lunedì, Ottobre 18, 2021
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Pronto Soccorso più lenti delle Marche. I dati di 14 città

Ancona – Recarsi al Pronto Soccorso, per un intervento sanitario e rimanervi per più di 24 ore. Un incubo che si materializza continuamente in molte zone d’Italia compreso alcuni presidi ospedalieri marchigiani. Un interessante elaborazione dell’Infodata del Sole 24 ore permette di stimare quante persone debbono rimare in attesa nella sala di un Pronto Soccorso prima di uscire dopo visite e cure da parte dei sanitari. In Italia sono gli ospedali di Roma a trattenere anche il 17% degli utenti o per meglio dire degli accessi per un giorno intero, prima di fornire una diagnosi. Vediamo la situazione nei capoluoghi e città principali delle Marche. Il Pronto Soccorso più lento, secondo questa metodologia di calcolo è l’Ospedale di Fermo dove l’8% dei pazienti ha bisogno di 24 ore per sottoporsi a cure. Questo ad esempio nel 2016,  in un totale di 28.419 accessi. Solo un punto più basso di percentuale (7%) si piazzano A. O.  S. Croce di Fano, il Carlo Urbani di Jesi e l’Ospedale Generale di Zona di Civitanova Marche Nel primo caso la percentuale è riferita a un totale di 25.903 accessi, di 23.308 nel secondo di 19.601 nel terzo. Un po’ meno lenti ma con percentuali ancora considerevoli il G. Mazzoni di Ascoli Piceno e il Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto con il 5% di ingressi che non vanno via prima di 24 ore. Qui gli accessi sono 22.506 in Ascoli e di 27.928 a San Benedetto. Segue con il 4% l’Ospedale Generale provinciale di Macerata sul numero di 23.716 di accessi. Un po’ più veloci sembrano i Pronto Soccorsi del Presidio Ospedaliero Zt 4 di Senigallia con il 3% su 20.444 e l’Umberto I di Ancona dove gli accesi nel 2016 sono stati ben 48.875. Con la percentuale del 2% troviamo Ospedale Civile E. Profili di Fabriano, l’Ospedale SS. Benvenuto e Rocco di Osimo e l’Ospedale S. Maria della Misericordia di Urbino. Gli ingressi sono rispettivamente: 19.216, 14.305 e 16.277. Il Pronto Soccorso più “pronto” delle Marche risulta da questi dati (sempre tra le città più grandi) l’A. O. S. Salvatore di Pesaro con l’1% di utenti che attendono un giorno nelle sale ospedaliere in attesa che un led o un altoparlante chiami il numero affibbiatogli dal triage. Seppur con la performance migliore, questo significa che su un totale di 30.804 accessi, più di trecento utenti nel 2016,  hanno aspettato moltissimo la visita ed eventuale cura o intervento. Una situazione che non può conciliarsi con il benessere psico-fisico degli utenti, al di là della reale urgenza di recarsi in un Pronto Soccorso.

 

Roberto Guidotti

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