domenica, Settembre 25, 2022
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Anticipazioni per lo speciale de “Le Iene” del 24 agosto 2022 alle 21.20 su Italia 1: “Delitto di Garlasco – la verità di Alberto Stasi”

le iene
Anticipazioni per lo speciale de “Le Iene del 24 agosto 2022 alle 21.20 su Italia 1: “Delitto di Garlasco – la verità di Alberto Stasi”   Mercoledì 24 agosto, in prima serata su Italia 1, la riproposizione dello speciale de Le Iene “Delitto di Garlasco: la verità di Alberto Stasi“. Una puntata interamente dedicata a uno dei casi di cronaca nera più discussi nel nostro Paese durante la quale Alberto Stasi parla in esclusiva e per la prima volta, a distanza di sette anni dal suo arresto per omicidio, ai microfoni di una trasmissione televisiva. Nell’agosto del 2007 una ragazza di 26 anni – Chiara Poggi – viene trovata morta nella villetta della sua famiglia in un piccolo e tranquillissimo paese in provincia di Pavia, Garlasco, dal fidanzato Alberto Stasi che viene da subito iscritto nel registro degli indagati. Nel 2015, a otto anni dal delitto e dopo essere stato riconosciuto innocente per due volte, al quinto grado di giudizio viene condannato a sedici anni di carcere per averla assassinata brutalmente. “Perché ho deciso di parlare oggi? Per dare un senso a questa esperienza, perché certe cose non dovrebbero più accadere. Se una persona vive delle esperienze come quella che ho vissuto io questa deve essere resa pubblica, a disposizione di tutti, e visto che ho la possibilità di parlare lo faccio, così che le persone capiscano, possano riflettere e anche decidere, voglio dire, se il sistema che c’è va bene oppure se è opportuno cambiare qualche cosa.”. Dal carcere di Bollate dove sta scontando la sua pena Stasi rompe il silenzio con Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese, per raccontare come, secondo lui, sarebbero andate le cose, in un documento unico e assolutamente inedito. Una lunga intervista in cui il trentottenne (ndr., ne aveva 24 anni all’epoca del delitto) si lascia andare parlando di Chiara, dei suoi genitori, dei magistrati, delle perizie, degli arresti che ha subito e dei processi, anche mediatici, che ci sono stati, approfondendo quelle che lui ritiene siano state storture, forzature ed errori che hanno portato alla sua condanna. Ancora oggi, infatti, e, come sempre, Alberto Stasi si dichiara innocente. Nello speciale ripercorre, fornendo dettagli, quella che sembra una vicenda tutt’altro che chiara e lineare, un processo senza un movente e senza una prova, basato unicamente sull’interpretazione di una serie di indizi che sarebbero parsi tanto contraddittori da portare, nel tempo, prima a due assoluzioni e poi a una condanna definitiva. “Sembrava di remare contro un fiume in piena andando controcorrente, fin dall’inizio: una volta lo scambio dei pedali, un’altra volta il test solo presuntivo, e l’alibi che mi viene cancellato, l’orario della morte che viene spostato. Non c’era desiderio di cercare la verità perché una volta può accadere, la seconda volta può passare, ma non possono esserci una terza, una quarta, una quinta, per sette anni. Che verità c’è in tutto questo?”