venerdì, Novembre 27, 2020
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Mobilità a Roma? Meglio rimanere immobili

Risolvere i problemi di mobilità a Roma sembra sia diventato non solo difficile ma addirittura impossibile per cui è ormai consigliabile rimanere immobili, evitando magari conseguenze di ogni genere. Questo anche per ricalcare le orme di una amministrazione che sembra, non sapendo come intervenire, rimanere immobile o emanare provvedimenti atti a scoraggiare sempre più la mobilità.

Le buche oramai sono diventate fonte di ilarità collettiva, benevolmente viste dai gommisti romani, grazie alle numerose barzellette e vignette che circolano sui vari social, ad esclusione ovviamente delle drammatiche conseguenze che si sono registrate. Cosa dire poi degli autobus che vanno a fuoco, impegnando così i Vigili del fuoco e facendo si che possano mantenersi in allenamento, diversamente dai Vigili Urbani a Roma,( Roma Capitale) che invece devono fare la guardia alle buche piccole proteggendole o guardando le grandi voragini che improvvisamente decidono di formarsi, magari inglobando qualche decina di auto, con grande felicità per gli autosaloni.

Ma poiché le buche non bastano, ecco comparire quasi per incanto le radici degli alberi che, alterando la scorrevolezza del manto stradale e sollevandolo di parecchi decimetri, mettono a dura prova le sospensioni delle autovetture che transitano, con grande gioia dei meccanici.
Quale rimedio migliore per evitare danni all’amministrazione, che è magari costretta a ripagare i danni, se non quello di ridurre la velocità a 30 Km orari?

Ottimo sistema per far cassa, essendo ben salate le contravvenzioni per chi supera i limiti.
Tanto chi paga è il cittadino. Infine le scale mobili, giusto per rimanere in tema di mobilità, di ben tre stazioni metropolitane consecutive, decidono di collassare improvvisamente e senza motivo, costringendo la chiusura immediata di una trafficatissima area del centro urbano, Stazione Barberini, Spagna e Repubblica. Di certo questo l’amministrazione non l’aveva preventivato, dal momento che proprio in questi giorni aveva stabilito l’aumento dei prezzi dei parcheggi nel centro urbano, con incrementi da…. capogiro. Dispositivo che sara’ in vigore sembrerebbe a breve.

E’ ovvio che bisognava intervenire contro chi ha l’incarico delle manutenzioni delle scale mobili. Infatti
sembrerebbe che l’azienda che aveva il mandato sia stata immediatamente disdettata con relativo ed
immediato scioglimento del contratto, in attesa di chiudere le altre stazioni rimanenti per pericolosità delle scale mobili. Saggia decisione, cara Amministrazione Capitolina: la metro costa troppo poco, forse è meglio fermarla? Cari cittadini prendete pure l’automobile, andate meno di 30 km orari e raggiungete il Vostro posto di lavoro, se lo avete, e buona passeggiata.
E’ pur vero che l’auto crea problemi ecologici, ed infatti possono circolare solo vetture di nuova costruzione e, chi ha le vecchie, rimanga fuori dall’anello ferroviario o paghi le contravvenzioni che solerti aiutanti alla mobilità sanno ben infliggere e poco importa se non hai i soldi per cambiare l’auto.

Per far fronte a questo inatteso aumento di traffico automobilistico, dovuto ad un fastidioso vizio di
mobilità umana, in alcune aree si è ben pensato di ridurre le carreggiate stradali in modo da trasformarle in stretti budelli dove è impossibile posteggiare oltre che camminare, con grande gioia dei commercianti che finalmente possono riposarsi dall’estenuante lavoro dal momento che i loro clienti non possono più sostare.

E’ il caso di una grande arteria che fù, come la via Tuscolana prima di Cinecittà, dove si è pensato bene di istituire ben 2 piste ciclabili, una per ogni senso di marcia, riducendo non solo i posti auto, ma anche la carreggiata e dove in alcuni punti basta solo una autovettura posteggiata in seconda fila che il traffico si blocca. Certo, la gente è incivile e le multe fioccano, bisogna risanare il bilancio comunale ed in ogni modo chi paga è il cittadino. A questo punto forse il consiglio da dare è quello di, lasciare la macchina a casa, evitare metro o bus e camminare a piedi, si risparmiano così le spese dei mezzi o delle contravvenzioni o delle manutenzioni e per di più ci si mantiene in forma dovendo anche fare lo slalom tra i rifiuti che si accumulano e si distribuiscono sempre più uniformemente. Attenzione pero’  al meteo: potreste ritrovarvi con qualche albero per cappello, perché se piove o tira vento, gli alberi fascisti cascano. Sarà meglio rimanere immobili a casa?

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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