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LEGGIAMO INSIEME ERODOTO

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Erodoto nacque ad Alicarnasso tra il 490 e il 480 a.C.. Spirito inquieto, ulisside insonne alla ricerca d’un qualche cosa che sempre fuggiva dinanzi a lui, andò errando per mari e per terre, tra l’arsura del deserto di Libia e il gelo della terra di Scizia (l’attuale Russia meridionale); e dal cumulo delle attente personali osservazioni, dalle informazioni assunte nei vari luoghi, dalla sua innata facoltà di discernimento e di confronto derivò la vasta materia delle sue Storie (L. Annibaletto).

DA ERODOTO – LE STORIE, INIZIO DEL LIBRO I – Traduzione di Luigi Annibaletto, Mondadori 1956.

Non appena i Fenici dal mare così detto Eritreo s’affacciarono a questo nostro mare e si stanziarono nella regione che tutt’ora abitano, subito si dettero a grandi navigazioni, trasportando merci egiziane e assire; tra l’altro sarebbero giunti anche ad Argo – in quel periodo Argo primeggiava in tutto tra le città del paese che ora si chiama Grecia. Arrivati dunque ad Argo i Fenici vi esposero le loro mercanzie. Quattro o cinque giorni dopo il loro arrivo, quasi quando tutte le merci erano state vendute, vennero alla riva del mare, dicono, anche numerose donne e, fra esse, la figlia del re, il cui nome era Io, la figlia di Inaco. Queste donne dritte in piedi presso la poppa della nave, facevano acquisto delle merci che più erano di loro gradimento, quando i Fenici, incitatisi tra loro, si gettarono su di esse. La maggior parte riuscì a fuggire, ma Io e alcune altre furono rapite: i fenici imbarcatele sulla nave, se ne andarono facendo vela verso l’Egitto.


Ora – continua Erodoto – a giudizio dei dotti persiani, se rapir donne è azione da uomini ingiusti, è agire da stolti prendersi pena per vendicarle; mentre è da uomini benpensanti non curarsene affatto, poiché è chiaro che, se esse non volessero, non si lascerebbero rapire.

Per quel che riguarda Io i Fenici non vanno d’accordo con quanto dicono i Persiani: non è infatti che quei mercanti marinai l’abbiano condotta in Egitto per averla rapita, ma la fanciulla in Argo aveva avuto rapporti con il proprietario della nave; poi quando s’accorse d’ essere incinta, temendo i genitori, di buon grado si era imbarcata con i Fenici, perché la sua colpa non diventasse manifesta.

Nota: Il rapimento di Io da parte dei Fenici ebbe come rappresaglia da parte dei Greci il rapimento di Europa, figlia del re fenicio di Tiro e successivamente, a Ea nella Colchide, di Medea, figlia del re di quella terra, anch’egli fenicio; ma da questi fatti non sorsero guerre. Mentre nella generazione successiva quando Paride, figlio di Priamo re di Troia (Ilio), rapì la spartana Elena, i Greci dettero luogo alla guerra cantata da Omero nell’Iliade. Tale iniziativa di vendetta è deprecata da Erodoto, che invece ritiene saggio il pensiero di noncuranza dei dotti persiani, inteso ad evitare eventi di guerra.

Luciano Magnalbò

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