. “Io sono stato assolto in primo grado, sono stato assolto in appello, sull’unica condanna il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione ha chiaramente detto «Non si può condannare Alberto Stasi», quindi, in Italia hanno un sistema che a oggi funziona così: la pubblica accusa dice «No, questa persona va assolta» ma, nonostante questo, la persona viene condannata.” Tra le prime domande dell’inviato c’è quella del se sia stato lui a uccidere l’allora fidanzata. “Quando mi chiedono se ho ucciso io Chiara penso che non sanno di cosa stanno parlando”, risponde Stasi, poi il discorso assume toni differenti: “Nell’immaginario comune un innocente in carcere è un qualcuno che soffre all’ennesima potenza. Per me non lo è, semplicemente perché la mia coscienza è leggera. Alla sera quando mi corico io non ho nulla da rimproverarmi. Certo, ti senti privato di una parte di vita perché togliere la libertà a una persona innocente è violenza, però non hai nulla da rimproverarti, l’hai subita e basta, non è colpa tua.” Il racconto torna al suo primo interrogatorio e al suo primo arresto: “Ero spaventato ma anche abbastanza sereno, quella tranquillità di chi ha la convinzione di potere chiarire le cose. In quella notte l’accertamento era preliminare, puoi anche aspettare quello definitivo, perché hai fretta di portare in carcere una persona sulla base di un risultato ancora parziale? Non c’era motivo ma il meccanismo si era messo in moto: era stato emesso un provvedimento, i carabinieri erano arrivati, i giornalisti erano già fuori dalla caserma, mandare tutti a casa, in qualche modo, credo dispiacesse, e quindi venni accompagnato in carcere.”. Della sua prima notte in carcere ricorda lo smarrimento ma anche la “premura”, per lui un po’ stonata, del direttore del carcere di Vigevano: “Quando fui scarcerato dopo quattro giorni, con un’ordinanza del giudice che smontava punto per punto quel provvedimento assurdo, il direttore (del carcere di Vigevano, ndr.) mi disse «Arrivederci fuori, spero che vada a dire in giro che l’abbiamo trattata bene». È come se in quel momento la cosa più importante fosse solo avere il proprio ruolo a posto, non il fatto che una persona di 24 anni veniva portata in carcere. Lui era, in qualche modo, custode della mia persona però l’interesse doveva essere forse tutt’altro, non questo.”. Stasi è convinto che quell’episodio abbia segnato in maniera irreversibile tutta la vicenda processuale successiva e che abbia gettato nell’immaginario collettivo e, secondo lui forse anche in parte della Magistratura, il seme della sua colpevolezza, individuando esclusivamente in lui la persona su cui concentrare tutte le indagini. Dice: “Credo che questo episodio abbia comunque segnato tutto il seguito della vicenda processuale perché devi immaginarti il terremoto: la Procura di Vigevano aveva portato in carcere davanti a tutta Italia un ragazzo di 24 anni e adesso doveva spiegare il perché aveva sbagliato, e con loro anche i RIS di Parma, i quali avevano indotto il Pubblico Ministero a portare in carcere una persona sulla base di una relazione che era sbagliata.”. Parla poi delle indagini: “Sono passati 15 anni ma in quegli anni i RIS di Parma era un po’ mitizzati. La sera la gente guardava la televisione e li vedeva risolvere i delitti più complicati nel tempo di un episodio. Scoprire che in realtà le persone venivano portate in carcere sulla base di test che non distinguevano il sangue da una barbabietola, illuminava una situazione che si pensava diversa. Ecco perché dico che quel momento fu come un punto di non ritorno: non si trattava più di svolgere un’indagine ma si trattava di salvare la propria carriera, la propria reputazione. Questo poi ha comportato tutta una serie di conseguenze di inezie, di incapacità di tornare indietro, non so se mi spiego. Per ammettere i propri sbagli bisogna avere coraggio, carattere. Il PM non è mai andato a dire «Questo provvedimento era prematuro», perché poi l’accertamento definitivo risultava, appunto, negativo.”