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Anticipazioni per il Grande Teatro di Marco Praga in TV del 19 novembre alle 16.10 su Rai 5: “La moglie ideale” con Gastone Moschin

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Anticipazioni per il Grande Teatro di Marco Praga in TV del 19 novembre alle 16.10 su Rai 5: “La moglie ideale” con Gastone Moschin – Per il Grande Teatro di Marco Praga in TV in onda oggi sabato 19 novembre alle 16.10 su Rai 5 la commedia “La moglie ideale” con la regia di Daniele D’Anza e la interpretazione di Gastone Moschin nella versione andata in onda sulla Rai nel marzo 1969.

Altri interpreti Ferruccio De Ceresa, Armando Furlai, Ileana Ghione,: Nando Gazzolo e Marisa Chiari.

“La moglie ideale” è l’opera di maggior successo di Marco Praga il quale descrive le vicende della protagonista, Giulia, che divide equamente il suo animo e la sua giornata fra la famiglia e l’amante, secondo una morale che doveva apparire scandalosa al pubblico puritano di fine secolo ‘800. Giulia diventa “l’eroina” di questo triangolo decidendo di accettare il solo rapporto che viene ricambiato.

Marco Praga (Milano20 giugno 1862 – Varese31 gennaio 1929) è stato un commediografo e critico teatrale italiano.

Era figlio dello scapigliato Emilio Praga, dalla cui deriva esistenziale si distaccò precocemente nel 1873. Rimase orfano del padre nel 1875, all’età di tredici anni. Marco Praga fu tra quegli autori di teatro che, in Italia, svilupparono l’esperienza verista. Fu costretto a impiegarsi come ragioniere finché nel 1889, il clamoroso successo della commedia Le Vergini, interpretata dalla grande attrice Virginia Marini, non gli consentì di dedicarsi completamente al teatro.

Le sue commedie, che risentono dell’insegnamento di Henry Becque, tracciano uno spregiudicato ritratto di costumi, affrontando l’indagine psicologica con spirito scientifico, anche se con mezzi espressivi a volte incerti.

Dopo Le Vergini (1889), scrisse La moglie ideale (1890), il suo capolavoro. Motivi più intimamente psicologici appaiono in altre opere, come La crisi (1904) e La porta chiusa (1913).

Fu un attivo organizzatore, che si distinse nell’attività svolta in favore della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE), di cui fu direttore dal 1896 al 1911, contribuendo, in questo ruolo, alla valorizzazione del repertorio italiano contro le mode esterofile dell’epoca. Continuò a occuparsi della SIAE anche quando ebbe rinunciato alla direzione per dedicarsi alla direzione di una Compagnia stabile del Teatro Manzoni di Milano[1]

Fu dal 1919 il critico teatrale della Illustrazione Italiana e le sue cronache furono raccolte in dieci volumi (Cronache teatrali – 1920-29).

Scrisse anche un romanzo, La biondina (1893) e vari racconti. Fu tra gli autori, benché non accreditato come gli altri, del libretto di Manon Lescaut, per Giacomo Puccini (1893).

Colpito da una grave crisi depressiva, morì suicida.