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Anticipazioni per “Il cappello di paglia di Firenze” di Nino Rota del 14 aprile alle 10 su Rai 5: dalla Scala di Milano

il cappello

Anticipazioni per “Il cappello di paglia di Firenze” di Nino Rota del 14 aprile alle 10 su Rai 5: con la direzione di  Bruno Campanella e la regia di Pier Luigi Pizzi dalla Scala di Milano – In occasione dei 45 anni dalla morte di Nino Rota, compositore tra i più prolifici della storia del cinema, Rai Cultura propone il suo “Il cappello di paglia di Firenze” nell’allestimento del 1999 diretto da Bruno Campanella alla Scala, con la regia di Pier Luigi Pizzi, in onda domenica 14 aprile alle 10.00 su Rai 5.

Nel cast Juan Diego Flórez, Elizabeth Norberg-Schulz, Adelina Scarabelli, Alfonso Antoniozzi, Giovanni Furlanetto, Francesca Franci. Regia tv di Patrizia Carmine.

Il cappello di paglia di Firenze è un’opera lirica di Nino Rota, su libretto proprio e della madre Ernesta Rinaldi. L’opera, scritta nel 1945, andò in scena solo nel 1955.

L’opera ottenne un ottimo successo, e fu subito rappresentata in Italia – in prima nazionale il 21 aprile di quell’anno al Teatro Massimo di Palermo con Nicola Filacuridi ed Alfredo Mariotti per la regia di Corrado Pavolini con la direzione musicale di Jonel Perlea – e all’estero.

L’opera è basata sulla farsa Un chapeau de paille d’Italie scritta da Eugène Labiche e Marc-Michel nel 1851.

Trama

Fadinard, nel giorno delle sue nozze con l’amata Elena, passeggia con il suo cavallo, quando questi mangia il cappello di paglia di Firenze di Anaide, in dolce conversazione con l’amante Emilio.

Anaide pretende un altro cappello, per non far ingelosire il gelosissimo marito Beaupertuis. Fadinard allora va prima dalla modista, poi dalla baronessa di Champigny, che ne ha uno uguale. La baronessa però lo scambia per un violinista che doveva tenere un concerto, e trattiene Fadinard. Fadinard riesce a spiegare la situazione, ma la baronessa spiega che ha appena dato il suo cappello alla figlioccia: la signora di Beaupertuis.

Si reca allora da Beaupartuis, seguito dal padre di Elena e dagli invitati, al barone, che si è insospettito per l’assenza della moglie.

Tuttavia Fadinard capisce che la signora di Beaupertuis è Anaide. Il futuro suocero minaccia di mandare a monte le nozze, e, quando tutto sembra perduto, arriva lo zio sordo (Vézinet) che presenta il suo regalo di nozze: un cappello di paglia di Firenze. Anaide può così tornare a casa, e Fadinard può sposare Elena.

 

Nino Rota, all’anagrafe Giovanni Rota Rinaldi (Milano3 dicembre 1911 – Roma10 aprile 1979), è stato un compositore e docente italiano, tra i più influenti e prolifici della storia del cinema.

Nel corso della sua lunga carriera collaborò con numerosi registi di fama internazionale come Luchino ViscontiKing VidorEduardo De FilippoMario MonicelliRené ClémentFranco Zeffirelli e in particolare Federico Fellini (per il quale compose le colonne sonore di quasi tutti i film tra i quali, per citarne solo alcuni, La stradaLa dolce vitaI vitelloni e Amarcord) e Francis Ford Coppola (per il quale compose le musiche de Il padrino e Il padrino – Parte II vincendo, per il secondo film citato, il Premio Oscar alla migliore colonna sonora).

Tra gli altri riconoscimenti troviamo un Golden Globe, un Premio BAFTA, un Grammy Award, un David di Donatello e cinque Nastri d’argento.[1]

Foto interna ed esterna: https://www.facebook.com/raicinque/photos/a.179462212068870/4584924458189268/?type=3