. Alessandro De Giuseppe gli chiede se ha già progetti per quando uscirà dal carcere: “Oggi ho 38 anni e ho in mente di mettere a frutto tutte le esperienze negative che ho vissuto, un bagaglio conoscitivo che non può essere acquisito diversamente. Certe cose non le puoi metabolizzare se non le vivi. Se hai la fortuna, o sfortuna, a seconda del punto di vista, di vivere certe esperienze, acquisisci degli strumenti che puoi mettere a disposizione e io voglio fare questo. È un impegno diverso rispetto a quello che potevo desiderare quando avevo 24 anni, in cui volevo fare carriera nell’azienda più grande d’Italia, tanto per fare un esempio.” Infine, “Cosa vorrei dire ai giudici che mi hanno condannato? Non saprei perché sono, in qualche modo, e in negativo, i protagonisti di questa vicenda. È difficile arrivare alla mente e al cuore di quelle persone. Il loro non è un mestiere banale, ha conseguenze sulla vita delle persone, come un medico in sala operatoria: ci sono lavori che non comportano queste responsabilità, altri invece sì. Se si decide di intraprendere un certo lavoro, una certa carriera, deve essere fatto in modo coscienzioso perché poi anche lì entrano dinamiche normali, di lavoro. La carriera, l’ambizione, il posto in un’altra sede, tutte cose che non dovrebbero avere nulla a che fare con la giustizia.”. Mercoledì 24 agosto, in prima serata su Italia1, lo speciale de “Le Iene” condotto da Giulio Golia dal titolo “Un paese di furbetti”. La puntata, dal titolo così esplicativo, è interamente dedicata all’ “arte” dell’affabulazione: una raccolta di soggetti individuati dagli inviati della trasmissione, nell’arco dei 25 anni di messa in onda. Con contenuti inediti, testimonianze di tutti i principali protagonisti, sia di chi ha subìto ingiustizie che di chi le ha ideate, indagini delle forze dell’ordine e ricostruzioni dei fatti, lo speciale ripercorre, dal 1998 a oggi, le vicende che hanno più colpito l’attenzione, occupando le pagine di cronaca nazionale, che hanno dato il via a inchieste giudiziarie e che hanno suscitato più reazioni. Dal “re della truffa” arrestato nel 2018 ai ladri di monopattini di questi giorni a chi ha frodato finanziariamente per uno stile di vita al di sopra delle proprie possibilità, tutti impostori che, il più delle volte, colti sul fatto, non solo hanno continuato a negare, ma sono andati avanti nella ricerca del prossimo malcapitato. Nella serata saranno raccontati i raggiri più incredibili, potenziali o portati a compimento, di fronte ai quali si sono trovati molti degli inviati in questi anni, ma anche soggetti il cui operato presenta delle possibili anomalie che meritano approfondimento. Infine, si cercherà di fare un passo in avanti con l’intento di capire le motivazioni di questo modo di agire.  A commentare con Giulio Golia comportamenti e atteggiamenti dei furbetti la criminologa Anna Maria Giannini, direttrice del servizio di Psicologia Forense dell’Università “La Sapienza” di Roma. Le Iene (chiamato anche Le Iene Show) è un programma televisivo italiano di approfondimento che va in onda su Italia 1 dal 22 settembre 1997. È la versione italiana del programma televisivo argentino Caiga quien caiga. La prima edizione de Le Iene va in onda nel 1997. condotta da Simona VenturaDario Cassini e Peppe Quintale (tra le “iene”, così vengono definiti gli inviati della trasmissione, figura Teo Mammucari, che si diverte a prendere in giro i vip di turno con la cosiddetta “supercazzola“). Il programma nasce come appuntamento quotidiano nel pomeriggio. L’anno successivo, il programma va in onda settimanalmente il giovedì in seconda serata, sempre con la conduzione di Simona Ventura, affiancata stavolta