giovedì, Ottobre 28, 2021
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Arrigoni (Lega): “La “denuncia” di Senigallia è irresponsabile solidarietà a senso unico e di facciata”

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PD e associazioni senigalliesi se ci siete battete un colpo di responsabilità amministrativa invece che i tasti del pc per finire sui giornali impartendo lezioni di morale senza spiegare a chi giova la non gestione dell’immigrazione. Dove finiscono secondo voi i migranti in fuga dai centri di accoglienza come 74 di quelli salvati dalla Diciotti e, già che ci siete, a quali voci di bilancio voi, politici e cittadini col cuore in mano, ci suggerite di sottrarre fondi per mantenerli nei centri di accoglienza e nelle carceri?

Il senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega Marche ed esperto di immigrazione, commenta con durezza la proclamazione di una sorta di Manifesto di Senigallia con cui associazioni ed esponenti PD come il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo e il consigliere regionale Fabrizio Volpini nonché illustri ex come il sindaco Luana Angeloni denunciano la politica del governo.

Gli italiani sono stanchi di quello che, nella migliore delle ipotesi, è buonismo di facciata pagato con le loro tasche – puntualizza Arrigoni – Il governo, con il Ministro dell’Interno Salvini, con rigore e legalità sta facendo il suo dovere a fronte di una politica irresponsabile di accoglienza del PD che ha costretto l’Italia a sostenere in 5 anni oltre 700mila presenze, nella maggior parte di migranti economici e, dunque, clandestini, e costi economici, sociali e di sicurezza per il nostro paese che avrebbero invece dovuto essere ripartiti con gli altri paesi europei. La vicenda della nave Diciotti è in questo sì emblematica. Già manca all’appello la metà dei migranti (74 su 143) senza contare i 4 che sono stati arrestati con l’accusa di scafisti. Se questa è l’idea che i firmatari di Senigallia hanno dell’accoglienza, no grazie. Prosegua dunque Salvini nella sua azione determinata non curandosi di avvisi di garanzia discutibili”.

Arrigoni si riferisce alla diaspora dei migranti trasferiti dalla nave all’hot spot di Catania e collocati in accordo con la Chiesa Cattolica. Il Centro Caritas di Rocca di Papa in un lampo si è ritrovato con soli 53 dei 100 accolti. Idem per i 46 affidati alla Diocesi, 11 dei quali sono ben presto mancati all’appello. Erano 43 quelli destinati a Messina: se ne sono eclissati 10 e 4 sono stati arrestati come scafisti.

Una situazione inaccettabile per qualsiasi governo degno di questo nome senza contare che la solidarietà non può essere unidirezionale – conclude Arrigoni con un sorriso amaro – Ci aspettiamo un intervento altrettanto alato di sdegno sui milioni di italiani che vivono sotto il livello di povertà. Le nobili anime senigalliesi in proposito tacciono perché li ignorano o perché, in questo caso, condividono in toto i programmi del governo?”

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