sabato, Ottobre 16, 2021
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San Benedetto del Tronto: 25 aprile tra le polemiche

concerto per la festa della repubblica

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo la nota scritta dall’avvocato Gian Luigi Pepa sulla polemica relativa alle canzoni e all’assenza di canzoni nella giornata del 25 aprile. “Il Sindaco di San Benedetto del Tronto ha giustamente commemorato le vittime della guerra, e l’inno nazionale è il grande richiamo musicale che unisce l’intera nazione, che connota così una festa condivisa e unitaria, proiettata verso un futuro sereno e costruttivo. Dopo 73 anni si registra così un gesto che pacifica ed unisce gli Italiani. Ma poi imperversano polemiche di chi lamenta che non è stata cantata “Bella ciao”. Anzi, il 29 aprile una contro-manifestazione è stata promossa da chi propugnava il diritto di cantarla. La canzone non è unitaria ma costruisce barriere, in particolare dopo la versione corretta nel 1968, considerata alla stregua di un inno ufficiale dei movimenti comunisti o anarchici. Una versione sessantottina aggiungeva una strofa finale che recitava: “Era rossa la sua bandiera… come il sangue che versò”. (Ma di cosiddetti finali ne sono stati inventati una infinità). Per questo motivo ancora oggi ispira autori italiani e stranieri, ed è utilizzata in numerose occasioni, anche non direttamente collegate alla Resistenza. La scelta del Sindaco Piunti è quindi stata volta verso la pacificazione di tutti i cittadini, a discapito del sindaco di Macerata, che ha consentito la messa in scena del macabro gioco per bambini del “picchia il fantoccio appeso a  testa in giù che potrai vincere le caramelle”. Per il futuro, forse, si potrebbe cantare la “Bella ciao” delle mondine: “Alla mattina appena alzate O bella ciau, bella ciau, bella ciau, ciau ciau Alla mattina appena alzate in risaia ci tocca andar. E fra gli insetti e le zanzare O bella ciau… E fra gli insetti e le zanzare un dur lavoro ci tocca far. Il capo in piedi col suo bastone O bella ciau… Il capo in piedi col suo bastone e noi curve a lavorar. O mamma mia, o che tormento! O bella ciau… O mamma mia, o che tormento io ti invoco ogni doman. Ma verrà un giorno che tutte quante O bella ciau… Ma verrà un giorno che tutte quante lavoreremo in libertà. bis”

Avv. Gian Luigi Pepa

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