da Fabio Volo e Andrea Pellizzari in sostituzione di Cassini e Quintale (che rimangono comunque tra gli inviati del programma). Con il passaggio della Ventura alla Rai nel 2001 la nuova conduttrice è Alessia Marcuzzi, con Luca e Paolo. La sigla del programma è la canzone Supereroi dei Meganoidi, estratta dall’album Into the Darkness, Into the Moda. Il programma, dato il successo, sbarca anche in prima serata con il titolo Le Iene Show, con la collaborazione prima di Claudio Bisio e poi di Enrico Bertolino. In questi anni il format si assesta nella prima serata della domenica in accoppiata con Mai dire domenica, fino a sfociare in una fusione dei due format, intitolata Mai dire Iene e condotta dalla Gialappa’s Band con il Mago Forest e Alessia Marcuzzi. Dati vari impegni (Carabinieri e Scherzi a parte), la Marcuzzi viene sostituita nella versione in prima serata da varie showgirl o da Luciana Littizzetto, abbandonerà definitivamente il programma quando sarà scelta come nuova conduttrice del Grande Fratello e al suo posto verrà chiamata la Miss Italia Cristina Chiabotto, ancora una volta con Luca e Paolo. Dopo l’addio di Cristina Chiabotto nel 2007, impegnata nella conduzione di Scherzi a parte, la nuova conduttrice è Ilary Blasi, ancora una volta con Luca e Paolo. Nell’autunno 2008, al fianco di Blasi arriva Fabio De Luigi con la presenza di alcune Iene per una notte, come Pierfrancesco Favino o Marco Simoncelli e con il ritorno di Luca e Paolo per la stagione inverno-primavera 2009. Nel settembre 2011Luca e Paolo lasciano definitivamente la conduzione del programma venendo sostituiti da Enrico Brignano e Luca Argentero, sostituito da gennaio 2012 da Alessandro Gassmann e, dal 15 marzo 2012, da Claudio Amendola. La puntata dell’8 marzo 2012 viene condotta da Pippo Baudo. A partire dal gennaio 2013, la conduzione viene affidata a Ilary BlasiTeo Mammucari e la Gialappa’s Band, affiancati nel 2015 dalle Iene per una notte Fedez e Marco Mengoni[18]. Dopo un autunno caratterizzato dall’abbandono della Gialappa’s, sostituiti dal Trio Medusa, tutti questi conduttori lasciano l’incarico nel dicembre 2015. Dal gennaio 2016 va in onda con due puntate in prima serata, prima la domenica e il martedì, poi la domenica e il giovedì, condotte da Geppi Cucciari rispettivamente insieme a Fabio Volo e Miriam Leone nella puntata della domenica, e a Nadia Toffa e Pif nella puntata del martedì, successivamente spostata al giovedì. La puntata del 28 febbraio 2016 viene aperta invece dalla formazione storica del programma, composta dalla Ventura, Volo e Pellizzari[19]. Da ottobre 2016, torna Ilary Blasi, questa volta con Frank Matano e Giampaolo Morelli alla domenica. Nella puntata infrasettimanale del martedì, la conduzione viene affidata a Nadia Toffa con Matteo VivianiAndrea AgrestiPaolo Calabresi e Giulio Golia. In seguito, dalla puntata del 16 ottobre 2016, viene invertita la conduzione delle puntate: la Blasi, Matano e Morelli passano al martedì, mentre la Toffa, Viviani, Calabresi, Golia e Agresti approdano alla domenica. Nella stagione invernale, la puntata del martedì viene spostata al mercoledì ed inoltre vede un cambio di conduzione: Matano e Morelli lasciano la trasmissione e al loro posto torna Teo Mammucari, anche stavolta con Ilary Blasi. Dal 1º ottobre al 19 dicembre 2017, il programma torna con la conduzione della riconfermata Nadia Toffa, affiancata dalla new-entry Nicola Savino, che in passato aveva già fatto parte del cast del programma, e da Matteo Viviani e Giulio Golia, che si alternano ogni settimana (mentre Paolo Calabresi ed Andrea Agresti tornano a fare gli inviati) alla