lunedì, Novembre 29, 2021
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Siri e’ fuori dal governo. Salvini incassa ma rilancia: “Chiudero’ tutti i cannabis shop”

di maio

Il MoVimento Cinque Stelle la spunta sul caso Siri. Salvini incassa la sconfitta, ma la fiducia a di Maio sembra essere esaurita. Il premier Conte ha infatti revocato ieri, nel corso del Consiglio dei Ministri, il Sottosegretario leghista, coinvolto in una vicenda di corruzione, evitando di arrivare al voto e quindi allo scontro aperto tra Lega e M5S. Sul testo del decreto, che dovra’ essere firmato da Mattarella, e’ ora confronto tra gli uffici di palazzo Chigi e del Quirinale da un punto di vista tecnico e non sostanziale. Siri e’ quindi fuori dal governo, anche se rimarra’ in carica in qualita’ di Senatore. “Il caso Siri pesa sulla tenuta dl governo”, dice il segretario Pd, Nicola Zingaretti, che si dice pronto a chiedere nuove elezioni.”Agli italiani – ricorda invece Giorgia Meloni – piu’ che di Siri interessa avere notizie circa l’aumento dell’Iva e delle accise sulla benzina”. Con la revoca del Sottosegretario si chiude un capitolo durato settimane. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non batte ciglio ma rilancia sul programma di governo, parlando di Tav e Flat tax, e minaccia di chiudere tutti i cannabis shop, uno per uno. “Se qualcuno  – scrive su Facebook – pensa di trasformare lo Stato in uno spacciatore, avrà nel sottoscritto un avversario irriducibile. Il governo non è e non sarà mai in discussione per qualche poltrona in più o in meno, ma sulla tutela della salute dei nostri figli e sulla lotta ai venditori di morte non negoziamo”.

Dopo il lungo braccio di ferro tra lega e M5S, i rispettivi leader continuano in ogni caso ad affermare che il governo andra’ avanti. La Lega ha definito la discussione in Consiglio dei Ministri “civile e pacata”, ma la tensione e’ stata in ogni caso palpabile. Giulia Bongiorno e Matteo Salvini hanno ribadito la “fiducia nel premier ma anche la posizione in difesa di Armando Siri, innocente fino a prova contraria”. Di Maio parla di “segnale di discontinuita’ rispetto al passato. In sostanza la crisi sembra essere solo rinviata. E lo scontro si sposta ora sulla cannabis light.

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