giovedì, gennaio 17, 2019
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Caso Battisti: la fine di una lunga latitanza e l’inizio del contrasto a chi difende i criminali

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Sembra che questa volta si sia riusciti a mettere fine alla latitanza di Cesare Battisti, durata diversi decenni. L’aereo decollato da La Cruz con a bordo l’ex terrorista, arrestato dalla polizia boliviana su indicazione della polizia italiana, fa rotta direttamente su Roma-Ciampino senza passare dal Brasile, perché le autorità boliviane hanno emesso un provvedimento di espulsione immediata.

Questo non dà la possibilità a Battisti di avvalersi dello sconto di pena a 30 anni, ma dovrebbe scontare i 2 ergastoli a cui è stato condannato. Sembrerebbe quindi che, pur se in ritardo, la giustizia trionfi, anche se sarebbe interessante capire chi lo ha sostenuto, aiutandolo a fuggire all’estero e creandogli tutti i collegamenti internazionali necessari per potere stare fuori tutto questo tempo.

Battisti è stato arrestato alle 17 di sabato (le 22 in Italia): camminava in una strada di Santa Cruz de La Sierra, nell’entroterra boliviano. Non ha tentato la fuga, agli agenti ha risposto in portoghese, poi è stato portato in caserma. La svolta da intercettazioni nelle indagini coordinate dalla procura generale di Milano.

Tuttavia, chi spera che finalmente l’incubo sia terminato è meglio che non si illuda. Se molti partiti hanno espresso soddisfazione, a parole, vi sono alcuni elementi ed alcune organizzazioni che già si stanno premurando di trovare una soluzione per Battisti.

La Sinistra radicale, a nome di Marco Ferrando, portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori, dichiara che l’amnistia dovrebbe essere la soluzione logica. Paolo Cento, già firmatario di una petizione per la liberazione dell’ex terrorista, dichiara che non è necessario lo spirito di vendetta nei confronti di Cesare Battisti. Francesco Caruso, ex deputato di Rifondazione Comunista dichiara che, dopo 40 anni di latitanza, è deprecabile questo accanimento nella sua cattura. Per Paolo Ferrero si evidenzierebbe addirittura un depistaggio di massa perpetrato da questo governo ed in particolare da Salvini. Stucchevoli le affermazioni di Carlos Lungarzo, sociologo, che asserisce che, se estradato in Italia, farà una brutta fine e gli augura di resistere, non si capisce da cosa.

Umanamente più comprensibile la posizione della ex compagna Priscilla Luana Pereira, che sperava in un asilo politico fornito dalla Bolivia.  Si prevede quindi a questo proposito un forte dibattito, per evitare di chiamarlo in maniera più precisa “scontro”. Per ora attendiamo il suo arrivo in Italia, e, come il ministro degli Interni ha dichiarato, vediamo se si riusciranno a far rientrare tutti gli altri 50 latitanti che godono di “protezioni” presso altri stati.

Matteo Salvini e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede saranno oggi all’aeroporto di Ciampino ad attendere l’arrivo di Cesare Battisti. L’ex terrorista rosso dei “Proletari armati per il comunismo”, mai pentito, sarà tradotto nel carcere di Rebibbia, a Roma.

Ettore Lembo

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