martedì, Ottobre 20, 2020
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CATALOGNA, INDAGATO PER SEDIZIONE IL CAPO DEI MOSSOS

“Spaventoso e un errore da tutti i punti di vista”, e “per come le cose si stanno mettendo adesso, la questione è repubblica o repubblica”, lo ha detto il portavoce del governo regionale catalano di Carles Puigdemont, Jordi Turull, alla tv TV3, riferendosi all’intervento di Re Felipe VI.

Il re contro la Catalogna, ‘slealtà inaccettabile’
E’ sempre altissima la tensione e massima l’incertezza in Catalogna all’indomani dello storico e contestato referendum di indipendenza stravinto dal ‘sì’. A mantenere incandescente il clima ha contribuito il discorso alla nazione del re di Spagna Felipe VI contro il governo catalano, che ha accusato di “slealtà inaccettabile” e di “condotta irresponsabile”, esortando il governo di Rajoy a restaurare “l’ordine costituzionale”. Negli stessi istanti Carles Puigdemont ha annunciato alla Bbc che l’atto di indipendenza unilaterale della Catalogna arriverà “alla fine della settimana o all’inizio della prossima”.

Mentre Madrid studia le prossime mosse, la Catalogna martedì si è fermata per uno sciopero generale di protesta contro le violenze della polizia spagnola domenica contro la folla ai seggi. O meglio si è rovesciata in strada. Da Barcellona a Girona, dalla Costa Brava ai Pirenei, da Tarragona a Lleida, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per denunciare pacificamente gli assalti ai seggi, gridare “Via le forze di occupazione!” o “Visca Catalunya Indipendente!”.

L’intervento del re è caduto come una doccia gelida sulle timide speranze di avvio di un dialogo, dopo mesi di muro contro muro. Felipe VI non ha fatto alcun accenno alle violenze di domenica, ma ha duramente attaccato il governo di Puigdemont, accusandolo di aver violato la Costituzione e “i principi democratici dello stato di diritto”. Un discorso a senso unico, senza aperture verso la Catalogna ‘ribelle’. “C’è stato un inaccettabile intento di appropriazione delle istituzioni storiche della Catalogna” che, ha detto, “si sono messe ai margini del diritto e della democrazia. Hanno voluto spezzare l’unità della Spagna con una condotta irresponsabile”. Il discorso del re non contribuirà a fare crescere la sua popolarità in Catalogna, terra dalle radici ancora repubblicane. E’ stato accolto da molti catalani, secondo Tv3, sbattendo padelle e tegami, in una ‘cacerolada’ di protesta. Mentre il re parlava infatti, a Barcellona erano ancora in piazza migliaia di persone che tutto il giorno hanno manifestato contro la violenza della polizia spagnola. Nel pomeriggio erano almeno 300mila.

Decine di migliaia di persone si sono riversate pacificamente nelle città e nei comuni di tutta la Catalogna, in un mare di bandiere stellate dell’indipendenza. A Barcellona ci sono stati momenti di tensione ma senza incidenti davanti al comando della Guardia Civil in Via Laietana e davanti alla sede del Pp del premier spagnolo Mariano Rajoy, protetti da un fitto cordone della polizia catalana. C’è stata tensione anche davanti ad alcuni alberghi che ospitano parte dei 10mila agenti spagnoli inviati da Madrid per impedire il voto di domenica. Centinaia di persone li hanno presidiati, gridando “Via! Via le forze di occupazione!”. Alcuni alberghi hanno pregato i poliziotti di andarsene, e circa 500 agenti sono stati sfrattati. Provocando l’ira di Madrid, che ha annunciato contromisure. Nella giornata di sciopero generale anche la politica catalana si è fermata. Sul tavolo rimangono la richiesta di mediazione internazionale lanciata da Puigdemont e l’annuncio della dichiarazione di indipendenza in parlamento forse già alla fine di questa settimana. A Madrid sono continuate invece le consultazioni di Rajoy, che deve decidere le prossime mosse. Il premier è “indeciso”, sottoposto a pressioni di senso contrario. La sua vicepremier, il falco Soraya de Santamaria, preme per il pugno di ferro e l’applicazione dell’articolo 155 della costituzione che consentirebbe di sospendere Puigdemont e l’autonomia catalana.

Sulla stessa linea il leader di Ciudadanos, uno dei due grandi partiti ‘unionisti’ che dall’opposizione appoggiano Rajoy. Il socialista Pedro Sanchez vuole invece un dialogo immediato con Puigdemont. Dopo le violenze di domenica il Psoe sta cambiando linea. Ha chiesto un voto di censura in parlamento contro de Santamaria, che considera responsabile politicamente dei blitz violenti che hanno provocato sdegno in tutto il mondo. Su Sanchez preme anche Podemos, che ha proposto al leader Psoe di pilotare una mozione di censura per rovesciare il governo minoritario di Rajoy, che appare sempre più fragile. “I numeri – ha detto la capogruppo Irene Montero – ci sono”. (Fonte ANSA)

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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