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Il film storico stasera in TV: “Ester e il re” lunedì 6 giugno 2022

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Il film storico stasera in TV: “Ester e il re” lunedì 6 giugno 2022 alle 21:15 su TV 2000 (Canale 28)

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Ester e il re (Esther and the King) è un film del 1960 diretto da Raoul Walsh ed interpretato da Joan Collins e Richard Egan; accreditato, nella versione italiana, a Mario Bava.

Ester, giovane e affascinante ragazza di origine ebrea, è costretta a sposare il re di Persia. Afflitta da tale sorte e dalla situazione politica, decide di aiutare il suo popolo.

A seguito del successo mediatico di Sansone e Dalila, la Twentieth Century Fox progettò, a fine anni Cinquanta, di realizzare un film biblico. La casa di produzione si affidò, pertanto, a Raoul Walsh, regista di Ben-Hur.[1]

Siccome in Italia il peplum era, all’epoca, il genere di punta, la FOX decise di ambientarlo negli studi di Cinecittà. Questa scelta è stata compiuta anche per via del famoso sciopero del 1960.

Franco Prosperi, assistente alla regia, confermò che Mario Bava era incaricato alla fotografia ma che non si occupò di dirigere la pellicola. In un dossier di Nocturno, sono state raccolte le testimonianze di Sergio Fantoni e di Renato Rossini che ribadiscono la versione di Prosperi.[2]

Ester è un personaggio della Bibbia ebraica e dell’Antico Testamento cristiano. La sua storia è raccontata nel libro di Ester ed è celebrata, secondo la religione ebraica, nella festa di Purim. La Chiesa cattolica la considera una santa e la ricorda il 1º luglio.

Secondo il libro di Ester questa fanciulla ebrea si chiamava Adassa (Hadasah), nome ebraico che significa “mirto“, ma ricevette il nome Ester quando entrò nell’harem del re. Molti studiosi collegano questo nome con quello della divinità babilonese Ishtar, la dea associata al pianeta Venere.[1][2][3][4] Anche nel libro di Daniele quando tre giovani ebrei entrarono al servizio del re, ricevettero un nuovo nome legato a divinità babilonesi. A ulteriore conferma anche il cugino di Ester, un ex-funzionario reale chiamato Mardocheo, ha un nome strettamente legato alla principale divinità babilonese, Marduk.

A sua volta il nome Ester/Isthar, è collegato alla radice che in molte lingue antiche e moderne indica una stella (in persiano “stara”, in italiano “astro”, in greco “aster”, in inglese “star”). Il pianeta Venere, infatti, è la “stella” più luminosa del cielo, indicata appunto come la “stella del mattino” o la “stella della sera” per eccellenza (Venere è visibile solo prima dell’alba o dopo il tramonto). Un Targum della tradizione ebraica spiega che ella era assai più bella della “stella della notte”. Le tre possibili interpretazioni del nome (stella, pianeta Venere e dea planetaria) sono così strettamente collegate nella cultura antica da risultare indistinguibili.

Anche il nome ebraico (Adassa=”mirto”) afferisce allo stesso mondo simbolico. Il mirto, infatti, è una pianta che produce un fiore a forma di stella e che nella mitologia greco-romana era sacro a Venere/Afrodite.[5] Il nome Ester, poi, è vicino alla radice con cui la pianta del mirto era chiamata in curdo o in persiano. Secondo Abraham Yahuda anche nella lingua dei Medi il mirto era chiamato “astra”.[6][7]

In ebraico Ester significa “io mi nasconderò”. Infatti Ester nasconde la sua vera identità di ebrea, per rivelarla al momento opportuno, quando si tratta di salvare gli Ebrei dalla strage fatta ordinare da Aman.

Regia di Raoul Walsh

Con: Joan Collins e Richard Egan 

Fonte: WIKIPEDIA