domenica, Ottobre 17, 2021
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Contraffazione di prodotti vinosi: eseguiti 21 decreti di perquisizione

Nella giornata odierna, in Puglia, Sicilia, Campania, Lazio ed Emilia Romagna i Carabinieri dei
NAS e personale dell’ICQRF (Ispettorato Centrale Repressione Frodi) territorialmente competenti,
collaborati da militari dei rispettivi Comandi Provinciali, hanno eseguito 21 decreti di perquisizione
disposti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia presso alcuni stabilimenti di
trasformazione e commercializzazione di prodotti vinosi.

Le operazioni odierne costituiscono gli sviluppi di una complessa e articolata attività d’indagine,
coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Foggia, ed eseguita congiuntamente dai
Carabinieri del NAS di Bari e dagli Ispettori del locale ICQRF Sud est.
L’ipotesi investigativa riguarda l’utilizzo fraudolento di uva da tavola trasformata in mosto per la
produzione di prodotti vinosi e conseguenti fittizie movimentazioni dalla Puglia alla Sicilia, per
giungere, infine, in alcuni stabilimenti emiliani – dove era impiegato per la produzione di aceto e
derivati anche di noti marchi – i cui responsabili non risultano allo stato coinvolti nell’attività di
indagine.

In particolare è stato accertato che uno stabilimento del foggiano, grazie all’opera di aziende
intermediarie e di trasporti, commercializzava migliaia di quintali di mosto facendo uso di
documenti di trasporto dei prodotti vitivinicoli attestanti falsamente la qualità del prodotto e la
provenienza del mosto da uve da vino Trebbiano e Sangiovese idonee alla produzione di Aceto
Balsamico Modena, mentre in realtà si trattava di mosto di dubbia origine e provenienza e/o
ricavato da uve da mensa. I medesimi documenti indicavano, altresì, un luogo di carico diverso da
quello effettivo, corrispondente alle sedi di compiacenti stabilimenti di trasformazione di uve da
tavola del sud-est barese. La contraffazione del prodotto veniva, quindi, completata presso
un’azienda salentina la quale, a sua volta, dopo ulteriori operazioni di sofisticazione, lo rimetteva in
commercio destinandolo ad aziende acetaie al momento estranee all’illecita attività.
Al termine delle operazioni sono state sequestrati 91.000 quintali di mosti e prodotti vinosi per
un valore di circa 13,5 milioni di euro, 15 mila euro in contanti e copiosa documentazione
commerciale utile al prosieguo delle indagini.


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