi occidentali per la resistenza ucraina che passano tramite soprattutto la Polonia verso il lembo di terra della Galizia, il distretto amministrativo della città di Leopoli (Lviv), dove la popolazione non di etnia russa, ma prevalentemente polacca, in maggioranza di religione cattolica e di cultura mitteleuropea, non trova pace dalla Prima Guerra Mondiale, dopo la caduta dell’Impero Austro – Ungarico e il travaglio delle guerre polacche – ucraine e russo – polacche, l’annessione all’Urss nel 1939 e quindi alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, le atrocità del secondo conflitto mondiale con parte della popolazione collaborazionista con l’esercito di occupazione del Terzo Reich tedesco e infine le tensioni che sono sfociate dopo la disgregazione dell’Urss, la nascita di una nazionalità giuridica e astratta della Repubblica Ucraina e il ritorno ad ancestrali conflitti etnici che gli imperi prima di Vienna e poi di Mosca hanno tenuto a freno e che ora sono risorti in tutta la loro atrocità. Il confine ucraino – bielorusso di circa 800 km è a pochi centinaia di chilometri dalla capitale ucraina Kiev che è stata così facilmente assediata dalle armate di Putin.

CONFINE EST RUSSO – UCRAINO NEL DONBASS: l’attacco in questa area è iniziato col riconoscimento da parte della Russia dell’indipendenza delle due repubbliche di nazionalità russa nel Donbass, ovvero Donetsk e Lugansk. In questa area, dopo l’inizio delle pressioni occidentali targate Usa e Ue per l’entrata nella Nato e nella federazione europea (vedi soprattutto da parte della Germania), nel 2014 con la svolta dell‘Euromaiden e la deposizione del Presidente filo russo Viktor Yanukovych, sono iniziate le repressioni del governo ucraino sulla popolazione dell’area del Donbass di etnia russa, sfociata con il referendum per l’indipendenza nel 2014 e l’inizio della cosiddetta Guerra del Donbass dalla quale deriva l’attuale guerra in Ucraina. In questa area, la lotta si basa anche sul controllo delle risorse energetiche di gas e degli acquedotti, il cosiddetto “oro azzurro”. Infatti, l’area del Donbass prende l’acqua con acquedotti di centinaia di chilometri dal Dnepr, quindi il controllo dell’erogazione dell’acqua da parte delle repubbliche autonomiste è fondamentale per la sopravvivenza e la secessione di questi territori. A tal proposito, proprio in queste ultime ore la notizia dell’occupazione da parte dei Russi di Charkiv, seconda città dell’Ucraina, centro industriale molto importante con le risorse di carbone e del ferro.

CRIMEA: Altra area da cui parte la direttrice dell’avanzata militare russa, questa volta da sud verso nord, è la Crimea, penisola nel cuore del Mar Nero, sede della Flotta Russa del Mar Nero, per intenderci quella che viene utilizzata per le incursioni nell’area mediterranea, direttrice di espansione naturale della potenza geopolitica territoriale della Russia. Nel 2014, a seguito del cambio di rotta del governo ucraino divenuto filo occidentale, è stata annessa direttamente dalla federazione russa. La Crimea, dunque, ha un ruolo strategico molto importante per la Russia di Putin che non può perdersi questo territorio che solo nel 1954 con Krusciov passò amministrativamente all’allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina e poi dal 1994 alla Repubblica Ucraina. La vita dei circa 2.5 milioni di abitanti della Crimea dipende dall’approviggionamento idrico proveniente dalla diga di Khernov che in questi giorni, conquistata la città, è stata rimossa dai Russi.

TURCHIA VS RUSSIA: La Turchia di Erdogan, paese Nato che dopo le Primavere Arabe del 2011 che hanno riportato il Mediterraneo indietro all’800, ha ripreso insieme al neo imperialismo coloniale anglo – francese, le sue ambizioni imperiali nel Medio – Oriente, accantonate con la fine dell’Impero Ottomano, che la mettono gioco forza in contrasto con i suoi nemici storici geopolitici della Russia e della Persia (Iran), ha deciso di limitare l’accesso delle navi russe della Flotta del Mar Nero, applicando la Convenzione di Montreux del 1936 per il passaggio nel Bosforo delle navi militari (e non solo) dei paesi impegnati in una guerra. Una provocazione bella e buona verso i Russi che non si sa fino a quando la rispetteranno, anche se fatta nel rispetto del Diritto Internazionale.

Inoltre, nel video parlo brevemente della situazione italiana, della decisione del Governo Draghi di foraggiare anche con armi la resistenza ucraina e di come queste decisioni anti russe vadano contro gli interessi del Paese Reale e della pace internazionale. Infine, faccio un breve cenno al Trattato del Quirinale firmato da Italia e Francia il 26 novembre 2021 e dei risvolti geopolitici e geoeconomici positivi che potrebbe avere per il nostro Paese che potrebbe costruire con la Francia una lega latina nel Mediterraneo.

Cristiano Vignali