domenica; la puntata del martedì è condotta dalla consolidata coppia formata da Ilary Blasi e Teo Mammucari con il ritorno della Gialappa’s Band. Le ultime 3 puntate domenicali (del 3, 10 e 17 dicembre) sono condotte dal trio Savino-Viviani-Golia, in sostituzione di Nadia Toffa, che lascia temporaneamente la conduzione del programma per problemi di salute. Dal 14 febbraio al 23 maggio 2018, l’appuntamento del martedì viene posticipato al mercoledì mantenendo invariati i conduttori, mentre l’appuntamento domenicale vede il ritorno di Nadia Toffa alla conduzione del programma dopo che lei era stata assentata per le ultime puntate domenicali della stagione autunnale 2017 causa problemi di salute, inoltre sono stati riconfermati Nicola SavinoMatteo Viviani e Giulio Golia (questi ultimi due si alternano ogni settimana). Nella puntata dell’11 marzo, Andrea Agresti torna a condurre il programma insieme a Nadia Toffa e Nicola Savino. Successivamente, dal 26 aprile al 10 maggio la puntata del mercoledì passa al giovedì mantenendo ancora invariati i conduttori, mentre dal 16 al 23 maggio l’appuntamento del giovedì torna al mercoledì. Nella stagione 20182019 Ilary Blasi e Teo Mammucari lasciano il programma, e vengono sostituiti da Alessia Marcuzzi (che torna nel programma dopo 12 anni), Nicola Savino e la riconferma della Gialappa’s Band nella puntata del mercoledì, poi spostata al martedì, mentre la puntata domenicale vede invece alla guida Nadia Toffa e Matteo Viviani, con Giulio Golia e Filippo Roma (questi ultimi si alternano alla conduzione ogni settimana). La stagione 20192020, a seguito della morte di Nadia Toffa, vede alla conduzione per la puntata del martedì ancora Alessia MarcuzziNicola Savino e la Gialappa’s Band, mentre la puntata del giovedì (poi spostata alla domenica) vede alla conduzione, alternativamente ogni settimana, due trii, uno tutto al femminile, ossia Nina Palmieri, Roberta Rei e Veronica Ruggeri, ed uno tutto al maschile, ovvero Matteo VivianiGiulio Golia e Filippo Roma. Il programma viene sospeso per COVID-19 e riprende dal 21 aprile 2020 solo il martedì vedendo alternarsi i due trii. Dal 25 febbraio al 23 giugno 2020 il programma è andato in onda senza pubblico in studio a causa della pandemia del COVID-19. Nella stagione 2020-2021 vengono ancora confermati, il martedì, Nicola Savino e Alessia Marcuzzi, mentre la puntata del giovedì vede alla conduzione, ogni settimana due trii, uno tutto al femminile e uno tutto al maschile. In questa stagione, il programma è andato in onda senza pubblico in studio a causa delle misure del contenimento della pandemia del COVID-19. Nella stagione 2021-2022 dopo l’abbandono di Alessia Marcuzzi la conduzione passa a Nicola Savino e alla Gialappa’s Band affiancati, a rotazione, da ElodiePaola EgonuLodovica ComelloElisabetta CanalisRocío Muñoz MoralesMadameElena SantarelliFrancesca FagnaniFederica PellegriniIva Zanicchi e Michela Giraud. La prima parte di questa edizione termina il 21 dicembre 2021, al termine della quale sia Nicola Savino che la Gialappa’s Band lasciano la trasmissione dopo quasi 4 anni, per poi riprendere il 9 febbraio 2022 con la conduzione di Teo Mammucari e Belen Rodriguez e la partecipazione di Max Angioni e Eleazaro Rossi nell’unica puntata del mercoledì. In questa parte di edizione non vi è l’alternanza dei due terzetti (Golia-Viviani-Roma, Palmieri-Ruggerri-Rei). Novità di questa seconda parte dell’edizione, oltre alla conduzione, è il rinnovamento scenografico. Foto interna ed esterna; https://www.quimediaset.it/comunicati/le-iene-presentano-delitto-di-garlasco-la-verita-di-alberto-stasi_34576.html