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Anticipazioni per il Grande Teatro di Moni Ovadia in TV del 28 gennaio alle 21.15 su Rai 5: “Canto del popolo ebraico massacrato”

canto

Anticipazioni per il Grande Teatro di Moni Ovadia in TV del 28 gennaio alle 21.15 su Rai 5: “Canto del popolo ebraico massacrato – In occasione del Giorno della Memoria, Rai Cultura propone lo spettacolo di Moni Ovadia, liberamente tratto dall’omonimo poema di Yitzhak Katzenelson, ucciso ad Auschwitz nel 1944, “Canto del popolo ebraico massacrato” in onda sabato 28 gennaio alle 21.15 su Rai 5.

È il 30 gennaio 1944: in una domenica invernale, più di seicento persone, tutti ebrei provenienti dal carcere milanese di San Vittore, furono caricate a forza su vagoni bestiame. La destinazione, ignota a tutti, è Auschwitz. Sul convoglio, partito dal binario 21, ci sono anziani, donne e più di 40 bambini di età compresa tra 1 e 14 anni, tra cui Liliana Segre di 13.

La signora Esmeralda Dina di 88 anni è la più anziana. Dopo una settimana di viaggio, tra stenti e sofferenze, domenica 6 febbraio, il treno raggiunge Auschwitz. Appena sbarcati, 500 persone vengono selezionate per la morte, gasate e bruciate a poche ore dall’arrivo.

Dal binario 21 era già partito un convoglio con quasi 250 deportati, il 6 dicembre del 1943; ne sarebbero partiti altri fino a maggio del 1944. Il tributo di Ovadia alle vittime della Shoah ricorda, con la forza della poesia, del canto e della testimonianza diretta, lo sterminio del popolo ebraico e di tutti coloro che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte, perché ebrei, zingari, omosessuali, handicappati o perché si opponevano al regime nazifascista e al folle progetto di purificazione della razza ariana.

Preziosa la testimonianza di Liliana Segre, coprotagonista della narrazione dell’orrore dei campi di concentramento, che riuscì, adolescente, a sopravvivere ad Auschwitz.

Salomone Ovadia, detto Moni (Plovdiv16 aprile 1946), è un attorecantante e scrittore italiano di origine bulgara.

Nato a Plovdiv, in Bulgaria, si trasferisce quasi subito con la famiglia a Milano. La sua è una famiglia di ascendenza ebraica sefardita, ma di fatto impiantata da molti anni in ambiente di cultura yiddish e mitteleuropea. Questa circostanza influenzerà profondamente tutta la sua opera di uomo e di artista, dedito costantemente al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell’Europa orientale.

Foto interna ed esterna: https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2023/01/Canto-del-popolo-ebraico-massacrato-ed35dc4b-6b29-4601-a273-1b84c475c51c-ssi.html